Salvatio Analogum
Autore: Aleš Podbrežnik
Artista: Retro Kult
Etichetta: Autoproduzione
Uscita: 2013
Durata: 58:10
Voto: 4/5
I Retro Kult sono una band hard rock slovena che esiste da poco, ma i cui membri sono già parecchio rodati e scafati. Evidentemente era solo questione di tempo prima che la ruota del destino li mettesse insieme in una squadra di cinque musicisti che si fiutano e si capiscono alla perfezione quando si tratta di creare musica propria.
Dietro il nome Retro Kult non si nasconde nessun culto di follia settaria, né altre ossessioni di venerazione di forze superiori. Si tratta semplicemente dell’indirizzo musicale del quintetto, puntato a costruire una scenografia sonora d’altri tempi, quando si usavano i nastri di registrazione. Quando (detto con affetto) in studio non potevi permetterti di »cannare«, perché il nastro costava caro, e le band registravano i pezzi al primo colpo! Come se facessi un concerto dal vivo. Solo che lo suoni in studio. Conta quindi solo la registrazione analogica. Da qui il nome Retro Kult! La salvezza sta dunque nella tecnica analogica (Salvatio Analogum)!
I Retro Kult si sono quindi giocati parecchio. Ne erano consapevoli fin dall’inizio, prima ancora di entrare in sala di registrazione. Il suono dell’album richiede decisamente una certa predisposizione all’ascolto! È organico, caldo e estremamente dinamico. È vivo. La vibrazione è autentica. La vibrazione che sprigionano i musicisti finisce davvero sul nastro e sul contenuto del disco! Il momento catturato in studio è conservato in modo genuino. Senza ritocchi cosmetici e abbellimenti a posteriori. È questo che volevano i ragazzi. »Salvatio Analogum« suona come un concerto: senti la coerenza dei mattoni del suono, senti i legami tra i membri della band, senti la chimica che scorre fra loro. Senti l’intesa, senti la forza!
E lo stile? Lo sguardo è rivolto a una variegata tavolozza di artisti che hanno costruito la loro espressione sulla forza bruta del riff rock ‘n’ roll da demolizione e su un’intransigenza »bad ass«! I modelli richiamano alla memoria la nostalgia retro dell’inconfondibile e unico percorso di band come Led Zeppelin, Lynyrd Skynyrd, AC/DC, Guns N’ Roses…. »Strappato«, crudo, senza freni e appassionato! In più, certi riff hanno l’attitudine per far virare la band da un momento all’altro verso il punk rock oppure, al polo opposto, per fare sfacciatamente l’occhiolino a una monelleria glam. Ma la base dell’eredità musicale dei Retro Kult resta ancorata ai vecchi binari dell’hard rock classico e del rock ‘n’ roll.
La band sfrutta con maestria anche gli effetti della microfonia, come non nascondono i passaggi »mid eight« (le parti strumentali centrali dei brani) e le sezioni di chiusura o di apertura, dove con questi effetti colorano l’impalcatura dei pezzi . Hai insomma una sola possibilità. Un solo tentativo. Quel che viene, viene. La band porta a casa il lavoro da maestra. Con grande coraggio e le palle! I dischi rock di culto, quelli che hanno scritto la storia del rock ‘n’ roll, hanno i loro »errorini«, che i loro autori ancora oggi conoscono benissimo e che a noi comuni terrestri restano ovviamente nascosti, ma esistono. Questo significa che nemmeno i Retro Kult hanno suonato tutto al 100% giusto. Una cosa del genere è impossibile, se cerchi l’autenticità. Niente al mondo è perfetto. È solo un’illusione. Ed è proprio qui che si nasconde la bellezza elementare di questo prodotto rock ‘n’ roll spensierato, ambizioso e grintoso, che nella convivenza rilassata dei cinque esplora l’eredità primordiale dei primi pionieri del rock ‘n’ roll. Ma è importante capire che i Retro Kult non cedono mai, nemmeno per un attimo, all’imitazione dei loro modelli. Non cadono nella trappola di replicare riff famosi del rock ‘n’ roll. La melodia è »slovena«, e a renderla più profonda c’è anche l’uso della lingua slovena. I brani Zarja e Corvinus sono due veri esempi di patriottismo purosangue, che dà quella sensazione tanto necessaria che «Salvatio Analogum» sia una dichiarazione hard rock strettamente slovena. A suggerirlo con efficacia è già la copertina dell’album, con le sue pagine ingiallite, così come la simbologia stessa della cover, che non nasconde le proprie origini geografiche.
I Retro Kult sanno essere cupi, e nei passaggi strumentali si lasciano andare spensierati perfino verso inclinazioni psichedeliche, il che rafforza il sapore retro del disco. I ragazzi non hanno tagliato proprio niente. Potrai ascoltare il cambio degli amplificatori, il clic dei pedali “foot switch”. Tutto trova subito il suo posto giusto già nel brano d’apertura Preludij, che offre un colpo d’occhio immediato sulla pasta di cui sono fatti i Retro Kult.. L’apertura southern rock sfocia poi in un »drive« energico e rinvigorente, che flirta con l’eredità degli AC/DC. Corretto.
La storia centrale dell’album »Salvatio Analogum« è senza dubbio il brano Zarja. Una mini suite epica e variegata, piena di cambi d’umore, che ripercorre le tracce dei grandi tempi andati, quando nascevano i celebri classici rock come Stairway To Heaven (Led Zeppelin), Love To Love (UFO), Freebird (Lynyrd Skynyrd). Ovviamente in lei si avverte un po’ di quel sentimento, ma il pezzo è comunque confezionato alla Retro Kult e quindi è un riflesso genuino di una nascita sul lato soleggiato delle Alpi.
Un miscuglio di follia e dolore, con un pizzico di occulto e tentazione, nel rocker »bad ass« Senca conquista con la sua energica genuinità. È un pezzo cupo, con una bella dose di corsa su un riff dallo sguardo bluesy e, più avanti, sulla stampede ritmica alla AC/DC, a cui mette il punto sulla i il suono penetrante ed erogeno del cowbell! Uno sviluppo simile si può notare anche in Pekel in raj e nella conclusiva Vol 4. I brani si basano su accordi minori e sono cupi. Ma portano con sé una bella dose di linee melodiche pulite, dove c’è anche tanto spazio per le armonie di chitarra in terze (Vol. 4).
Accanto all’ottima prestazione della parte strumentale della squadra, è ovviamente molto importante il contributo vocale di Anži. Sta maturando in un cantante eccellente. Il suo stile vocale (timbro compreso) è cucito addosso all’indirizzo musicale della band. È esplosivo e, nella forza che sviluppa interpretando i versi, riesce a spingere con successo le sue avventure vocali dai registri medi a quelli alti e altissimi! Il tipo marca i versi al punto giusto con un graffio gutturale! Per questo ha un senso raffinato, che in futuro affinerà ancora.
Ovviamente, nel loro grande desiderio di consegnare alle masse uno specchio genuino di se stessi con l’album »Salvatio Analogum«, i ragazzi hanno mostrato anche qualche fragilità. Alcuni passaggi (soprattutto quelli più calmi, di transizione) sono suonati con meno sicurezza all’interno di singole parti del brano, mentre già nel motivo successivo dello stesso pezzo si avverte una determinazione decisamente maggiore. In qualche punto si possono quindi percepire oscillazioni, nel senso di una sicurezza minore o maggiore dei protagonisti dell’album. Ci sono poi quei già citati »stonature«, che in realtà ottengono l’effetto opposto. Nel complesso, infatti, arricchiscono addirittura l’album.
I Retro Kult hanno registrato questo album in sloveno e in inglese. In appena dieci giorni. Io ho tra le mani la versione slovena e posso assicurarvi che i ragazzi non sono caduti nella trappola della minore agilità dello sloveno nella musica rock, rispetto alla fluidità notoriamente più spiccata dell’inglese. Hanno adattato bene i versi e lo sloveno funziona con sicurezza nella scuola hard rock dei Retro Kult.
Niente nascondigli né ritocchi cosmetici. Solo una bufera rock ‘n’ roll cruda che oltrepassa ogni confine! A prima vista »Salvatio Analogum« può forse sembrare ingenuo, ma d’altra parte è un lavoro di grande coraggio e di sincera passione rock ‘n’ roll di questo quintetto. Proprio perché è rimasto non levigato, raggiunge il lustro di una perla e, come esordio, è un bellissimo biglietto da visita, su cui la band può fondare in tutta sicurezza e leggerezza le sue future direzioni di sviluppo musicale. È infatti la prova di grandi ambizioni e della voglia di essere riconosciuti sulla scena. Di affermarsi. E i Retro Kult sono sicuramente una ventata d’aria fresca sulla scena slovena. In fatto di innovazione musicale, con l’album »Salvatio Analogum« non faranno certo uscire il pianeta Terra dalla sua eclittica, ma evitano le apparenti trappole dell’eccesso di genericità, proprio grazie al cuore dimostrato e a una grande sincerità esecutiva.
Formazione
Anži – voce, cori
Zupi – chitarra, cori
Deži – chitarra, cori
Jonny – basso, cori
Božo – batteria, cori
Produzione
Mike 3D
Tracklist
1. Preludij
2. Pekel in raj
3. V večnosti
4. Čutim te
5. Zarja
6. Corvinus
7. V sanje
8. Senca
9. Tebi
10. Vol. 4