Samuel Blues : Sammy Automatic

0 636

Etichetta: Autoproduzione / Zavod Orbita
Data di uscita: 24.09.2018
Produzione: Samuel Blues
Durata dell’album: 48.01
Genere: Singer / Songwritter (Blues, Alternative Rock)
Acquista l’album!


Due album in studio in un solo anno. Oggi come oggi è più un’eccezione che la regola. Ma non se sei Samuel Blues! Nella prima metà di quest’anno ha pubblicato il suo quarto album in studio, «Alpska psihadelija» (recensione di RockLine QUI), a cui nella seconda metà dell’anno si è aggiunto il quinto, «Sammy Automatic». Già i titoli dei due dischi svelano il senso di sfornare due album in studio a così breve distanza. Lo butto lì solo come antipasto. Se il primo ha i testi tutti in sloveno, il secondo è tutto in inglese. Quindi, con il nuovo album, Samuel Blues torna in questo senso ai primi tre, (tutti) in inglese. Evidentemente si trova meglio a esprimersi con i versi in inglese, anche se con «Alpska psihadelija» in sloveno ha dimostrato che Samuel Blues sa farsi valere alla grande, e in modo parecchio piacevole, anche nella lingua di casa.

Quindi sì! I due album sono molto diversi. Sensibilmente diversi. Se «Alpska psihadelija» era davvero un’altra rinascimentale roccaforte «one man band», «Sammy Automatic» resta sì un album «one man band», ma non dà per forza quell’impressione. È più mosso negli arrangiamenti. Samuel Blues si mette alla prova con sfide musicali nuove (per lui). Allo stesso tempo però resta lucido, nero, anzi, con il suo borbottio e il suo brontolare spaccato e sfiancato è sempre «mordace e beffardo da impiccato». Una voce che dà alle composizioni un elemento essenziale, cioè integrale, di espressione artistica. Senza quest’uso della voce, Samuel Blues potrebbe dichiarare subito «bancarotta artistica».

L’album è registrato «in one take». Alla prima botta. Quanto i toni «sporgano» ribelli ognuno per i fatti suoi nell’accordatura non importa. E non importa nemmeno se un accordo fa nascere una dissonanza. Do It Again è spiccatamente punkrockeggiante e da impiccato, e con l’approccio vocale che usa Samuel Blues, la scalcinatezza stonata e garagistica del fraseggio di chitarra non potrebbe andargli più a braccetto. Con pezzi come l’iniziale Fat Bird e più avanti Do It Again, ma anche Catch My Radio, si avvicina al valore espressivo delle formazioni alter rock di provenienza geografica slovena, come per esempio gli eterni usurpatori garage del terrore sonoro Dandelion Children. 8 AM e Alright flirtano con abilità con l’ispirazione del delta blues. Rispondono anche alla domanda sul perché Samuel Blues fosse una scelta più che azzeccata come spalla per Eric Sardinas, al suo concerto al Figa Rock Bar di Capodistria, nel novembre 2014. If You Can’t Don’t Bother scaccia ogni sospetto che Samuel Blues ogni tanto non possa suonare anche sulle «cetre» della psichedelia. Lo ricorda in modo molto intenso la conclusiva Mountain Life. Una genialità strumentale pungente, davanti alla quale non è difficile richiamare alla memoria la «sfiancatezza degli escursionisti sloveni».

Sul nuovo album Samuel Blues ha dedicato un po’ più di attenzione alla «colorazione» degli arrangiamenti. L’impronta generale acustica del disco l’ha in parte rinforzata con linee aggiunte dal maggior rendimento in decibel. In questo modo ha creato contrasto tra le linee stesse, riempito il paesaggio sonoro e rafforzato l’atmosfera dei pezzi. Inoltre, più di una volta ha colorato i brani con grande abilità, inserendoci con gusto delle modulazioni (Catch My Radio) e spezzando così il possibile scivolare delle canzoni nella «noia del fraseggio monolitico». Allo stesso tempo ha innestato su certi pezzi un ritmo campionato in più, che però mantiene comunque del tutto organica e «viva» la natura del lavoro. Possiamo dire che da questo punto di vista Samo Pivač è diventato un compositore ancora un gradino più maturo. True Bypass è il brano più lungo, e al contempo ribolle di trucchi minimalisti. Per dare movimento al riff di base, che nelle ripetizioni sembra non finire mai, Samuel Blues ha trovato qui un aiuto nel memorizzare la frase guida, e sopra ci ha posato delle linee all’unisono aggiuntive, di una semplicità assolutamente bizzarra.

Tutto questo è registrato in un colpo solo, e nella produzione la cosa interessante è che il lamento vocale nel mix è spesso un po’ mimetizzato. Samuel Blues è infatti tutto fuorché un cantante. Ed è proprio questo a dare quel valore aggiunto alla sua musica. Il suo canto incarna tutto ciò che ci immaginiamo sotto il conio di vero anti-vocalist! Ed è proprio questo a portare uno dei maggiori fascini espressivi nei suoi lavori. Sul nuovo album non è dunque diverso. Senza questo approccio all’esecuzione delle parti vocali, Samuel Blues, come cantautore, perderebbe tutta la sua particolarità espressiva, la sua elementarità, la sua stralunatezza, la sua stranezza e, soprattutto, la sua eccentricità.

Samuel Blues è una storia musicale slovena fuori dal comune e divertentissima. È un mix estremamente interessante di blues psichedelico e rock alternativo. Visto che Samuel Blues è un indipendente, qui possiamo usare la parola indie in tutta legalità. È burlone, è nero, ed è allo stesso tempo incredibilmente sarcastico e divertente. L’umorismo da impiccato del vero umorismo dell’Alta Carniola non potrebbe ricevere una definizione migliore di quella incarnata dai suoi lavori in studio. Un vero «album dell’Alta Carniola», come l’Alta Carniola di Jesenice, da dove viene. «Sammy Automatic» è solo un altro gradino sul percorso di auto-evoluzione di questo musicista, con cui Samuel Blues rafforza la propria originalità e unicità espressiva. Una lettura musicale incredibilmente divertente e fuori dal comune. Voi che cercate audacia, botta, fuori dall’ordinario, che non sopportate kitsch e orpelli, che cercate organicità genuina, un approccio senza freni, dovete assolutamente dare un’occhiata a cosa combina Samuel Blues. Se per caso non l’avete ancora fatto, vi state perdendo un ottimo motivo per divertirvi alla grande. E in fin dei conti. È incredibile quante cose possa fare una produzione lo-fi e il purismo libertario della logica D.I.Y.

autore: Aleš Podbrežnik
voto: 8.5 / 10



Tracklist:
1. Fat Bird (02:44)
2. Alright (02:26)
3. Do It Again (04:42)
4. 8AM (04:12)
5. Catch My Radio (05:00)
6. Did My Time (02:51)
7. 44 Kicks (03:26)
8. If You Can’t Don’t Bother (05:11)
9. What If I? (03:17)
10. True Bypass 06:35)
11. Magic Arrow (03:07)
12. Mountain Life (04:25)

Formazione:
Samuel Blues – voce, chitarra

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Questo sito utilizza i cookie per offrire il servizio web, i sistemi pubblicitari e le funzionalità che senza cookie non potremmo fornire. Visitando e utilizzando il sito, accetti l’uso dei cookie. Accetta Leggi tutto

Privacy e cookie