San Di Ego infuocati a Logatec (2015)

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Autore: Aleš Podbrežnik

Luogo: Logatec / Grajski park / Slovenia
Data del concerto: 16.05.2015
Numero di spettatori: 300
Prezzo del biglietto: 0,00€ (ingresso libero!)

»Ovunque tu vada, San DI Ego dappertutto!«. Certo, vale solo se »gli stai addosso di continuo«. Ne abbiamo appena »cantato le lodi«, quando hanno aperto per gli Šank Rock in mezzo alle Križanke di Lubiana, il 05.05.2015.

Lasciate che mi spieghi, una buona volta. Forse questa intro è di troppo, ma per qualcuno sarà divertente. Uno esce di casa  per andare, in sostanza, a un concerto jazz e si mette a cercare per Lubiana il posto chiamato »Salon za ENO glasbo«. Al primo indirizzo, Rimska 2b, trova una scalinata sbarrata, una casa buia, una recinzione con un mucchio di adesivi »Godibodi«, sono le 18.00 del pomeriggio e il concerto era annunciato esattamente per quell’ora. Poi scopre, con l’aiuto dello »smartphone«, che lo stesso locale si può trovare anche in un altro punto di Lubiana. Pronto? Non sto mentendo. Le sedi infatti sono due. L’altra è in Eipprova 19, a Trnovo, ma lì c’è solo una pizzeria e dietro un ammasso di appartamenti in un vecchio, scalcinato e malridotto palazzone di Trnovo, davvero gigantesco. Che sfiga. Niente concerto della band Džezzva e niente jazz, quindi. Maledizione, e proprio oggi mi ero messo la camicia elegante ed ero uscito per strada con un look »poco rock«.

Eureka! Il giorno prima il prode Jure Jurca (Vagabunda, ex-Chaoststar) in mezzo a Isola, dove stavamo guardando gli Avtomobili, aveva buttato lì che »Domani a Logatec suonano i San Di Ego!«.  

Che altro resta da fare se non una deviazione il sabato sera fino a Logatec? Meno di un morso di biscotto. E lì incontri i prodi ragazzi di Sevnica e la birra scura locale a prezzo promozionale. Sono le undici di sera e sul palco salgono i San Di Ego. La gente non manca, diciamo circa 350. In tutto (quelli sotto il palco e gli altri sparsi per il parco del castello di Logatec). L’energia parte subito. E come potrebbe non farlo. I San Di Ego sono un quartetto di quattro ottimi musicisti che in poco tempo hanno davvero messo insieme un bel pacchetto di concerti, hanno un bel po’ di chilometri sulle spalle grazie all’attività e all’esperienza in altre band suonando insieme, e proprio per questo sul palco si intendono e si incastrano alla perfezione.

Su RockLine dei San Di Ego si è scritto e »poetato« un sacco in tempi relativamente brevi. Niente nascondigli, niente sorprese. La band ha servito ancora una volta un’ottima esperienza live e ha mandato in fibrillazione il pubblico di Logatec. Soprattutto grazie al fatto che i San Di Ego sono sempre armati fino ai denti di classici rock di culto, che sparano dal palco uno dopo l’altro. In pratica, con loro l’andamento della serata resta dinamico senza un attimo di tregua, a un livello altissimo per tutto il concerto. Vero, ci sono un sacco di band rock slovene che si cimentano con i classici, e lo fanno anche in modo molto dignitoso, ma ultimamente poche hanno lasciato a bocca aperta dal palco in modo così infuocato come proprio i San Di Ego. E proprio con i medley di cover di Queen e Bon Jovi. Dei confettini in più di Survivor, The Police e Boston (la strofa d’apertura e il ritornello di Amanda sfociano in tutta More Than A Feeling) non sprechiamo nemmeno parole. E poi ci sono ovviamente anche altri pezzi più convenzionali che hanno buttato benzina sul fuoco (Whitesnake, AC/DC, ZZ Top). In tutto questo la band ha impastato pure il repertorio di brani originali, tratti dal primo album in studio »San Di Ego« (Dallas Records, 2014). Naturalmente non ha saltato nemmeno la versione giocosa del successo dei Bee Gees Stayin’ Alive e la cover meno riuscita (e questo per via della somiglianza fin troppo evidente con gli »approcci d’autore« nel comporre i brani originali dei Whitesnake) di una delle migliori ballate nate nell’ambito della musica leggera slovena – il pezzo Julija, che nella versione originale appartiene all’unico Aleksander Mežek. Comunque sia, queste »note minori« contano solo per una dozzina di indiani musicali sopravvissuti, che al concerto non vengono per staccare la spina insieme alla massa, ma guardano la band »sulle dita«. Per fortuna sono davvero pochi, se mai ce n’è qualcuno. La band si è goduta la serata, la gente si è scatenata a più non posso e la festa sembrava non finire mai. Questa è la missione di base del rock’n’roll e la ciurma dei San Di Ego l’ha portata a termine nel modo più autentico possibile, picchiando a pieni coglioni e compatta. E questo ai ragazzi non puoi proprio toglierlo.

Ragazzi, grazie per un altro super concerto! Vi auguro un sacco di successo in questa calda estate e in tutti i vostri prossimi concerti, dove ci rivedremo presto!

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