Save Yourself

0 6

Autore: Aleš Podbrežnik

Artista: Nora
Etichetta: Trustkill Records
Uscita: 2007

Ci son voluti quattro anni prima che i ragazzi si decidessero finalmente a sfornare il loro terzo album in studio. Perché così tanto? Lo sa il diavolo, ma ci sono due fatti che forse ci avvicinano alla risposta giusta. Il batterista Chris Ross in questo periodo ha perso la figlia in un terribile incidente, la band si è ritrovata a un passo dallo scioglimento e ci si è chiesti se i Nora avrebbero mai portato avanti la carriera. L’altra faccenda è che il cantante Carl Severson è sempre stato sommerso fino al collo dal lavoro per la Ferret Records. In questi quattro anni i Nora hanno cambiato ben due membri della formazione, il che può essere un terzo fattore che ha contribuito a far durare così a lungo la gestazione del nuovo album. I nuovi arrivati sono il bassista Mike Olander e il chitarrista con l’interessante cognome paleoslavo Stephen Chladnicek (Štefan Hladniček).

E il risultato? Ancora caldo da far paura. Ti convincono subito, in apertura di disco, con una sequenza di tre attacchi metalcore velenosi e ad alta tensione: Somebody Of Somebody, Scum e Broken. Ma andiamo con ordine. L’osso di base che i Nora continuano a rosicchiare sono i soliti riff thrash metal, che fanno senza paura l’occhiolino all’eredità dei Pantera. Il nuovo album è molto più vario di “Dreamers And Deadmen” (2003), sia nei temi che negli umori. Ha più melodia (si sente anche nei pezzi più diretti). Ma niente paura, tranquilli. Si sente qualche strimpellata in più sui riff e qualche sussurro di post hardcore che, al massimo, arricchisce con un tocco di spirito l’impronta di base dei brani. Se “Dreamers And Deadmen” era suonato sotto la bacchetta assoluta di giri di frequenza ad altissima tensione, quelli che il regno del metalcore sa offrire, quindi nello spirito del disboscamento più puro dal primo all’ultimo secondo, stavolta la band porta più atmosfera, infila una serie di immagini più cupe e si percepiscono sfumature di sottigliezza. Questa prende vita al meglio in The Moment, The Sound, The Fury, a medio tempo, un pezzo che eccelle nella costruzione di un’atmosfera imponente, carica di delusione e disperazione. A questa atmosfera è molto vicina la conclusiva The Ending. Nelle composizioni ci sono più passaggi in cui non per forza a dominare è il brutale nitrito di riff valanghivi, ai quali i Nora restano comunque fedelmente aggrappati soprattutto anche sul nuovo album; può anche capitare che stavolta alcune parti vengano portate avanti con armonie semplicissime a una voce sola. In parecchi casi usano il pizzicato su una sola corda, che spicca nel brano Broken.

È un album tremendamente personale, che in questo tipo di confessione si lascia alle spalle di parecchio entrambi i dischi precedenti della band. Carl Severson in quattro anni non ha perso un briciolo della sua alta potenza, con cui sviluppa ancora scosse telluriche di estrema, brutale aggressività vocale ogni volta che apre bocca. Urla di nuovo come un cane rabbioso, la voce è schizofrenicamente folle, come richiede del resto tutto il quadro caotico del metalcore che la band coltiva.

I Nora mantengono quel fascino che gli aveva portato il riconoscimento della critica con “Dreamers And Deadmen”! Anche stavolta i ragazzi incantano l’ascoltatore con un’offerta di qualità fatta di composizioni compatte, che combinano in modo splendido immediatezza e complessità, entusiasmando e tenendo sempre impegnato chi ascolta con l’ondeggiare dinamico del disco attraverso una variopinta tavolozza di cambi d’umore e di atmosfera. La produzione resta immacolata e i Nora sono di nuovo estremamente rumorosi e ringhianti senza pietà, e la sensazione che ti lascia l’ascolto del disco ti porta dritto su un campo di battaglia, una guerra senza motivo e senza vincitori, disseminata solo di cumuli di cadaveri in putrefazione. La band ha quindi mantenuto la sua formula vincente. I Nora restano l’essenza del metalcore ai massimi livelli. “Save Yourself” è così la nuova bibbia del metalcore: un album caotico, estremamente nervoso, arrogante e maledettamente intransigente, che prende a calci in modo superstizioso, dritto e spietato, assordando il timpano.

“Save Yourself” è quindi più vario del predecessore. I Nora non vanno fuori di testa a ritmi massimi per tutto il tempo, si sentono perfino i germi dello sludge (la title track) e il disco porta anche un po’ più di melodia. È un’evoluzione matura del predecessore, che gli amanti del metalcore capiranno subito, apprezzeranno molto e accoglieranno a braccia aperte. I Nora con lui restano pazzi! Speriamo solo che il prossimo album non richieda di nuovo ben quattro anni.

Formazione

Carl Severson – voce
Matthew Hay (Portland) – chitarra
Stephen Chladnicek – chitarra
Tim Cuccolo – basso, voce di accompagnamento
Christopher Ross – batteria

Produzione

Eric Rachel

Tracklist

01. Somebody Call Somebody
02. Scum
03. Broken
04. Save Yourself
05. Famous Last Words
06. Have You Ever Had A Really Bad Day?
07. Just Like Johnny
08. The Moment, The Sound, The Fury
09. Chances Aren’t
10. The Ending

Durata dell’album: 36.04

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Questo sito utilizza i cookie per offrire il servizio web, i sistemi pubblicitari e le funzionalità che senza cookie non potremmo fornire. Visitando e utilizzando il sito, accetti l’uso dei cookie. Accetta Leggi tutto

Privacy e cookie