Dreamers & Deadmen
Autore: Aleš Podbrežnik
Artista: Nora
Etichetta: Trustkill Records
Uscita: 2003
I Nora sono sinonimo di metalcore ai massimi livelli. Il loro secondo album in studio, “Dreamers & Deadmen”, è un upgrade assoluto del debutto “Loser’s Intuition” (2001), e lo è in ogni singolo aspetto che il metalcore richiede: con il nuovo disco i Nora sono cresciuti di un altro gradino ancora. L’album dura meno di una stella cadente, ma quando il suo aratro a motore comincia a solcare il lettore CD, ti si accende in testa un lampo come se vedessi migliaia di stelle cadenti tutte insieme. Oppure immagina la scena. Sei in casa, infili questo CD nel lettore e ti calchi le cuffie sulla testa. Un attimo dopo sei sepolto sotto le macerie delle tegole, con il tetto crollato verso l’interno. Uno strappo ipnotico, del suono più allucinatamente incendiario che il metalcore possa regalare, grazie a un’intensità di rabbia accentuata in modo magistrale, di quelle che oggi si riescono a malapena a far rivivere in studio!!!!
I ragazzi non hanno molto da dire. Grazie a Dio. Che metalcore sarebbe, se ci fosse un sacco da dire? Quindi: chitarre tirate al massimo, voce che ti scuoia vivo, contrasto massimizzato tra il basso tagliente e metallico, il rasoio affilato dei riff schredditi dalle chitarre e il galoppo selvaggio e martellante della batteria. Strumenti tirati fino ai limiti estremi. Per quanto lo studio permetta. La batteria ha un vero suono metallico, soprattutto il rullante (“snare”), che porta la maggior parte del suono dei tamburi. Il cantante Carl Severson ruggisce come se volesse vomitare i polmoni e tutti gli altri accessori respiratori che vanno con loro. L’approccio di Severson è senza dubbio uno dei maggiori punti di forza dei Nora. I due chitarristi non aggiungono né abbellimenti di passaggio né assoli. Tutto è sottomesso alla magia del riffing a valanga.
C’è poco da filosofeggiare. L’album sprigiona una rabbia immensa, che riflette un mix delle sensazioni e dei vissuti più folli, quelli che nascono dalle aspettative di azioni che portano solo delusione, e che ti lasciano con la sensazione che il mondo intorno a te sia pazzo, anzi di più. Che in realtà il pazzo sei tu. In tutta la sdolcinatezza del recitare, del fingere e del soffocare la verità dei topi grigi (la maggioranza). Un vero trampolino per una vera rabbia nucleare, che i Nora sviluppano senza paura!
Nei riff si sentono chiari i germi degli standard che i Pantera hanno portato nel thrash. È innegabile, suona proprio così. Quello che distingue questa band è la capacità e il know-how nello sviluppare in modo efficace una brutalità estrema, che infuria attraverso prestazioni di velocità incredibili nel maltrattare gli strumenti, mentre i ragazzi riescono comunque a piazzare con maestria passaggi complessi, cambi di ritmo e di stati d’animo. Quindi più che altro si può dire che i Nora siano praticamente in cima alle band di oggi che creano il suono e l’immagine del metalcore. I pezzi sono brevi, ma di musica e di messaggi che tengono incollato chi li ascolta ce n’è più che a sufficienza.
“Dreamers And Deadmen” è un album che ti afferra per le orecchie in un istante e ti risucchia dentro tutto intero, tanto suona vero nella furia della sua agonia. Un album tecnicamente e atmosfericamente limato al massimo. Scorre al massimo, ma allo stesso tempo mette in mostra una padronanza straordinaria degli strumenti e una chimica brillante tra i membri della band, che si vede al meglio nella capacità di infilare cambi di ritmo complessi, tra svolte vertiginose, e nel fatto che i Nora, nonostante il momento di complessità tecnica, non perdono un istante il loro focus esplosivamente fluido, che spara al primo colpo con una forza primordiale ed eruttiva, cioè senza giri di parole. Come una vipera che morde e basta. Senti questa rabbia primordiale,! I Nora sono il vostro banditore, lo specchio dei vostri peccati e degli angoli più nascosti della vostra coscienza, con l’autenticità peccaminosa più folle, che non osate lasciare uscire allo scoperto. Per questo i Nora si incazzano al posto vostro. Mettetevi in ginocchio, perché sotto il fragore di questo album sanguinerete dalle orecchie, senza ritorno, ancora per un bel pezzo!
Formazione
Carl Severson – voce
Portland – chitarra
Chris Byrnes – chitarra
Tim Cuccolo – basso, cori
Chris Ross – batteria
Produzione
Eric Rachel & Nora
Tracklist
1. Goddamn Champion
2. Scars Are Supposed To Last Forever
3. I Should Have Sent Flowers
4. Deadmen
5. Dreamers
6. Two And A Shot Of Jack
7. That’s A Good Looking Machine
8. Nosferatu
9. Quitters
10. Last One For The Money
Durata dell’album: 30.45