Scheepers

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Artista: Scheepers, Ralf
Etichetta: Frontiers Records
Uscita: 2011
Durata: 52:32
Voto: 4.5/5

Ralf Scheepers è considerato uno dei più grandi cantanti dell’euro power metal. Se non lo conosci e ne senti parlare per la prima volta, devi aver passato gli ultimi 15 anni da qualche parte molto fuori dal nostro Sistema Solare. La carriera di Ralf, negli anni Ottanta, è passata attraverso le collaborazioni con Tyran Pace e Gamma Ray, ma la tappa più importante è stata la nascita dei Primal Fear insieme al collega Mat Sinner nel 1996, una band che regge ancora oggi, in tempi non proprio favorevoli al power metal, con una costanza eccezionale tra concerti, tour regolari e uscite in studio.

Ralf Scheepers potrebbe raccontarti che nel suo debutto solista in studio hanno trovato posto alcune idee che non poteva o non doveva sviluppare con i Primal Fear. Visto che questo titano della voce si ispira a Rob Halford fin dall’inizio, i paragoni con lui sono inevitabili. Inevitabili anche i paragoni di alcuni pezzi con lo stile dei Primal Fear, e ci sta del tutto.

Una mossa importante con cui il cantante si allarga ulteriormente il margine di manovra è la scelta di tenere solo il nome Scheepers, che gli permette di mettere in piedi una formazione in grado di accompagnarlo sui palchi in futuro, se la dea fortuna darà una mano. Lo stesso trucco l’ha usato anche Rob Halford per far partire la sua carriera solista.

Il materiale è più che piacevolmente vario, ma dal primo all’ultimo minuto resta un modello del più puro euro power metal di autentica giurisdizione teutonica tedesca, il più fedele che tu possa immaginare. Un morso irrigidito, intransigente e primordiale. In più, per dare un po’ di movimento a un album che con ben 12 brani è già più che abbondante, Ralf ha deciso di rifare il classico dei Tyran Pace Saints Of Rock, che nella versione aggiornata guadagna ancora in voracità da inno, e subito dopo ne piazza un’altra: Before The Dawn, che appartiene niente meno che ai patriarchi del metal Judas Priest.

Per l’album il cantante ha messo insieme una compagnia variopinta, costruita attorno alle canzoni. Alla batteria ha chiamato il poliedrico artista svedese Snowy Shaw (tra gli altri Mercyful Fate, King Diamond, Dream Evil) e lui, insieme al chitarrista “Metal” Mike Chlasciak (Halford), nell’opener Locked In the Dungeon incarna, con la prestazione vocale d’acciaio di Scheepers, la stessa atmosfera dell’apertura del debutto in studio di Halford, “Resurrection”. Insomma, un’energia che sa di Painkiller. In Remission Of Sin quell’energia addirittura raddoppia, quando si unisce a Ralf in duetto l’ex urlatore dei Judas Priest Tim “Ripper” Owens. Una combinazione eccellente, che applaudirete tutti voi che amate la solidità inscalfibile di una voce collaudata, con tutte le sue caratteristiche sulle note estremamente alte. Qui si parla di canto, non di nascondersi dietro effetti e stregonerie, che sfruttano le branche estreme degli altri generi metal.   Remission Of Sin ha un riff old school alla Accept, e a darti quella sensazione contribuisce anche la figurazione stessa della melodia del ritornello. Cyberfreak rafforza il richiamo alle tracce tarde dei Judas Priest/Halford e l’album su questo punto non molla di un millimetro. Nella seconda metà del disco a consolidare l’intransigenza del suo acciaio rovente saldato ci pensano Back On The Track e Dynasty, più il gancio conclusivo, una marcia alla Primal Fear: Play With Fire (non è una cover dell’omonimo pezzo degli sloveni Lene kosti), di quelle che i Primal Fear non facevano dai tempi dell’album “Nuclear Fire”.

Stilisticamente sull’album stona solo Compassion, piazzata in chiusura, che nessuno rimpiangerebbe se non ci fosse. Un po’ di folklore da “quadri contadini” e di elementi pastorali non mancano, ma starebbe meglio in una vera taverna tedesca, avvolta dal fumo di salsicce bollite e crauti.

The Fall è di tempo medio e qui è impossibile non sentire il contributo del compare di Ralf nei Primal Fear, Magnus Karlsson: è il pezzo più melodico del disco, che però mantiene al 100% l’attitudine heavy metal classica. Con lei cresce anche l’atmosfera funesta e cupa dell’album, indispensabile nell’heavy metal perché possa raggiungere pienamente il proprio scopo in termini di energia. Doomsday approfondisce questi elementi e incarna il momento di massima compattezza melodica del disco, e di nuovo a decidere negli arrangiamenti è Magnus Karlsson, che prepara per Scheepers arrangiamenti ancora più adatti, così che lui li capitalizzi fino in fondo con il suo inconfondibile marchio vocale e porti il pezzo al massimo in voracità melodica e impatto, oltre che nell’effetto cupo dell’umore catturato. Sensazioni simili le ritrae più avanti, nelle atmosfere imprigionate, il brano più vario dell’album, The Pain Of The Accused, che presenta Ralf Scheepers nella sua straordinaria variabilità e flessibilità vocale nel modo più sintetico.

In questo album Ralf non sbaglia niente. In ogni momento, con statura (e voce) vocale, è al posto giusto. Oltre alle sue eccezionali qualità vocali, la qualità del disco è determinata quasi in egual misura dai contributi di arrangiamento ed esecuzione della compagnia che lo accompagna. Prima di tutto dalla lunga esperienza e dalla conoscenza reciproca con il compagno dei Primal Fear Mat Sinner, che ancora una volta ha firmato una produzione eccezionale, che pulsa viva ed esalta la dinamicità e l’alta potenza metal primordiale. È il frutto di anni di esperienza e di una conoscenza reciproca che non gioca a nascondino, e alla base c’è la salda concentrazione di musicisti navigati, per cui metodi e modo di raggiungere l’obiettivo sono cristallini. Ci sono poi chitarristi fuori serie come Victor Smolski (Rage), Kai Hansen (Gamma Ray), Alex Beyrodt (SInner, Primal Fear), Mike Chlasciak (Halford), Magnus Karlsson (Primal Fear, Lande/Allen) e Sanders Gommars (After Forever), che ognuno con i propri ornamenti di passaggio e soprattutto con gli assoli alzano e approfondiscono la varietà dell’eredità di questo album e sono così corresponsabili del suo alto livello qualitativo.

L’album “Scheepers” è un risultato che farà felici, con la sua ostinazione power metal old school, tutti voi che sentite la mancanza della grinta dei Primal Fear fino all’epoca dell’album “Devil’s Ground”, e allo stesso tempo, con la sua qualità, apre a Ralf Scheepers le porte (opzionali) per lanciare sul serio la carriera solista , per dei seguiti di questo debutto e, se possibile, per mettere in piedi una formazione live. “Scheepers” voi fan della vecchia scuola tedesca del terrore power metal teutonico dovete assolutamente andare a sentirlo!

Formazione

Ralf Scheepers – voce, chitarra acustica, tastiere
Magnus Karlsson – chitarra, banjo (traccia n. 12), tastiere
Sander Gommans – chitarra
Mat Sinner – basso, tastiere
Snowy Shaw – batteria

MUSICISTI OSPITI
Tim “Ripper†Owens – voce nella traccia n. 2
Kai Hansen – chitarra
Mike Chlasciak – chitarra
Alex Beyrodt – chitarra
Victor Smolski – chitarra

Produzione

Mat Sinner & Ralf Scheepers

Tracklist

1. Locked in the Dungeon (4:08)
2. Remission of Sin (4:09)
3. Cyberfreak (3:45)
4. The Fall (4:05)
5. Doomsday (6:28)
6. Saints of Rock (4:32)
7. Before the Dawn(3:06)
8. Back on the Track (4:40)
9. Dynasty (3:57)
10. The Pain of the Accused (6:18)
11. Play with Fire (4:08)
12. Compassion (3:16)

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