Schwitoris
Autore: Aleš Podbrežnik
Artista: Radio Jam
Etichetta: Autoproduzione
Uscita: 2017
Durata: 39:48
Voto: 3.5/5
Radio Jam è una band hard rock e rock’n’roll di Celje: quattro stalloni con una gran voglia di far festa. Sono nati due anni fa, ma non sono certo dei novellini, perché hanno già un po’ di chilometri di precedenti avventure musicali sulle spalle. La Stiria slovena è sempre stata una fucina di rock solido e di qualità. Da lì arrivano, per dire, anche Šank Rock e Chateau. I Radio Jam, da musicisti della nuova generazione rock, camminano con disinvoltura sulle orme dell’eredità del rock’n’roll sloveno.
Sull’esordio »Shwitoris« ci sono dieci pezzi nati dall’ispirazione ai grandi nomi del rock and roll, dagli anni Settanta fino agli Ottanta, ma i Radio Jam suonano comunque tipicamente sloveni, e a fare la differenza è l’uso dello sloveno nei versi. La metrica vocale gli viene bene, e di conseguenza tutte le canzoni mantengono una scorrevolezza e un’ascoltabilità piacevoli.
I Radio Jam non inventano l’acqua calda, e a questa osservazione risponderebbero comunque con: »Tanto è già stato inventato tutto!« Beh, in questo non sarebbero i soli. Appartengono di certo a un genere commercialmente »arcaico«, che però non perderà mai la sua attualità. In realtà qui si parla di revival, una specie di retro-nostalgia, eppure sono canzoni fedeli alla tradizione rock originale, suonate con il cuore, con le palle, senza kitsch e orpelli, in un calore sonoro organico e gradevole. Naturalmente ogni tanto ci s’infila anche una componente blues (Ka ti bom delau). I pezzi suonano compatti non solo negli arrangiamenti ma anche nell’esecuzione, perché hai la sensazione che siano stati registrati in studio come se fosse un concerto. Quella grinta e quella concentrazione, quella gioia e quel piacere di fare musica che senti nelle azioni del quartetto in questo album, sono un ottimo antidoto alla genericità, agli schemi e alle forme collaudate, sentite e risentite mille volte nel solito riciclo di tanti artisti più giovani, quelli dei tempi post-pionieristici del rock’n’roll.
I ragazzi sono carichi di adrenalina e testosterone in eccesso, e questo si riflette nell’energia e nelle vibrazioni dei brani, ma soprattutto nei testi stuzzicanti, in cui nella fantasia del quartetto scorrazza di continuo una puledra nera, monella e sfrontata. Il classico prodotto di un sogno bagnato maschile. Ma a tutta questa energia esecutiva e a questa poesia si accompagna la giusta dose di sarcasmo e humor nero. I ragazzi insomma buttano continuamente tutto in scherzo, anche se in quello stesso scherzo si nasconde una bella dose di amara verità.
La monelleria è dunque qui, come suggerisce già la copertina dell’album, che ricorda quella di uno dei migliori dischi dell’intera discografia dei The Who (»Who’s Next«). Speriamo che per la copertina del successore di questo esordio in studio i ragazzi trovino un po’ più di fantasia propria. Come dicevamo: un prodotto rock’n’roll divertente e di qualità, firmato da un quartetto potente e voglioso di dimostrare, che è un po’ l’araldo dei nuovi tempi dell’hard rock sloveno, anche se non è difficile accorgersi che, senza volerlo e senza saperlo, mantiene dalle nostre parti una specie di status quo rigido. Le porte del palco sono aperte! Auguriamo quindi alla band più concerti possibili.
Radio Jam – Fatalka (audio ufficiale):
Formazione
Grega Teršek – voce
Ivo Peperko – chitarra
Grega “Chedo” Šket – basso, cori
Matic Anderlič – batteria, cori
Produzione
Radio Jam & Matej Pečaver
Tracklist
1. Črne oči
2. Ne morem spati
3.Naša pot
4. Ka ti bom delau
5. Fatalka
6. i-Ljubezen
7. Moja
8. Dej povej
9. Midva
10. Schwitoris