Sea Of Light
Autore: Aleš Podbrežnik
Artista: Uriah Heep
Etichetta: SPV Records
Uscita: 1995
Voto: 5/5
Per il 25° anniversario della band esce “Sea Of Light”, il 19° album in studio. È uno dei migliori dischi che gli Uriah Heep abbiano mai pubblicato in carriera e, rispetto al loro catalogo più vecchio, per qualità lo possiamo mettere tranquillamente accanto a “Demons And Wizards” (1972), “The Magician’s Birthday” (1972) o “Firefly” (1977). Gli Uriah Heep, che nel 1995 erano in line-up rinnovata già da nove anni e in quel periodo avevano pubblicato appena due album in studio, avevano tenuto vivo il loro nome sulla mappa del rock soprattutto con una marea di tour. Comunque sia, in questo lasso di tempo la band con questa formazione era cresciuta tantissimo in solidità e affiatamento.
Dopo “Different World” (1991), un disco che possiamo definire solo buono ma che poteva essere molto, molto meglio, “Sea Of Light” dal punto di vista musicale è semplicemente un album perfetto. Sono 12 pezzi vestiti alla perfezione dalla testa ai piedi. Non c’è niente da aggiungere e niente da togliere. Tutto funziona, tutto sta insieme nella simbiosi più bella possibile.
Anche i testi portano con sé un mix straordinario: si immergono a fondo nella ricerca dell’amore dentro di sé, sfiorano la dimensione spirituale e, con piglio ribelle e testardo, puntano il dito contro i prigionieri del conformismo che si sottomettono alle forze oscure dei parassiti della politica, dei generali di guerra corrotti e degli altri invalidi moralmente sfigurati di oggi. Gli Uriah Heep stavolta piazzano i loro messaggi nei versi in modo estremamente raffinato, ma allo stesso tempo incredibilmente facile da capire. L’unica vera strada verso la verità è cercare l’amore dentro di sé. Quanti sono gli individui, tante sono le verità. Qui ci scontriamo con un legame diretto con brani come The Wizard (“Demons And Wizards”, 1972) o Wise Man (“Firefly”, 1977), in cui la band cerca la luce dentro di sé.
“Sea Of Light” parte con la tempesta di fuoco di Against The Odds, intessuta su un riff di chitarra di Mick Box semplicissimo ma incredibilmente convincente, sostenuto dal suono gigantesco della batteria di Kerslake. Quando entra Bernie Shaw con la sua voce eccezionale, che dà a ogni pezzo un marchio inconfondibile e respira un’atmosfera magica, non c’è un solo momento che ti possa distogliere dall’identificarti con la canzone. Nel finale Box è riuscito ad aggiungere un po’ di assoli melodici incredibilmente armoniosi, che soffiano sul fuoco dell’atmosfera altamente drammatica fino al punto di ebollizione. L’album prosegue con la birichina Sweet Sugar, puntata contro lo stupro a colpi di bugie sul benessere che ci dovrebbe portare il materialismo. La band poi rimette il suo cavallo al galoppo quando arriva uno dei brani più belli che abbiano mai scritto, Time Of Revelation, che per scherzo avrebbe potuto aprire l’album al posto di Against All Odds. Il pezzo parla di esplorare se stessi, di conoscersi, della bellezza della semplice presa di coscienza; un messaggio simile lo portano avanti più avanti anche Spirit Of Freedom e Love In Silence. È attraversata da un contrasto pazzesco tra i motivi drammatici di Box e il drumming scattante di Lee Kerslake che li alimenta a contrasto. Mistress Of All Time calma la scena. Qui si mettono in primo piano Bernie Shaw, con un canto estremamente sensuale e sofisticato, e le tastiere di Lanzon che gli cuciono addosso un meraviglioso mantello. Il linguaggio “verde” della coscienza ecologista parla attraverso un altro pezzo che suona estremamente drammatico, apocalittico, come Against The Odds. È Universal Wheels.
Fear Of Falling è uno dei brani più interessanti dell’album. Poggia su un groove beat marcato, guidato da un semplice motivo di Box con effetto delay fatto di una sola nota, mentre sotto cavalca una linea ritmica progressiva e spezzata che dà una sensazione di “inciampo”. Il pezzo è ancora più speciale perché la voce principale è di Trevor Bolder, che gli regala un tocco oscuro e cupo. Una soluzione ottima da parte della band.
L’album non nasconde un tocco di progressive. È pieno di passaggi pittoreschi creati dalle tastiere o dalla chitarra, oltre che dal loro intreccio. Molto efficace, per niente pesante per le orecchie e dosato con precisione, nelle quantità giuste. Uno dei pezzi più progressive è sicuramente Logical Progression, con un messaggio spirituale straordinario, come per esempio: “…lascia andare tutti i ricordi che ti consumano, perché sai che l’amore è l’unica via…”. Come fatta apposta, subito dopo arriva una delle canzoni più belle, Love In Silence, che non molla di un centimetro nella fede spirituale, di nuovo con in primo piano l’approccio unico di Bernie Shaw e la portata orchestrale delle tastiere di Lanzon, dove su tutto spicca il pianoforte classico. Love In Silence è il pezzo più progressive del disco. La presa hard rock solida la riporta sull’album lo splendido riff metallizzato di Box in Words In The Distance, diventato negli anni successivi all’uscita del disco una colonna portante del repertorio live della band. Words In The Distance è una delle gemme scritte con più classe non solo di questo album, ma dell’intera discografia degli Uriah Heep! L’11° brano, Fires Of Hell, mantiene il suono fragoroso del riff di Box di Words In A Distance, mentre a chiudere l’album ci pensa l’acustica Dream On, che conferma il senso straordinario della band per le combinazioni melodiche assassine, con un’atmosfera drammatica altissima catturata al volo. Qui la voce di Bernie brilla in modo particolare. Gli Heep si presentano con una morbidezza fuori dal comune, che non fa altro che far salire ancora di livello l’intensità emotiva del finale.
Cosa rende questo album così speciale? Un’ambientazione drammatica solida, estremamente convincente, una melodicità nobile con tutti i motivi principali e anche le “piccolezze” aggiunte (assoli decorativi di passaggio). Qui vengono usate armonie melodiche di voci multiple, con cui la band crea i picchi di atmosfera in ritornelli rifiniti al massimo. I pezzi non oscillano di qualità tra loro e sono perfettamente alla pari. Poi c’è una produzione rock cristallina, controllatissima ma al tempo stesso esplosiva, con contrasti messi benissimo in risalto tra gli strumenti, che crea una profondità sonora, una vividezza e una dinamicità incredibili. Sea Of Light è uno di quegli album che meritano un posto nella collezione di CD di ogni vero amante del rock. Anche se non conosci gli Uriah Heep, “Sea Of Light” è un colpo centrato che, una volta investito il tuo denaro, ti fa felice ancora per tanto, tanto tempo. È un album sempreverde con cui puoi crescere a lungo e uno dei più belli, non solo degli Uriah Heep come band, ma dell’intera mappa della musica rock!
Formazione
Bernie Shaw – voce
Phil Lanzon – tastiere, voci di accompagnamento
Mick Box – chitarra, voci di accompagnamento
Trevor Bolder – basso, voci di accompagnamento
Lee Kerslake – batteria, voci di accompagnamento
Produzione
Uriah Heep & Kalle Trapp
Tracklist
1. Against The Odds (6:12)
2. Sweet Sugar (4:43)
3. Time On Revelation (4:02)
4. Mistress Of All Time (5:33)
5. Universal Wheels (5:39)
6. Fear Of Falling (4:38)
7. Spirit Of Freedom (4:14)
8. Logical Progression (6:12)
9. Love In Silence (6:48)
10. Words in The Distance (4:46)
11. Fires Of Hell (Your Only Son)(3:56)
12. Dream On (4:26)
Durata dell’album: 61:09