Seconda carica dei Templari su Lubiana! (2011)

0 13

Autore: Aleš Podbrežnik
Foto: Nina Grad

Luogo: Lubiana / CUK Kino Šiška / Slovenia
Data del concerto: 03.12.2011
Spettatori: 700
Prezzo del biglietto: 25,00€

Gli HammerFall sono quella realtà musicale che sulla scena ci è arrivata al momento giusto, nel posto giusto. Allora  nella seconda metà dei Novanta, quando il mercato annegava nel baccano e nel fracasso della popolarizzazione del ruggito privo di melodia, hanno piazzato con furbizia sul mercato il debutto “Glory To The Brave” (1997). E all’improvviso ci siamo ricordati tutti, riconoscenti, delle radici del metal, plasmate dalle band della N.W.O.B.H.M. con in testa Iron Maiden e Saxon, dei messia biblici del metal Judas Priest, di un’intera falange di classici speed metaller old school made in USA (da Crimson Glory e Liege Lord a Metal Church ecc.,…), ed è tornato d’attualità anche il pensiero dei power metaller tedeschi, da Helloween, Rage, Grave Digger fino a Running Wild ecc,… Grazie all’arrivo degli HammerFall, le band metal di stampo melodico di tutto il pianeta si sono ritrovate unite ed è seguita una vera invasione di revival heavy metal generalizzato, che ha dato vita a un sacco di nuove power metal band, ha iniettato nei veterani una nuova voglia di sfida o li ha persino strappati a un sonno lungo anni, riportandoli in attività. Sull’importanza del ruolo degli HammerFall nella loro fase iniziale sulla scena metal, oggi, non c’è davvero nessuno che abbia da ridire.

Quando il ferro era caldo, hanno battuto in fretta quattro album, considerati oggi il loro periodo classico (fino a “Crimson Thunder” del 2002 compreso), e da lì in poi non c’era più da temere che il loro nome potesse mai sbiadire, figuriamoci svanire dalla scena metal. I revivalisti svedesi hanno pubblicato a oggi otto album in studio, l’ultimo, “Infected”, proprio questa primavera. Se con l’album “No Sacrifice, No Victory” (2009) due anni fa nel tour avevano fatto tappa a Maribor, stavolta hanno ritrovato la strada per la capitale slovena. In tutto è la loro seconda visita (la prima il 29.11.2005, in un tour condiviso con i finlandesi Stratovarius).

Gli HammerFall sono dei ragazzi di larghe vedute. Per il tour hanno chiamato una giovane band di musicisti esperti, anzi, dei connazionali di Göteborg, i Death Destruction, che quest’anno hanno pubblicato il debutto omonimo in studio. Anche se come genere distano cinque sistemi solari della Via Lattea, vabbè. Perché mordere la mano che ti dà da mangiare? Anzi. Quando scopri che il bassista degli HammerFall Fredrik Larsson è anche membro dei Death Destruction, non ha più alcun senso. La formazione riunisce sotto lo stesso tetto musicisti che vengono da background di genere diversi! Il già citato Larsson (HammerFall, ecco perché il tipo quella sera al Kino Šiška è salito sul palco ben due volte), Jimmie Strimell (Dead By April) e  Jonas Ekdahl (Evergrey) coltivano in effetti un mix interessante di questi background musicali. La voce è urlata, cioè impostata in chiave “modernista”, i musicisti sul palco costruiscono un’immagine decisa della loro visione musicale, che loro stessi chiamano groove (core) metal. Aggressivo, elastico, dinamico e con le sospensioni ad alto numero di ottani! Venticinque minuti d’apertura più che benvenuti per tutti quelli che volevano cominciare subito a scapocciare!

Il programma è andato avanti senza una macchia. Dopo 15 minuti sul palco è salito il sestetto svedese-danese Amaranthe. Se i Death Destruction sono andati giù senza problemi, lo stesso non si può dire del tutto per gli Amaranthe. L’esperimento musicale ha partorito quest’anno un debutto omonimo e si presenta sul palco con ben tre cantanti. Voce femminile, voce maschile “core” e voce maschile pulita. In questo miscuglio musicale per un attimo mi ero quasi deciso a etichettarlo come melodic death metal, l’attimo dopo come versione scadente di power metal, di quello cattivo, bucherellato di carattere e a corto di carisma. La ciliegina sulla torta del dubbio sulla credibilità scenica della band l’ha messa l’urlatore-legionario Richard Sjunnesson (The Unsigned, ex-Sonic Syndicate), con i capelli impomatati e la maglietta dei Manowar. Gli Amaranthe sono dunque un osso duro e indefinito che quella sera è rimasto di traverso in gola a parecchi metallari al Kino Šiška!

Per fortuna in cartellone c’erano anche i leggendari esponenti dello speed metal old school americano di San Francisco, i Vicious Rumors. La formazione, verso cui gli HammerFall nutrono un rispetto spiccato, visto che proprio i Vicious Rumors con il loro opus classico hanno influenzato in via preliminare anche gli HammerFall, era già passata una volta da Lubiana quest’anno. Era la seconda metà di maggio, quando presentavano, nell’ambito del loro tour da headliner, l’album in studio attuale “Razorback Killers” (2011). Prima del tour europeo autunnale con gli HammerFall la line-up ha subito un piccolo ritocco. Ci è rientrato il chitarrista Thaen Rasmussen, che aveva strimpellato per Geoff Thorpe e soci tra il 2005 e il 2007.

I Vicious Rumors, che avevano a disposizione 40 minuti di repertorio live, senza troppi complimenti hanno stretto subito i denti e picchiato dritto. Con il classico Digital Dictator. Nonostante il suono delle chitarre fosse impastato, non dava affatto fastidio, perché la band sul palco è semplicemente imbattibile. Ci avevano ammazzato all’Orto bar a maggio di quest’anno e ci hanno ammazzato anche stavolta al Kino Šiška. Alla band ha fatto un gran piacere la sala piena. Geoff Thorpe non ha dimenticato di ringraziare, in uno dei suoi discorsi, gli HammerFall per averli invitati in questo tour (riporto parte della frase di Geoff: “… a tour of our lifetime…”). Con il cantante Brian Allen Thorpe ha fatto centro, perché con “Razorback Killers” si è avvicinato nel modo più credibile alla magia dell’era Carl Albert.  Allen, che incarna il cantante a elio e riunisce in sé gli acuti più velenosi degli urlatori melodici “halfordiani”, quelli che lacerano senza pietà orecchie e corteccia cerebrale, ha stupito con una potenza che non ha ceduto nemmeno per un attimo in questi brevi ma dolci 40 minuti. La percezione catartica dell’esplosivo Larry Howe alla batteria, dell’inflessibile capo della band Geoff Thorpe, del rientrato Rasmussen, subito a suo agio, potenziata dall’ottima performance di Allen, ha offerto lo scenario atteso. I Vicious Rumors sono infatti musicisti e band migliori degli HammerFall. Hanno creato l’atmosfera più autentica nella culla dove è stato concepito il metal americano. Ancora prima dell’avvento dell’era thrash metal della Bay Area! Affilato come un rasoio, tecnicamente impegnativo, aggressivo e   condito con la giusta dose di melodia! Suonato alla perfezione. Classico dopo classico, uno scenario scritto su misura per i fan più ortodossi della band, con un solo pezzo nuovo, peraltro superlativo, Let The Garden Burn, dove anche Geoff Thorpe, nel duetto devastante con Allen, ha finalmente messo sotto torchio le proprie corde vocali.

Quella sera i Vicious Rumors sono usciti dal ring come i tacitamente vincitori morali della serata. Semplicemente per la loro autenticità ribelle e longeva! Speriamo solo che con la loro performance si siano infilati il più possibile sotto la pelle di tutti quelli che erano in sala al loro concerto, in attesa soprattutto degli HammerFall, e che ancora non conoscevano la band. È una band che merita tutto il sostegno e la lealtà metallara, per la sua eccellenza, la sua fede e il suo spirito di sfida. Ci hanno scuoiati vivi!

I protagonisti principali della serata, gli HammerFall, sono uomini che possono vantare un pedigree di grande scioltezza e leggerezza. Quello che fanno ce l’hanno nelle vene. E le cose le fanno sempre come le sanno fare meglio. Per questo tutto ciò che affrontano è così convincente e di qualità.  Il Kino Šiška stracolmo ha accolto la band con un boato alle dieci e mezza di sera, quando il quintetto ha attaccato con il brano d’apertura (per gli HammerFall una predica musicale davvero cupa) del nuovo album “Infected”, intitolato Patient Zero.  L’euforia iniziale è stata subito dopo alimentata dal classico del repertorio d’acciaio Heeding The Call e in quei momenti tutta la sala, dalle prime file fino al banco mixer e alla porta d’ingresso, era in piedi con le braccia alzate al cielo! È incredibile che sostegno diano i fan a questa band! La vista sul mare di giovani anime metal appena sfornate era ottima, e dà grande speranza per il futuro, nel consolidamento dell’ortodossia metal sul suolo sloveno!  Era un concerto che ha radunato gli adepti degli HammerFall di tutta la Slovenia, in un arco ampio. Da quelli che avevano gustato la band dal vivo per la prima volta nel tour “Legacy Of Kings” del 1998, fino ai portabandiera del power metal sfornati di fresco!

La scaletta, poi, ottima. Mirata e, nonostante i cinque brani nuovi, con il baricentro sui primi album della carriera degli HammerFall. In particolare per i fan della band in sala si sono aperti cielo e paradiso in terra dopo la nuova Dia De Los Muertos, perché da lì in poi è stato un classico HammerFall dopo l’altro fino a fine serata. Hanno ravvivato piacevolmente il repertorio soprattutto Steel Meets Steel e Dragon Lies Bleeding, in particolare le anthemiche Riders On The Storm, Legacy Of Kings e Let The Hammer Fall e, in chiusura della parte regolare, il brano più in vista dell’album “Chapter V.” intitolato The Templar Flame. L’interazione tra pubblico e band è stata semplicemente incredibile e conferma i recenti successi degli eventi live metal organizzati al Kino Šiška con Amon Amarth e In Flames. Persino il cantante Jochim Cans non riusciva proprio a capacitarsene e a un certo punto ha perfino detto che il pubblico di Lubiana è stato il migliore dell’intero tour che gli HammerFall abbiano avuto finora. Quanto ci fosse di istigazione voluta e quanto di verità lo sa solo Joachim, ma comunque, stavolta gli avrei creduto volentieri, se faceva sul serio.

La band, poi, è bella “oliata”. Con Pontus Norgren, che ai suoi tempi ha lavorato fra l’altro come guitar tech di Malmsteen, gli HammerFall di recente hanno fatto centro, e l’intesa con la prima icona HammerFall, l’esile Oscar Dronjak, sul palco funziona in modo semplicemente fenomenale. Aggiungici l’ottima forma del giorno di Joachim Cans, che a Lubiana ha offerto una performance vocale davvero di qualità e ha cinguettato tutto il repertorio a un livello eccezionale (da frontman nato, che ha tenuto il pubblico ben stretto a sé per tutto il tempo, oltre che da talento vocale in sé), e dall’altra parte la solidità dell’asse ritmico Larsson/Johansson, e la vittoria dei Templari è assicurata. Anders Johansson, con la sua fortezza di batteria su una pedana sopra tutti, nei pezzi più leggeri se la spassava in tutti i modi possibili. Da qui anche qualche ritardo nei passaggi, ma per l’orecchio del tutto indolore.  A un certo punto Anders ha ravvivato il lavoro anche infilandosi in bocca una bacchetta e martellando con il pugno della sinistra libera sul ride di sinistra.

La band ha premiato in modo speciale l’euforia della folla aprendo il bis con il classico Glory To The Brave, dove la gente è rimasta di nuovo a bocca aperta per il frastuono compatto accompagnato dalle parti vocali di Cans. Un momento meno interessante verso la fine del concerto l’ha offerto la nuova One More Time, scontata e subito dimenticabile, mentre l’impressione è stata corretta del tutto dall’inno atteso in chiusura, Hearts On Fire, che per il gran finale ha ancora una volta ravvivato l’atmosfera metal unica del Kino Šiška. Il suono molto buono per tutto il concerto, non perfettamente bilanciato (la batteria spingeva un po’ in primo piano), ma molto, molto soddisfacente.

Il trionfale ritorno dei Templari in Slovenia si è concluso dopo un’ora e tre quarti, regalando una delle migliori esperienze live con gli HammerFall sul palco, se non la migliore da quando seguo la band dal vivo negli ultimi dieci anni (per quanto riguarda gli show “indoor”). Semplice. Quando si fondono in uno l’ardore dei fan e la presenza della band nella magia di un intreccio unico di legami chimici. E quando la band lo sente una volta, schiaccia a tavoletta l’acceleratore, anche se unta con tutti gli unguenti della routine! E lo show di stavolta degli HammerFall è stato tra quegli eventi di indimenticabile festa metal, che sul nostro suolo in futuro possiamo solo augurarci!

foto: Nina Grad

Scaletta

HAMMERFALL:
1.Patient Zero
2.Heeding The Call
3.Any Means Necessary
4.B.Y.H.
5.Blood Bound
6.Let’s Get It On
7.Last Man Standing
8.Renegade
9.Always Will Be
10.Dia De Los Muertos
11.Riders Of The Storm
12.Steel Meets Steel
13.Legacy Of Kings
14.Let The Hammer Fall
15.The Dragon Lies Bleeding
16.The Templar Flame
—bis—
17.Glory To The Brave
18.One More Time
19.Hearts On Fire

VICIOUS RUMORS:
1.Replicant / Digital Dictator
2.Minute To Kill
3.Murderball
4.Down To The Temple
5.Abandoned
6.Let the Garden Burn
7.Hellraiser
8.Soldiers of the Night
9.Don’t Wait For Me

Galleria fotografica

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Questo sito utilizza i cookie per offrire il servizio web, i sistemi pubblicitari e le funzionalità che senza cookie non potremmo fornire. Visitando e utilizzando il sito, accetti l’uso dei cookie. Accetta Leggi tutto

Privacy e cookie