Secret Messages
Autore: Peter Podbrežnik
Artista: Electric Light Orchestra
Etichetta: Epic Records
Uscita: year
Durata: 46:52
Voto: 2.5/5
“Secret Messages” è stata la prova che gli Electric Light Orchestra, dopo l’uscita del solido ma poco spettacolare progetto concettuale “Time” (1981), avevano davvero iniziato a perdere la bussola come gruppo: quelli che un tempo ti strabiliavano con lavori dall’altissimo tasso di unicità artistica e perfezionismo, soprattutto negli arrangiamenti orchestrali ricchi di sfumature che condivano la parte del leone delle loro creazioni. Stavano diventando sempre più una band melodic rock, o pop rock, qualunque, incapace di offrire ai suoi fan qualcosa di nuovo. I tempi d’oro erano ormai alle spalle.
Il grande capo Jeff Lynne, che oltre a cantare, suonare chitarra e tastiere si era sempre sobbarcato con scrupolo anche il ruolo di produttore, con “Secret Messages” aveva piani ambiziosi: in origine voleva registrarlo e pubblicarlo come doppio album. Se il progetto gli fosse riuscito, sarebbe stato uno dei rarissimi esempi del genere per l’epoca (gli anni ’80). Ma l’etichetta gli ha messo i bastoni tra le ruote con una scusa penosa, dicendo che per via della crisi energetica di allora mancavano i soldi per progetti così “costosi”. Così l’ha costretto a far uscire “Secret Messages” come album singolo. Sei brani che avrebbero dovuto finire nel doppio mai realizzato sono usciti più tardi su “Afterglow” (1990), un cofanetto di rarità e inediti.
Secondo le idee iniziali di Lynne il disco sarebbe probabilmente stato molto migliore, ma alla fine è venuto fuori un prodotto del tutto nella media, che naviga con risultati altalenanti tra le raffinatezze sonore tradizionali degli ELO e le tendenze musicali dell’epoca, cariche di sintetizzatori. Rispetto a “Time”, qui i sintetizzatori nella produzione non dominano più così tanto, gli elementi new wave sono più rari e il lato rock della band, nella maggior parte dei pezzi soprattutto grazie al ruolo più importante della chitarra, torna a farsi sentire un po’ più in primo piano. Ma è un magro conforto, se si avverte una chiara mancanza di ispirazione nella creazione dei singoli arrangiamenti, soprattutto quelli con i campioni orchestrali per cui erano diventati famosi. Per lo più suonano del tutto generici e sintetici. Le parti orchestrali simulate col sintetizzatore da Lynne e Tandy comunque non erano mai state paragonabili a una vera sezione d’archi, quella che un tempo abbelliva i loro risultati migliori.
I rapporti tra il geniale ma autoritario Lynne, deciso a tutti i costi a risollevare un successo commerciale in calo, e gli altri membri, più inclini a tornare alle radici sonore del gruppo, non erano comunque dei migliori, e questa mossa dittatoriale dell’etichetta ha ulteriormente raffreddato il processo creativo. Che a Jeff cominciassero a mancare le idee lo dimostra già il titolo dell’album, un’allusione ai messaggi subliminali. Non era infatti la prima volta (vedi la recensione dell’album “Face The Music”, 1975) che si concedevano una satira pungente ai danni dei fondamentalisti cristiani (per lo più americani), a cui in quel periodo, dopo l’ascesa di Ronald Reagan, erano rispuntate le corna e che avevano lanciato una nuova crociata contro i messaggi “satanici” nella musica rock. Su quasi tutti i pezzi si sentono quindi, di proposito, messaggi registrati al contrario sul nastro, che ovviamente sono del tutto innocui e per lo più scherzosi. Per Lynne giocare con i messaggi subliminali era da sempre un passatempo divertente, mentre per gli altri membri non dubito neanche un po’ che avessero già iniziato a annoiarsi per bene.
Nella maggior parte dei brani di “Secret Messages” gli ELO suonano come una band melodic rock qualunque. Anche se sul disco non c’è nemmeno un pezzo davvero brutto, a parte forse la conclusiva “Rock ‘n’ Roll Is King” non c’è traccia di nessun evergreen degli ELO. La title track che apre l’album è una cosa promettente, ma dopo l’introduzione con gli effetti sonori si trasforma in una power ballad melodic rock del tutto nella media. La voce carismatica e “beatlesiana” di Lynne garantisce ancora quella riconoscibilità sonora tipica degli ELO, anche il riff di chitarra centrale non è male, ma purtroppo per tutto il pezzo c’è un suono di sintetizzatori totalmente generico e una linea ritmica ripetitiva con cui ci si annoia in fretta.
In “Loser Gone Wild”, un’altra power ballad melodic rock, stavolta un filo migliore, Lynne e Tandy si sbizzarriscono con il suono dei sintetizzatori allora in voga, che dominano tutto il pezzo. Qui però riescono a trovare la loro strada come buona base per le armonie vocali sottili e per i brevi interventi di Lynne alla slide. Con la sua espressività vocale romantica Lynne salva dal seppellimento parecchi brani del disco. La solida “Bluebird” è un pop rocker abbastanza tipico degli ELO, con armonie vocali romantiche e arrangiamenti orchestrali convincenti alle tastiere.
“Take Me On And On” è un’altra ballad romantica, con un forte marchio ambient grazie a delle buone cortine di sintetizzatori, e contiene anche un bell’assolo di chitarra e un canto di Lynne ancora migliore. Le cose peggiorano con “Time Afer Time”, un pop rocker del tutto generico con cori femminili finti nel ritornello e campioni orchestrali sullo sfondo, che non era neppure presente nell’edizione originale in LP. Lynne sapeva bene perché. Il saltellante r’n’b pop rocker “Four Little Diamonds”, uno dei singoli dell’album, è un pezzo comunque divertente, anche se ha più in comune con gli Status Quo che con gli ELO, con una dichiarazione d’amore lirica da due soldi di Lynne su una donna infedele che alla fine se l’è filata con l’anello regalato, in cui erano incisi quattro piccoli diamanti.
Uno dei pezzi migliori, che supera senza problemi la prova del tempo, è sicuramente la romanticissima “Stranger”, bella dimostrazione del fatto che erano ancora capaci di creare ottimo pop rock. “Danger Ahead” è un altro solido rocker melodico con un buon ritornello. La romantica “Letter From Spain”, quasi una preghiera funebre, è soprattutto una dimostrazione delle inconfondibili polifonie vocali degli ELO, mentre “Train Of Gold”, con un altro solido assolo di slide, è un tentativo piuttosto fallito di tornare al suono classico. Quanto “Secret Messages” sia un lavoro mediocre e poco convincente lo dice forse meglio di tutto il fatto che uno dei pezzi migliori sia la conclusiva “Rock ‘n’ Roll Is King”, uscita anche come singolo, un puro assalto rock’n’roll nello stile di “Roll Over Beethoven”. Anche se non sono mai stato un fan di questo loro lato da ballo, bisogna ammettere che hanno creato un altro solido classico pop, l’unico brano del disco che ancora trova la strada verso le radio. Qui c’è anche il ritorno, come ospite, dell’ex membro Mik Kaminski con il suo celebre violino blu. Dopo che a fine anni ’70 Lynne l’aveva cacciato dal gruppo, stavolta, da musicista ospite, ha trovato un compromesso e in studio ha collaborato con lui un’ultima volta.
“Secret Messages”, nonostante le tante critiche che di solito si becca, non è un brutto album, ma gli manca parecchio per far godere l’ascoltatore dall’inizio alla fine come invece riescono a fare la maggior parte dei loro dischi. Il suo problema principale è che ci sono pochissimi di quei pezzi “veri” degli ELO capaci di incantare subito con la raffinata e melodica fusione di rock e classica, e per questo merita un posto solo nella collezione dei fan più fedeli. Lynne ha ripetuto più volte che gli ultimi tre album degli ELO degli anni ’80, cioè “Time”, “Secret Messages” e “Balance Of Power” (1986), sono stati fatti solo per obblighi contrattuali con l’etichetta, e che il gruppo non ci ha messo il cuore nel realizzarli. Ma va preso solo come una scusa debole per spiegare perché questi dischi non fossero al livello artistico di quelli degli anni ’70 e non abbiano raggiunto altrettanto successo commerciale. Anche come collettivo il gruppo ha cominciato a perdere terreno. Prima l’ha lasciato (temporaneamente) il batterista Bev Bevan, che si è unito ai Black Sabbath, poi è toccato al bassista Kelly Groucutt. Quest’ultimo ha poi addirittura fatto causa a Lynne e al management degli ELO per compensi non pagati. Lynne è riuscito a stimolare il behemoth rock azzoppato per un ultimo lavoro, poi l’ha mandato a dormire per un bel pezzo (ELO Part II è stata tutta un’altra storia, ma comunque interessante).
Formazione
Jeff Lynne – voce, cori, chitarra, sintetizzatore, basso, pianoforte, percussioni, Oberheim DMX
Bev Bevan – batteria, percussioni
Richard Tandy – sintetizzatore, pianoforte a coda, piano elettrico, armonica, Oberheim DMX
Kelly Groucutt – basso, cori
MUSICISTI OSPITI:
Mik Kaminski – violino (Rock ‘n’ Roll Is King)
Dave Morgan – cori aggiuntivi
Produzione
Jeff Lynne
Tracklist
1. Secret Messages (4:43)
2. Loser Gone Wild (5:25)
3. Bluebird (4:06)
4. Take Me On and On (5:02)
5. Time After Time (4:00)*
6. Four Little Diamonds (4:05)
7. Stranger (4:27)
8. Danger Ahead (3:53)
9. Letter from Spain (2:51)
10. Train of Gold (4:21)
11. Rock ‘n’ Roll Is King (3:45)