Seize The Day

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Autore: Peter Podbrežnik

Artista: Galahad
Etichetta: Avalon Records
Uscita: 2014
Durata: 42:40
Voto: 4/5

Gli inglesi Galahad sono sempre stati uno dei segreti meglio custoditi del rock neoprogressive, il che vuol dire che sono allo stesso tempo una delle band più forti e più sottovalutate di tutto il movimento. Negli ultimi anni, però, si è parlato di loro più spesso, perché il gruppo è diventato insolitamente attivo e ci sta regalando dischi persino migliori di quelli degli esordi. Nel 2012 i Galahad hanno pubblicato ben due album in studio (molto buoni), »Battle Scars« e »The Realms Of Euphoria«, quindi negli ultimi anni sono in uno stato di forma artistica eccezionale e, anche grazie al sempre maggior peso di elementi di progressive metal e di elettronica nel loro linguaggio musicale, sono finiti sul radar di alcuni appassionati di prog più giovani e perfino di certi metallari, nonostante si tratti di veterani che hanno iniziato la loro marcia già negli anni Ottanta e fanno parte a pieno titolo dei pionieri del neo-prog britannico.

Nel 2014 i Galahad, sotto la bacchetta produttiva di Karl Groom (Threshold, Shadowland), hanno deciso di fare una mossa insolita: pubblicare quattro EP nello stesso anno. Il primo è stato »Seize The Day«, con tre classici del passato riarrangiati da capo. La title track, »Seize The Day«, una cannonata fenomenale uscita in origine su »Battle Scars«, ha avuto una ventata di aria fresca in produzione: stavolta Groom ha messo ancora più in risalto le texture trance dei sintetizzatori, orecchiabili e commerciali, che c’erano già nella versione originale. Su questo EP trovi sia la single version sia la full version di »Seize The Day«; entrambe, ognuna a modo suo, suonano alla grande, e non sorprende affatto che alla band questo pezzo piaccia così tanto, perché è probabilmente il miglior risultato di »Battle Scars« e uno dei picchi dell’intera carriera, con dentro il meglio di questa formazione di culto.

»21st Century Painted Lady«, un pezzo dal sapore pastorale con venature da power ballad, è un altro brano di grande classe: scritto in origine già negli anni Ottanta, ha visto la luce solo adesso. Le sue radici si sentono eccome, perché per struttura a tratti ricorda qualcosa che avrebbe potuto uscire dai Marillion dell’era Fish, anche se i pattern elettronici dei sintetizzatori le danno una chiara cornice moderna. Un po’ meno interessante la versione strumentale, dove manca la carismatica prova vocale di Stuart Nicholson, anche se qui emergono di più i singoli elementi pastorali e ambient. Il terzo brano rifatto è »Bug Eye«, che arriva dall’album »Following Ghosts« (1998) e, in nuova veste e con nuova produzione, viene quasi prevedibilmente meglio dell’originale, cosa che vale anche per la versione live, presente anch’essa su questo EP.

Con »Seize The Day«, che farà felici tutti i fan di lunga data e anche parecchi ‘nuovi arrivati’, i Galahad aprono col botto la ‘stagione’ dei quattro EP consecutivi con cui hanno segnato il 2014. A parte »21st Century Painted Lady«, non porta niente che non si sia già sentito, ma come EP con più di 40 minuti di musica è una selezione davvero azzeccata di pezzi reinterpretati, pescati da tre epoche diverse di questi maestri del neoprog inglese, quindi i loro estimatori non vorranno certo farselo scappare, a patto di trovarlo a un prezzo ragionevole.

Formazione

Stuart Nicholson – voce
Roy Keyworth – chitarra
Spencer Luckman – batteria
Neil Pepper – basso
Dean Baker – tastiere

Produzione

Karl Groom

Tracklist

1. Seize the Day (Single version)
2. Seize the Day (Full version)
3. 21st Century Painted Lady
4. 21st Century Painted Lady (Instrumental)
5. Bug Eye 2013
6. Bug Eye (Live)

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