Šentiment
Autore: Aleš Podbrežnik
Artista: Bučar, Rudi
Etichetta: Celinka
Uscita: 2017
Durata: 36:36
Voto: 4/5
Ekola! Dopo un paio d’anni buoni torna tra noi, con il suo quinto lavoro in studio sulla lunga distanza, l’ambasciatore del folk rock istriano Rudi Bučar. In realtà questo album, registrato stavolta di nuovo con la band di Rudi, gli Istrabend, e con una squadra nuova e scelta con cura di musicisti ospiti, suona più che altro come un riuscito spaccato di carriera di Rudi Bučar
Anche stavolta Rudi ha dedicato parte del minutaggio del nuovo disco a rielaborare alcuni brani della tradizione popolare della regione istriana, e ha deciso di rimettere mano alla sua maniera ad alcune versioni di pezzi suoi già usciti negli album precedenti, soffiandoci dentro il respiro delle vibrazioni di oggi.
Anche in questo disco Rudi pensa all’accessibilità per tutti: il suo »Šentiment« ti si infila di nuovo subito sotto la pelle, e in questo Bučar resta il solito, eterno »seduttore e incantatore«. In effetti metà dell’album è fatta di versioni rinnovate di brani originali. Samo ti, con cui Bučar si prese il primo posto alla Slovenska popevka nel 2009, stavolta passa alla voce di Rudi e raggiunge sfumature del tutto nuove di espressività vocale sensuale. Torna poi il celebre »signor Dappertutto« Hamo, che va incontro a Rudi nel duetto del brano »…«. È un blues acustico che non risparmia certo l’intensità vissuta dell’espressione vocale, ma ci fa anche capire che il timbro di Rudi, accanto alla notoria potenza di Hamo, è di carattere per così dire inferiore (sta in posizione subordinata).
Anche stavolta a Rudi l’amore per la musica corale non manca di certo. Ed è così che l’album si apre e si chiude. Con la differenza che per l’apertura Rudi ha scelto la tradizionale istriana De lete in pu, mentre per l’atto conclusivo un suo brano, Sem znala jes. Entrambe le ha eseguite con il sostegno dell’ottetto Aljaž. Insomma, tutti brani vocali corali. Sul disco c’è poi un’altra rielaborazione di un canto tradizionale istriano, Kemu si dala rožice, che Rudi esegue con il coro femminile Vrhovke e con quello maschile Aljaž, aggiungendoci anche un’impronta un po’ più tangibile di ristrutturazione negli arrangiamenti, che si sente soprattutto quando nel mid-eight si »insinua« un motivo suonato con la steel pedal guitar.
Gli Istrabend si scatenano davvero per la prima volta in una giostra folk scanzonata e accelerata dal titolo eloquente I(n)štrumentalna, e la vena scherzosa non cala nemmeno dopo, tenuta alta da Marija Ištriana, dove Rudi »ha dipinto con foga« la sua voce insieme a tutto il coro femminile delle Vrhovke. I versi di questo pezzo sono quelli che fanno più apertamente l’occhiolino all’autentico dialetto istriano.
Il primo flirt dell’etica folk di Rudi con il pop e il rock lo troviamo nelle nuove versioni dei suoi pezzi Greva naprej, Tisti ljudje e Samo ti, che occupano la parte centrale dell’album »Šentiment«. Nella nuova veste, la versione di Samo ti è quella che tocca il cuore dell’ascoltatore in modo particolarmente intenso e commovente, perché mette in mostra uno straordinario sfoggio della sensibilità vocale di Rudi. Un posto speciale sull’album se lo prende anche lo splendido duetto vocale fra Rudi e Lea Sirk nella ballata Ostala bova tu. È un duetto riuscitissimo, dove brillano in tutta sincerità una fragilità struggente e una quasi vulnerabile freschezza da ragazza, dentro emozioni vissute fino in fondo. Speciale anche la birichina »Skokica«, o nel caso di Rudi Šaltinka, dove il pianoforte del maestro jazz Marko Črnčec regala una nota particolare al brulicare cabarettistico del folk. Anche in questo pezzo l’interpretazione vocale di Rudi, ancora una volta, regna a pieno sangue sull’uso purista del dialetto istriano.
L’album è stato registrato in tre luoghi diversi, il che significa che Rudi si è avvicinato a questo lavoro con grande dedizione e che non ha lasciato nulla al caso. Già solo la scelta della tenuta Ražman a Gračišče parla a favore del desiderio di trasmettere in modo autentico l’energia e la vibrazione che un dato brano può raggiungere, soprattutto se suonato dal vivo nel suo ambiente, se non natale, almeno d’origine.
Rudi Bučar, insieme a una squadra di musicisti rodati, ha di nuovo fatto il suo lavoro con grande merito. Magari ci si poteva aspettare un disco con più pezzi nuovi, eppure. I brani traboccano di emozione e di perfezionismo negli arrangiamenti e nell’esecuzione. Hanno vitalità, ardore, dinamica. Ondeggiano su un’energia altamente vibrante e su quello che era il punto focale di Rudi, cioè l’obiettivo centrale nella creazione di questo lavoro! Ottenere un’impronta autentica di emozioni e passione, di cui questo album è caricato in modo così efficace. In effetti è interessante come i brani, nelle nuove versioni, per quanto riguarda il dipingere le emozioni, reagiscano in modo sensibilmente diverso rispetto agli originali. Ed è questo il fascino principale e fondamentale dell’album »Šentiment«.
Formazione
Rudi Bučar – voce, percussioni, chitarra (brani dal 2 al 10)
Janez Dovč – fisarmonica, tastiere, campanelli, cori (2 – 6 e 8)
Goran Krmac – tuba, pestone, tastiere, cori (2 – 6 e 8)
Robert Pikl – chitarra, charango, bouzouki, lap steel, banjo, cori (2 – 5, 8, 9)
Oktet Aljaž – canto corale nei brani 1, 8 e 11
Vrhovke – canto corale nei brani 3 e 8
Jure Rozman – batteria, percussioni nei brani n. 4 e 6
Lea Sirk – flauto, voce nei brani n. 4 e 9
Marko Črnčec – pianoforte nel brano n. 7
Goran Farkaš – sopele nel brano n. 3
Boštjan Gombač – tin whistle nel brano n. 2
Tomi Purič – batteria nel brano n. 3
Nino Mureškič – percussioni nel brano n. 2
Krkuča konekšn – cori nel brano n. 3
Produzione
Gaber Radojevič