Serata al pianoforte con il maestro Wakeman (2017)

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Autore: Peter Podbrežnik
Foto: Aleš Podbrežnik

Luogo: Udine / Teatro Nuovo Giovanni da Udine / Italia
Data del concerto: 09.02.2017
Spettatori: 800

Il Teatro nuovo Giovanni di Udine ha ospitato una leggenda della musica di calibro mondiale. Rick Wakeman, mago inglese delle tastiere diventato famoso soprattutto come membro delle icone del progressive rock Yes, fin dall’inizio degli anni Settanta del secolo scorso è tra le personalità più talentuose, originali, competenti e carismatiche del mondo della musica. Insieme a Keith Emerson, Jon Lord, Tony Banks e Richard Wright forma l’élite dei tastieristi più stimati della storia del rock. Wakeman, tastierista di formazione classica, dopo essersi fatto notare come musicista di sessione e membro delle leggende del prog-folk-rock Strawbs, è diventato famoso soprattutto per il suo lavoro da pioniere nell’introduzione delle tastiere elettroniche, mentre nella prima metà degli anni Settanta ha fatto impazzire il pubblico con un concetto particolarmente innovativo: unire una rock band a un’orchestra classica e a un coro. I primi tre album in studio di Rick, »The Six Wives of Henry VIII« (1973)«, »Journey to the Centre of the Earth« (1974) e »The Myths and Legends of King Arhur and the Knights of the Round Table« (1975), sono ancora oggi, con un filo di ironia, i suoi migliori, il che è ancora più interessante se pensiamo che finora ha pubblicato oltre cento album solisti.

Stavolta Rick si è lanciato in un breve tour intitolato ‘Yet Another Evening With Rick Wakeman’, che in tutto contava quattro date. Tra queste c’era anche il suo concerto dai nostri vicini a ovest, nell’ambiente piacevolissimo del Teatro nuovo Giovanni di Udine. Per l’occasione Rick si è esibito in totale solitaria, cioè senza band, al grande pianoforte da concerto Fazioli, e non gli è servito nemmeno uno spartito, perché i suoi capolavori li sa suonare a memoria, anche se lo svegliassero in piena notte tirandolo giù dal letto. Il maestro delle tastiere, ancora estremamente carismatico, ci ha intrattenuto tra un pezzo e l’altro con un sacco di battute, che non gli sono mai mancate: non stupisce quindi che ai tempi fosse il membro degli Yes più amato dai fan, e che con l’età abbia divertito il pubblico con il suo umorismo anche nel programma televisivo della BBC ‘Grumpy Old Men’. A Rick non è pesato per niente ammettere che le uniche parole italiane imparate negli anni sono i nomi dei vari tipi di spaghetti.

L’altra cosa che Rick adora, oltre alla musica, è la storia, che ha toccato più volte nei suoi album solisti e che in questa serata ha voluto sottolineare in particolare. Dal mitico debutto ha suonato di fila, con grande slancio e sottigliezza, »Catherine of Aragon e »Jane Seymour«. Il suo tocco sui tasti è stato una vera poesia per le orecchie dall’inizio alla fine, e non faceva alcuna differenza se si trattasse dell’interpretazione pianistica del vasto, complesso poema epico »The Myths and Legends of King Arthur and the Knights of the Round Table« o di un ‘rifacimento’ di classici dei The Beatles, più semplici da eseguire. Rick ci ha entusiasmato ancora di più con le versioni di due indimenticabili classici rock, »Space Oddity« e »Life On Mars?«, con cui ha ricordato il suo amico David Bowie, scomparso troppo presto. Fu proprio Bowie, alla fine degli anni Sessanta, a convincere Rick a creare prima di tutto le sue composizioni al pianoforte. Bowie seguiva infatti una logica precisa: se una composizione suona bene al piano, di sicuro suonerà bene anche suonata con altri strumenti.

Ovviamente Rick non si è dimenticato di alcuni pezzi del suo periodo con gli Yes, che nella sua carriera ha lasciato ben cinque volte. Quella sera ha scelto tre brani degli Yes, tra cui, un po’ a sorpresa, »The Meeting«, tratta dall’unico album omonimo del progetto Anderson Bruford Wakeman Howe del 1989. Un’ondata di entusiasmo un po’ più forte l’hanno scatenata gli evergreen più noti, »And You And I« e »Wonderous Stories«, che in versione pianistica è risultato particolarmente interessante. Anche le interpretazioni del maestro degli evergreen dei The Beatles »Help!« e »Eleanor Rigby« sono state una bella variazione sul tema della serata, mentre il culmine dello show è arrivato con l’esecuzione di una lunga sezione della prelibatezza epica »Journey to the Centre of the Earth«, con cui Wakeman ha chiuso in grande stile la parte regolare del concerto. In realtà, prima del bis non ha nemmeno lasciato il palco: ha fatto un po’ di ironia sulla tradizione dei bis obbligatori e poi ha suonato »Merlin the Magician«. Nel secondo bis ci ha lasciati davvero di stucco con »White Rock«, contenuta nell’omonimo album del 1977. Quell’album era la colonna sonora di un programma sulle Olimpiadi invernali di Innsbruck, in Austria, che si erano svolte nel 1976.

Uno dei migliori tastieristi di tutti i tempi ha dimostrato, anche nel suo show da solista a Udine, di essere ancora in una categoria a parte quando si tratta di versioni pianistiche di alcuni dei classici più amati della sua carriera solista e di vari evergreen della storia del rock. Anche se il maestro Wakeman si è esibito in totale solitaria, senza band, i singoli standard in forma esclusivamente pianistica hanno regalato un’esperienza ambient piacevolissima e interessante, che ci siamo goduti un mondo, anche se dal punto di vista visivo lo show di Wakeman è stato tutt’altro che emozionante. Stavolta niente lungo mantello argentato sulle spalle di Rick, che del resto, dopo anni di battaglie con la dipendenza dall’alcol, si è parecchio ‘lasciato andare’ fisicamente, ma almeno le mani sono rimaste quella parte del suo corpo di cui può ancora andare estremamente fiero. Anche in età avanzata Rick resta un musicista solista attivissimo, a cui ogni tanto piace buttarsi in vari progetti paralleli. Il suo ritorno a collaborare con Jon Anderson e Trevor Rabin ha di nuovo scosso le emozioni di tutti quelli che sentono la mancanza dei ‘veri’ Yes. Il prossimo tour di Rick, con dieci date sul suolo britannico, servirà a promuovere il suo nuovo album »Piano Variations« (2017), che ha raggiunto addirittura il miglior piazzamento nelle classifiche di vendita britanniche di Rick dal 1975, regalando così una grande sorpresa commerciale sia a lui che a tanti amanti della buona musica.

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