Follow the Blind
Autore: Peter Podbrežnik
Artista: Blind Guardian
Etichetta: Virgin Records
Uscita: 1989
Durata: 42:00
Voto: 3.5/5
Gli anni Ottanta stavano piano piano volgendo al termine quando, all’orizzonte della scena power metal appena nata, è spuntato il nome Blind Guardian, una band inizialmente speed metal che già con l’esordio »Battalions of Fear« (1988) aveva fatto capire di cosa era capace, annunciando al tempo stesso l’intenzione di costruirsi un approccio del tutto personale al metal melodico. Il secondo album in studio, »Follow the Blind«, con Kalle Trap di nuovo dietro la console, era per molti versi ancora una continuazione stilistica del predecessore, perché restava più vicino allo speed metal che alle successive imprese power/prog con cui la band ha conquistato fama mondiale. Anzi, rispetto a »Battalions of Fear« era un po’ più cupo e si portava dietro anche qualche influenza thrash metal. Stando al chitarrista ritmico Marcus Siepen, in quel periodo i ragazzi ascoltavano un sacco di gruppi come Forbidden e Testament, e in certi pezzi si sente che è una meraviglia.
D’altra parte, in alcuni punti compaiono per la prima volta le tastiere, affidate al tastierista ospite di lunga data Mathias Wiesner, e la band si è accorta che gli arrangiamenti sinfonici si sposavano benissimo con il loro stile sempre più epico e con i testi perlopiù fantasy e fantascientifici. Su »Follow the Blind« questi ultimi sfioravano però, un po’ più del solito, anche varie forme di abuso della religione. Una bella dose di sicurezza, importante e necessaria, l’ha data alla giovane band anche l’ospitata di un connazionale e pioniere del power metal, il chitarrista/cantante Kai Hansen, che proprio in quel periodo aveva lasciato gli Helloween per fondare i Gamma Ray. Kai ha lasciato il suo marchio, alla chitarra e alla voce, su »Hall of the King« e »Valhalla«. Ha poi continuato a collaborare con i Blind Guardian anche sui due album in studio successivi, quando la band aveva ormai trovato in senso sonoro ‘sé stessa’.
L’intro strumentale »Inquisition«, che contiene la preghiera latina ‘Pie Jesu Domine’ ripresa dalla prassi dei monaci medievali, dimostra che la band non aveva perso il gusto per l’umorismo nero: l’ispirazione arriva dal film ‘Monty Python e il Sacro Graal’. La direzione più dura del gruppo si sente già nell’opener »Banish From Sanctuary«, una ‘storia’ tratta dalla vita di Giovanni Battista, che ancora oggi è tra i picchi del disco e che i Blind Guardian amavano suonare dal vivo nei primi anni di carriera. Questo classico d’apertura è segnato dall’ardore ritmico dello speed metal, ma contiene anche passaggi chitarristici epici e un ritornello a più voci da brividi, già nello stile più tardo e riconoscibile. Il netto passo avanti nell’approccio vocale di Hansi Kürsch in meno di un anno raccontava chiaramente come la band ‘crescesse’ e diventasse, di giorno in giorno, un gruppo di musicisti e compositori migliori. »Damned for all Time«, molto più indemoniata e thrasheggiante, con un possente assolo di chitarra firmato André Olbrich e la doppia cassa martellante del batterista Thomas ‘Thomen’ Stauch, si ispira alla saga ‘Eternal Champion’ e all’antieroe Elric di Melniboné, capolavori letterari di Michael Moorcock, e lo stesso vale per la non meno rabbiosa e scatenata »Fast to Madness«, dove si fondono tantissime influenze di Forbidden e Testament.
Tra i picchi del disco c’è senza dubbio anche la curiosa title track, che dal punto di vista dell’atmosfera è uno dei traguardi più cupi e insoliti della carriera dei ‘bardi’ power metal tedeschi, ispirata al romanzo ‘The Talisman’ di Stephen King e Peter Straub. L’introduzione misteriosa contiene un arrangiamento di chitarra acustica e segna l’inizio di una pratica sempre più dominante nelle loro opere successive. Nonostante la struttura ritmica speed/thrash metal che prevale, alcuni passaggi, il complesso assolo di chitarra e soprattutto la sezione finale, con un suono di piatti più marcato e il ritorno dell’arrangiamento acustico dell’intro, offrono timidi esempi dei primi flirt della band con il prog metal. »Hall of the King«, un altro pezzo speed metal quasi a tutto sangue con tematica religiosa, contiene l’assolo di chitarra tipico dell’ospite Hansen, mentre stavolta la band non si prende nessuna pausa e spara con tutti i ‘cannoni’. Il ritornello sacrale si sposa bene con la critica pungente alla religione organizzata. »Beyond the Ice« è uno splendido strumentale che, pur con una base ritmica nettamente speed metal, grazie alle finezze chitarristiche epiche ricorda già parecchio le successive ‘celebri’ imprese power/prog metal.
Di gran lunga il brano più conosciuto e amato del disco è »Valhalla«, diventato in fretta un evergreen dei concerti e uno dei pochi pezzi dell’album più vicini al power metal che al thrash/speed, soprattutto grazie alle ottime, drammatiche parti vocali firmate Kai Hansen e a un ritornello epico, da adunata, che fa venire facile immaginare i Vichinghi mentre banchettano con le Valchirie in mezzo al Valhalla. Come bonus track c’è anche »Don’t Break the Circle«, ottima cover del gruppo di culto NWOBHM Demon, tratta dal loro secondo album »The Unexpected Guest« (1982). Ancora più divertente e a tratti comica, anche se stilisticamente del tutto ‘scorretta’, a chiudere il disco c’è la cover dei The Regents, ovvero dei The Beach Boys, »Barbara Ann«, che nel finale sfocia in »Long Tall Sally«, che nell’originale è di Little Richard. In quest’ultima si è fatto valere alla grande, alla voce principale, l’ospite Rölf Kohler, che nella sua lunga carriera ha collaborato con tantissime leggende della musica. I Blind Guardian, del resto, nella loro carriera hanno messo in fila parecchie cover di qualità e divertentissime di altri artisti, e hanno persino pubblicato un album di cover molto interessante, »The Forgotten Tales« (1996).
Con »Follow the Blind« i Blind Guardian si sono spinti in acque ancora più dure e cupe: il disco trabocca di energia ribelle e intanto la band ha iniziato piano piano a sperimentare con le tastiere, dando il via alla sua prossima evoluzione sonora. Anche se rispetto all’esordio il loro stile su »Follow the Blind« è cambiato poco, perché i ragazzi stavano ancora cercando la loro strada, si notava già un cauto passo avanti nell’evoluzione sonora di questo gruppo ambiziosissimo, che da qui in poi ha cominciato a lasciare sempre più da parte le influenze thrash e speed in favore di un power/prog metal sinfonico. Questo progresso straordinario ha segnato il loro terzo album, »Tales From the Twilight World« (1991), dove è avvenuta la transizione graduale da uno speed metal ribelle a un power/prog metal epico, con un sound sinfonico sempre più dominante e l’esplorazione di mondi mistici e atmosferici.
Blind Guardian – Follow the Blind (album completo)
https://www.youtube.com/watch?v=4VWRNb2GhZk
Formazione
Hansi Kürsch – voce, basso
André Olbrich – chitarra, cori
Marcus Siepen – chitarra ritmica, cori
Thomen Stauch – batteria
MUSICISTI OSPITI:
Kai Hansen (Gamma Ray, ex-Helloween) – voce e assolo di chitarra su “Valhalla”, assolo di chitarra su “Hall Of The King”
Mathias Wiesner – tastiere
Kalle Trapp – chitarra solista e cori su “Barbara Ann”
Thomas Hackmann – cori
Rolf Köhler – voce solista su “Barbara Ann”
Aman Malek – cori
Produzione
Kalle Trapp
Tracklist
1. Inquistion (0:40)
2. Banish From Sanctuary (5:27)
3. Damned For All Time (4:57)
4. Follow The Blind (7:10)
5. Hall Of The King (4:16)
6. Fast To Madness (5:57)
7. Beyond The Ice (3:28)
8. Valhalla (4:56)
9. Don’t Break The Circle (4:28)
10. Barbara Ann (1:43)