Šesti: Zmeden

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Data di uscita: 15/11/2025
Autoprodotto
Produzione: Matic Mlakar
Genere: Alternative Rock
Voto: 8,0/10


Gli Šesti sono una rock band di Slovenska Bistrica. Anche se le prime jam tra i protagonisti risalgono a 16 anni fa, quando cominciarono a suonare col nome Jeti bend (poi ribattezzato Šesti metek), fino a quest’anno la band non era riuscita a mettere insieme nemmeno un album.

Però si sente, nel disco d’esordio, che qui ci troviamo davanti a musicisti con parecchia gavetta alle spalle! I membri della band sono cresciuti ascoltando skate punk. Quell’allegria saltellante si è travasata nella maggior parte dei pezzi del debutto. L’album “Zmeden” ti prende soprattutto con l’ottimismo, accompagnato da un umore solare.

La ciurma ti conquista con una piacevole abilità compositiva. I brani hanno una compattezza sicura, la band va dritta al sodo, senza stare a complicarsi la vita. Il suono è vivo e il quadro sonoro, a livello di produzione, è essenziale e pieno. Si tratta di punk leggero con un drive rock’n’roll, chitarre dal suono ‘jangle’ e qualche occhiolino al pop, con parecchi ritornelli che fanno presa in modo azzeccatissimo: non darebbe affatto fastidio sentirli ogni tanto in ‘prime time’ sulle frequenze radio slovene più in vista (title track, Negativa). La festaiola e travolgente Boginja v črnem porta con sé una molla SKA-punk inserita con gran gusto. Del resto “Zmeden” è nel complesso un album molto da party. Chiama alla festa e a staccare la spina!

Passaggi mid-eight sono infilati con abilità nel cuore dei brani. Gli assoli sono organici, senza pretese, e mantengono potente il drive di ogni pezzo. Va sottolineato il lavoro delle chitarre soliste, di ottima qualità per tutto l’album. Qua e là riecheggia perfino un sentimento blues rock. In fase di arrangiamento la band giura sull’assioma di base ‘less is more’. Fa passi brevi e concisi con cui dice tutto (l’essenziale).

L’album “Zmeden” ha una prima parte fortissima. Parte in sella a un punk rock beffardo (Fantazije). Dopo il colpo d’apertura, che lascia il segno, arriva a dare respiro l’ottima Negativa, roba da radio soprattutto per un ritornello congegnato alla grande. Il pezzo ha tutte le carte per diventare uno degli inni principali della band (soprattutto dal vivo). Nella mistica Tema gli Šesti ribaltano con grande abilità l’atmosfera del disco! Uno dei brani più rifiniti dell’album! Per complessità d’arrangiamento ci sono soluzioni eccellenti! Tema possiamo dichiararla il vertice artistico, lo zenit del disco. Poi l’album riparte a tutta velocità con una retorica punk rock rapace, con la title track, adornata da un altro ritornello costruito con estrema abilità. Anche la parte centrale, con la Disconnect alla Green Day, e poi (con la già citata) Boginja v črnem e dopo di lei V umu (quest’ultima si distingue per una prova chitarristica finissima, quasi di filigrana e tutta sentimento), mantiene anche in seguito la velocità adrenalinica su un livello più che invidiabile.

Lo sviluppo dinamico viene interrotto a metà album dalla sua prima ballad. Cantata in inglese. Si chiama Forgot About You. Corretta, ma senza scossoni artistici. Poi in coda ce ne sono altre due. Di fila. Un uscire dagli schemi, diremmo. Un salto molto coraggioso, che però fa al disco più danni che benefici, perché nel finale lo intorpidisce del tutto! Sono le ballad Čas nazaj e Dlan. Qui l’album perde (logicamente) un bel po’ di quell’attrattiva rock da teppistelli, ovvero di slancio. La ricetta in questi momenti (lacrimosi) del disco ha poco margine di manovra e segue la formula classica di composizione. Per questo, a questo punto, l’album comincia ad annoiare sul serio, vista la prevedibilità dello sviluppo. Però è più che evidente che questi momenti più tranquilli alla band stanno davvero molto a cuore, e questo è poi il succo di tutto. Dopo questa calma totale gli Šesti aggiungono comunque in coda ancora qualche mossa di sfrontatezza rock, con la scheggia punk rock conclusiva Resnično obrita. Ecco, e proprio quando uno si concede un pizzico di acidità, scopre che è stata proprio Dlan a conquistare il primo posto nella classifica musicale di Radio Maribor. Non è tutto bianco o nero, insomma.

Il senso del discorso qui sopra riguarda solo due scivoloni del disco. L’ordine dei brani scelto non proprio felicemente e un eccesso di ballad (due sarebbero bastate di sicuro). Su o giù, eccolo qui! Pur sempre un esordio. Audace, confezionato con abilità. Di qualità altissima. La band deve esserne fiera. E a ragione. Dal punto di vista di arrangiamento e produzione il disco convince più che alla grande. Il primo passo, ambizioso, di quattro ragazzi maturi e una ragazza è rimasto dunque fissato nel primo vero documento ufficiale da studio. Speriamo che la storia non finisca qui e non si trasformi in un’attesa di altri 16 anni! Vista la bella e convincente carica party time rock’n’roll che la band coltiva e a cui, ne siamo sicuri, non rinuncerà nemmeno in futuro, per il prossimo album gli Šesti possono passare direttamente a ‘Šesti strel’! Il lavoro, che pure mostra come in qualche punto resti ancora un po’ di margine per una crescita artistica futura, è stato svolto su tutti i fronti con grande impegno e perfezionismo. Andiamo avanti!

Autore: Aleš Podbrežnik

Tracklist:
1. Fantazije
2. Negativa
3. Tema
4. Zmeden
5. Forget about you
6. Disconnect
7. Boginja v črnem
8. V umu
9. Čas nazaj
10. Dlan
11. Resnično obrita

Formazione:
Krištof Blažič – voce, chitarra
Mitja Galun – chitarra
Barbara Ferčec – piano
Klemen Javšovec – basso
Timotej Auguštin – batteria


Šesti – “Zmeden” (Autoprodotto, 2025)
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