Shadows in the Light
Autore: Rok Klemše
Artista: Immolation
Etichetta: Century Media
Uscita: 2007
Sono passati due anni dall’uscita dell’ultimo disco della band, Harnessing Ruin, ed è tempo che i demolitori death metal newyorkesi Immolation tornino in scena. E tornano da trionfatori, facendo quello che hanno sempre saputo fare meglio – fregarsene dei cliché del death metal e batterli uno a uno. Gli Immolation ci bombardano da più di dieci anni con un sound unico e agghiacciante e con un’interpretazione tutta loro della musica estrema. Anche con Shadows in the Light non cambia niente: sono 40 minuti di puro massacro death metal!
Sul precedente Harnessing Ruin (2005) gli Immolation si erano concessi un po’ più di sperimentazione, penso soprattutto alle parti sussurrate e parlate, ma Shadows in the Light getta benzina su un fuoco che brucia da dieci anni e che per qualcuno, per un po’, era rimasto a covare sotto la cenere… Ora si alza altissimo nel cielo e arde più forte che mai. La forza distruttiva degli Immolation, semplicemente, non si può fermare. La loro musica resta da un decennio costantemente di qualità e interessante (cosa che difficilmente si direbbe del 90% delle band death metal), e nella loro discografia faresti fatica a trovare un momento debole. Ogni disco ha il suo sound caratteristico, ma resta fedele alle radici di quel suono malvagio. Degli Immolation posso dire che non sono mai stati brutali solo perché “si deve”, non si sono mai piegati alle linee guida del metal moderno e non hanno mai giocato con l’immagine e la pubblicità… hanno sempre messo davanti la musica, la passione e l’energia che da anni spingono la macchina Immolation.
Su Shadows in the Light il quartetto porta composizioni vertiginose, epici “lead” di chitarra e armonie sinistre, quelle che li hanno piazzati sulla mappa del death metal e incoronati leader dell’innovazione e dell’atmosfera del genere. Il disco si apre con Hate’s Plague, il pezzo più corto della band finora, che però compensa la durata con la brutalità, e a brillare è soprattutto il “bridge” a medio tempo, che presenta i riff deragliati tipici degli Immolation. Si passa a una marcia superiore con Passion Kill, che ricorda gli anni Metal Blade della band, soprattutto per un riff pesante come una mazza ferrata che richiama il disco Failures For Gods. Appena il riff iniziale ti lascia a boccheggiare in una pozza di sangue, ti aspetta già una “chord-progression” fulminea con gli intervalli che brillavano su Close to a World Below. Il trittico World Agony, Tarnished e The Weight of Devotion continua con un bombardamento che ti spedisce dritto sul fronte orientale della seconda guerra mondiale – tiro incessante, picchiate minacciose degli Stuka, una bomba che cade ogni pochi secondi… Un attacco che sanno scrivere solo gli Immolation e che ha caratterizzato la band fino a Harnessing Ruin. Shadows in the Light contiene probabilmente i migliori assoli che Vigna abbia mai scritto, e a dimostrarlo ci sono il gioco solo/ritmica, le armonie “pinch” e i continui cambi di tempo.
Anche se l’impressione generale del disco è quella di un caos controllato, a Shadows in the Light non manca di certo il “groove”. Non parlo del groove delle band metal moderne, ma di quello creato dalle chitarre con tutti quei “slide”, “bend” e “pinch” che regalano alla musica un’atmosfera infernale. Verso la fine del disco ci aspetta una fantastica title track, un mini ep sul terrorismo e sul disprezzo per la religione organizzata, chiuso da un riff quasi “wagneriano”. Gli Immolation sono famosi per le grandi canzoni di chiusura (Christ’s Cage, The Devil I Know e Close to a World Beyond) e anche stavolta, con Whispering Death, non cambia niente. Anche se la struttura del pezzo è più diretta rispetto ai precedenti, i riff sono infernali e demoniaci come non mai.
La produzione del disco è eccellente – le chitarre hanno un suono sinistro al punto giusto, Shalaty è un batterista tecnicamente straordinario e la voce di Dolan suona come se bevesse acido da batteria dall’inizio della carriera, eppure il suo ruggito brutale resta perfettamente comprensibile.
Gli Immolation stanno diventando un’istituzione del death metal e allo stesso tempo restano una delle band più sottovalutate del genere, il che per molti li rende anche una gemma ancora da scoprire. Sette album in studio sono già alle spalle dei leggendari ragazzi di Yonkers, eppure continuo a chiedermi se pensino mai di aver raggiunto la vetta. Salpa con gli Immolation lungo i fiumi di fuoco dell’Inferno!
Formazione
Ross Dolan – basso, voce
Bill Taylor – chitarra
Robert Vigna – chitarra
Steve Shalaty – batteria
Produzione
Paul Orofino
Tracklist
1. Hates Plague
2. Passion Kill
3. World Agony
4. Tarnished
5. Weight Of Devotion
6. Breathing The Dark
7. Deliver Of Evil
8. Shadows In The Light
9. Lying With Demons
10. Whispering Death