Ship Arriving Too Late to Save a Drowning Witch
Autore: Peter Podbrežnik
Artista: Zappa, Frank
Etichetta: Rykodisc Records
Uscita: 1982
Durata: 34:18
Voto: 5/5
Il leggendario compositore americano Frank Zappa riuniva in una sola persona il folle scienziato della musica e l’incorreggibile satirico sociale: sperimentando di continuo e giocando con la tecnologia sonora più recente a disposizione, esplorava senza sosta nuovi trucchi compositivi e, di riflesso, metteva uno specchio davanti all’assetto sociale americano. Quando si trattava di prendere in giro le farneticazioni della nazione ‘eletta per volontà divina’ e gli schemi sociologici dei suoi abitanti non andava per il sottile, e così all’inizio degli anni Ottanta si era fatto una bella collezione di nemici influenti, anche al Congresso americano, dove volevano a ogni costo impedire la diffusione dei suoi messaggi musicali.
Tra i suoi dischi che hanno fatto infuriare di più i sedicenti custodi delle anime americane c’è anche “Ship Arriving Too Late to Save a Drowning Witch”, una specie di seguito logico del fenomenale predecessore “You Are What You Is” (1981), anche se, a differenza di quest’ultimo, non ha alcun concept di critica sociale. L’album è condito da un sacco di satire argute su certe tendenze sociali americane dell’inizio degli anni Ottanta. I più beceri tra questi andazzi, purtroppo, con tutta la loro pomposità di cattivo gusto e il loro kitsch spadroneggiano ancora oggi e, ahimè, nel frattempo si sono diffusi anche sul versante europeo della ‘grande pozza’.
Stilisticamente questa reliquia da studio di Frank si potrebbe definire un minestrone complesso di progressive rock, art rock, hard rock, avanguardia e jazz fusion, cioè i generi con cui Frank in carriera ha sperimentato più volentieri. Certe composizioni hanno, per i parametri avanguardistici di Frank, una carica commerciale percepibile: vuol dire che l’album, soprattutto nella prima parte, è un boccone relativamente “leggero”, anche per ascoltatori, diciamo così, un po’ meno esigenti. Durante le registrazioni Frank poteva contare sull’appoggio di strumentisti eccezionali, guidati dal giovane mago della chitarra Steve Vai, che proprio allora cominciava a prendersi un ruolo sempre più importante anche nella quantità di assoli, mentre il tastierista di lungo corso Tommy Mars (vero nome Tommy Mariano) incarnava una vera e propria orchestra in miniatura. Senza dimenticare il contributo dell’ottimo batterista Chad Wackerman, che ha portato avanti con grande successo l’eredità dei suoi illustri predecessori, a cominciare da Terrry Bozzio e Vinnie Colaiuta.
La prima metà dell’album è composta da tre brani tra le creazioni più radiofoniche della carriera di Frank, che hanno contribuito in modo decisivo a far diventare il disco, tra gli appassionati della musica del maestro, uno dei capolavori da studio centrali (e per tutti i congressisti una delle più grosse provocazioni) del 1982. “No, Not Now”, energico ma splendidamente divertente e insolitamente melodico, è l’apertura perfetta, con Frank alla voce solista e cori in falsetto gorgheggianti che si occupano di una bella dose di umorismo. Le parti ritmiche movimentate, con una linea di basso bella ciccia, giocano di continuo con frasi di chitarra hard rock. Il testo è un altro esempio di umorismo da latrina pungente, che prende di mira le condizioni piccolo-borghesi del Midwest americano (Utah e dintorni).
Il brano più chiacchierato dell’album è senza dubbio il cult “Valley Girl”, in cui a dare una mano a Frank con gli inserti parlati è stata la figlia maggiore Moon Unit. Frank ha avuto l’idea per questo evergreen dopo aver sentito un giorno la figlia prendere in giro le compagne di scuola imitando il loro slang “californiano”. Già allora quello slang indicava le adolescenti viziate, scemotte e insulse, che incarnavano lo stereotipo delle anglosassoni (non per forza attraenti) con inclinazioni materialiste dichiarate e bisogni sessuali mal celati, spesso insoliti. A Frank la sua imitazione sembrava così divertente che l’ha invitata in studio, dove insieme, grazie alle sue tipiche frasi da “valley girl” parlate, hanno registrato una delle migliori satire della sua carriera. Il pezzo è uscito anche come singolo e, con sorpresa generale, ha raggiunto un piazzamento di tutto rispetto nella classifica americana.
Per la prima e ultima volta in tutta la carriera di Frank è successo che un suo pezzo finisse tra i 40 successi radiofonici più amati, il che è stato il massimo trionfo commerciale della sua carriera. Una specie di ironia è che l’inattesa popolarità di questo classico negli USA ha ulteriormente diffuso l’uso di quel fastidioso slang tra le ragazze, e le conseguenze si vedono purtroppo (anche da noi) ancora oggi: l’effetto finale è stato dunque opposto a quello voluto, visto che con il messaggio Frank voleva soprattutto richiamare l’attenzione sull’immagine malsana e ipercommercializzata della tipica ragazza americana. La maggior parte degli americani che fino ad allora non avevano idea della sua musica, per colpa di “Valley Girl” pensava che Zappa fosse esclusivamente un autore di brani novelty. A Frank la cosa è andata così di traverso che il pezzo non l’ha mai suonato dal vivo. Oggi, tra l’altro, l’espressione “valley girl” viene spesso confusa a sproposito con l’etichetta “bimbo”, che di solito indica le bionde stereotipicamente scemotte e formose in abitino rosa, coi barboncini al guinzaglio.
Il drammatico-burlesco “I Come From Nowhere” è un vero rebus di contorsioni chitarristiche hard rock su linee di basso sferraglianti, accompagnate dalla voce smorfiosa e volutamente fastidiosa di Frank. Nella seconda parte arriva l’occasione per una vera fusione di galloni di assoli di chitarra sull’asse Zappa-Vai, che farà leccare i baffi a tutti gli amanti degli dei della sei corde. “Drowning Witch” è una delle composizioni più complesse della carriera di Frank, e questo vuol dire che i singoli motivi e ritmi cambiano di continuo. Dalla sezione burlesca, che sfiora quasi il karaoke umoristico con Frank che racconta la storia della strega che annega, si passa ad acque decisamente fusion con un intero miscuglio di percussioni bizzarre, e poi segue una vera pletora di assoli di chitarra capricciosi, che dominano fino alla fine del brano.
In chiusura ci sono anche due brani più brevi, che sfumano l’uno nell’altro. Il primo è lo strumentale “Envelopes”, in cui Frank si butta sugli effetti di chitarra da brividi. Con l’aiuto di suoni stridenti, di una risata passata attraverso il vocoder e di percussioni sparse crea l’atmosfera di un vero film horror psichedelico. La burla finale “Teen-Age Prostitute” è un frullato fenomenale di hard rock, cabaret e commedia nera, dove entusiasma in particolare il contributo vocale in stile operetta di Lisa Popeil, mentre la accompagnano linee di basso groovose, linee vocali in falsetto e frasi di chitarra incisive, di cui non si vergognerebbe nessuna onesta band hard rock degli anni Ottanta.
“Ship Arriving Too Late to Save a Drowning Witch” è un altro classico di Zappa, o meglio un altro capitolo nella serie di capolavori dell’artista, e come tale è diventato da un pezzo un pezzo d’arredamento obbligato per tutti i buongustai della musica. L’equilibrio tra la prima metà dell’album, guidata dall’hit “Valley Girl”, e la seconda parte un po’ più sperimentale è giusto quello che serve perché nessun estremo prevalga, tanto che cercare difetti nel disco è come cercare un ago in un pagliaio. La produzione tradizionalmente perfezionista di Frank, avanti di almeno dieci anni rispetto al suo tempo, contribuisce ulteriormente a farne una vera leccornia per tutti gli amanti del genuino umorismo di Zappa, dei regali assoli di chitarra, della sperimentazione sonora instancabile e delle sensuali ma vuote ragazze “californiane”.
Formazione
Frank Zappa – chitarra, voce
Steve Vai – chitarra
Ray White – chitarra ritmica, voce
Tommy Mars – tastiere
Bobby Martin – tastiere, sassofono, voce
Ed Mann – percussioni
Scott Thunes – basso in “Drowning Witch”, “Envelopes”, “Teen-age Prostitute” e “Valley Girl”
Arthur Barrow – basso in “No Not Now” e nella prima parte di “I Come From Nowhere”
Patrick O’Hearn – basso nella seconda parte di “I Come From Nowhere”
Chad Wackerman – batteria
Roy Estrada – voce
Ike Willis – voce
Bob Harris – voce
Lisa Popeil – voce in “Teen-Age Prostitute”
Moon Unit Zappa – voce in “Valley Girl”
Produzione
Frank Zappa
Tracklist
1. No Not Now
2. Valley Girl
3. I Come from Nowhere
4. Drowning Witch
5. Envelopes
6. Teen-Age Prostitute