Shoulda Been Home
Artista: Cray, Robert
Etichetta: Rykodisc Records
Uscita: 2001
Durata: 53.13
Voto: 3/5
Vincitore di più Grammy, il premio più prestigioso, e capofila della nuova generazione del blues rock chitarristico, Robert Cray a cavallo del millennio è entrato piano piano in quello che si dice il “periodo creativo della maturità”. Pur di sfornare dischi più facili da ascoltare, e quindi appoggiandosi di brutto alla magica intimità del soul, ha finito per voltare per un po’ le spalle al blues. Shoulda Been Home porta avanti, secondo la vecchia ricetta di Cray, la missione di servire ammiccamenti musicali senza troppo carattere in direzione soul, ovviamente cuciti addosso ai tratti espressivi inconfondibili del grande chitarrista. Eppure, anche per la mancanza di contenuti blues più sostanziosi, rispetto agli standard altissimi dei trionfi passati di Cray questo documento musicale risulta un prodotto piuttosto tiepido, e forse pure troppo monotono.
Stavolta Robert Cray ci culla di continuo in un mondo trasognato di soul morbidissimo, che col passare degli anni è evidentemente rimasto sempre più vicino al cuore e all’anima del musicista. La conseguente mancanza di fuoco ed energia nel suo modo di suonare la chitarra, un tempo proverbialmente esplosivo, ha senza dubbio lasciato il segno sulle idee e sui pensieri del signore, e con un pizzico di azzardo possiamo chiamarla una forma più blanda di stagnazione creativa. A ricordarcene la presenza, senza troppi complimenti, ci pensano pezzi come “No One Special”, che nella sua anonimità non riesce ad andare oltre il lamento soul/pop di routine. Il virus alato dell’apatia, all’inizio nascosto con astuzia sotto la maschera della trasognatezza e dell’atmosfera intima, ha preso possesso anche di “Cry For Me Baby”. Di musicalità più vitale questi due brani semplicemente non ne hanno, e la straordinaria calda voce di Cray da sola non può fare miracoli, quindi ai pezzi non resta che inseguire, senza successo, la tipica atmosfera alla Cray. Visto che siamo costretti a restare (solo) sul soul, a spuntarla come fieri portabandiera delle caratteristiche primarie del genere, estratte con gusto, sono alla fine “Already Gone” e “I’m Afraid”.
Shoulda Been Home ogni tanto regala anche qualche vero picco, nel senso pieno del termine. Il primo da segnalare è “Love Sickness”, un pezzo scatenato, di una vivacità quasi inaccettabile per un album così placidamente orientato, che in uno slancio energico unisce il classico dialogo alla Cray tra voce e chitarra con arrangiamenti di fiati di tutto rispetto. Il Robert Cray in piena forma blues lo becchiamo alla fine, proprio in chiusura d’album. Prima i contorni più nitidi del genio del chitarrista emergono nell’assolo organico di “Out Of Eden”, dove le emozioni represse si accumulano diligenti in attesa dell’eruzione finale. Le straordinarie doti interpretative di Cray, compreso il senso innato per ridare vita alla magia di brani dimenticati da tempo di bluesman classici, si svelano finalmente nel finale con il robusto arrangiamento del pezzo di Elmore James “The 12 Year Old Boy”, che trabocca dei piccanti aromi del blues tradizionale!
Shoulda Been Home è senza dubbio un album che troverà i suoi estimatori senza problemi degni di nota, sia tra i fan di lunga data della musica di Cray, sia tra quelli di voi che flirtano volentieri col soul e con i suoi derivati moderni, ripuliti dalle “spiacevoli” connotazioni sessuali. Comunque sia, la sicurezza di Cray nel navigare le acque del soul resta una maestria sotto ogni punto di vista musicale; l’unica cosa di cui possiamo dispiacerci è la mancanza di audacia, che avrebbe reso senza dubbio più succosa la masticata attraverso i contenuti, a tratti fin troppo sciapi, del disco.
Formazione
Robert Cray: voce, chitarra
Jim Pugh: tastiere
Karl Sevareid: basso
Kevin Hayes: batteria
Andrew Love: sax tenore
Ben Cauley: tromba
Jack Hale: trombone
Produzione
Steve Jordan
Tracklist
1. Baby’s Arms
2. Already Gone
3. Anytime
4. Love Sickness
5. I’m Afraid
6. No One Special
7. Out of Eden
8. Cry for Me Baby
9. Far Away
10. Renew Blues
11. Help Me Forget
12. The 12 Year Old Boy