Siesta cubana con Zucchero a Tarvisio (2013)

0 12

Autore: Aleš Podbrežnik
Foto: Aleš Podbrežnik

Luogo: Tarvisio / Piazza Unita / Italia
Data del concerto: 19.07.2013
Numero di spettatori: 3500
Prezzo del biglietto: 60,00€

Una marea di coppiette innamorate e di famiglie italiane si è riversata, in una sera di luglio di venerdì, nel centro di Tarvisio, dove, nell’ambito dell’edizione di quest’anno del No Borders Music festival, vicino al triplice confine tra Slovenia, Italia e Austria, era in cartellone il concerto di Zucchero! Adelmo Fornaciari Zucchero rientra, insieme a Eros Ramazzotti, Vasco Rossi e Jovanotti, tra i »quattro grandi« della musica italiana, quelli che con la loro musica hanno superato i confini del paese e conquistato un grande successo commerciale internazionale! La carriera di Zucchero all’inizio sembrava incerta: il tipo ha impiegato quasi 15 anni per sfondare sulla scena internazionale. Nella seconda metà degli anni Ottanta, quando le radio hanno iniziato a trasmettere a tappeto il suo hit Senza una donna, è diventato famoso anche in Slovenia, e oggi è addirittura considerato un artista che vende più, a livello mondiale, dei connazionali Ramazzotti e Rossi.

Il suo mix di blues, rock, soul e gospel, rafforzato dai tratti tipici dell’arrangiamento all’italiana, con una musica gradevole all’orecchio, ha iniziato a conquistare il globo con successo commerciale già a metà degli anni Ottanta, e nel 1990, per dire, il tipo aprì i concerti del grande Eric Clapton. In tutti questi anni di battaglie sulla scena, Zucchero ha convinto a collaborare ai suoi lavori i nomi più altisonanti del rock e del pop, da Bono (U2) a Sting, Joe Cocker, Eric Clapton, Brian May, Steve Winwood, Jeff Beck, fino al compianto Stevie Ray Vaughan e perfino Miles Davis.

Appena tre giorni prima della tappa di Tarvisio, RockLine era in missione nella cittadina balneare italiana di Grado, dove si è esibito il chitarrista dei Queen Brian May con la cantante Kerry Ellis. Sul palco si è unita a loro, come ospite speciale della serata, la figlia di Zucchero, Irene Fornaciari, e Brian May per l’occasione si è ricordato di suo padre Adelmo con la frase: »He’s my brother!« – il reportage del concerto su RockLine lo trovi QUI.

Una bella ouverture all’incontro con Zucchero, no? Zucchero oggi è un musicista così grande e potente che sul palco può permettersi letteralmente qualsiasi produzione. Anche un’iper-produzione. Il suo amore del momento, che ora lo lega a Cuba e a tutto ciò che ha a che fare con quel paese, dove gli americani non sono ancora riusciti a imporre la loro tirannia, rovinosa per il mondo, dell’arricchimento di pochi a spese della maggioranza dei terrestri, ha preso corpo nell’attuale album in studio »La sesion Cubana« (2013) – la recensione su RockLine la trovi QUI. Per Zucchero, quindi, non ci sono ostacoli. Con i suoi guadagni può permettersi tutto. La realizzazione di qualsiasi idea. Così, per il tour »La sesion Cubana«, partito in Australia all’inizio dell’aprile di quest’anno e arrivato, dopo una serie di concerti sold out a giugno, anche nella natia Italia, ha radunato sul palco (lui compreso), che ci crediate o no, una vera e propria guarnigione di diciassette musicisti. Oltre a Zucchero, che cantava e suonava la chitarra, ci sono: il bassista Polo James, la chitarrista, corista e voce solista Kat Dyson, i chitarristi Mario Schilirò ed Elmer Ferrer, i batteristi Adriano Molinari e Horacio Hernandez, il tastierista Nicola Peruch, i percussionisti cubani Joaquin Nunez Hidalgo, Jorge Luis Nunez e Karel Escalona, la sezione fiati cubana composta da Lazaro Amauri (tromba), Osmil Rene’ (tromba), Maykel Fernando (trombone) e le graziose e toste coriste, anch’esse di origine cubana, Dorian Carol, Dyalis De Regla e Liuba Calvo!

In un concerto di esattamente due ore Zucchero ha condensato un mix eccezionale di ritmi latini, salsa e rumba, in cui ha vestito i nuovi brani dell’album »La sesion Cubana« (Nena, Pana, Un kilo, Cuba Libre), ha rivestito per lo stesso album anche dei classici (Baila, Bacco Perbacco, Diamante, Overdose d’Amore), e ci ha aggiunto qualche canto tradizionale classico dell’America Latina, come Guantanamera e, in aggiunta, il successo di Buddy Holly La Bamba. La dolce e sentita Ave Maria No Morro Zucchero l’ha dedicata, con il pensiero, al gravemente malato pacifista di fama mondiale Nelson Mandela.

Già con l’apertura del concerto (il brano Nena) Zucchero ha stregato la piazza in un attimo, servendo un’ottima fusione tra la tradizione italiana di sentire la melodia e i principi della musica latina. La cosa ha subito ricordato i trucchi di successo commerciale di Carlos Santana, ma la succosità della struttura sonora e dell’interpretazione, basata su una base ritmica eccezionale, con la sua provocante perfezione ha superato più di una volta il signor Santana. Zucchero, che comandava il concerto con la sua solita routine e il suo caratteristico fascino vocale dalla profondità leggermente ruvida, ha sfruttato con abilità i talenti evidenti della sua squadra, che hanno nobilitato la sua esibizione a Tarvisio. La parte più grossa degli assoli di chitarra l’hanno coperta la straordinaria chitarrista americana di colore Kat Dyson (ha collaborato con Cyndi Lauper, Prince, Sheila E. e altri) e l’italiano Mario Schilirò – entrambi si sono scatenati soprattutto nella parte finale del concerto, quando, in tradizionale maniera blues rock, sono esplose Con Le Mani e subito dopo Diavolo In Me, il brano che ha chiuso la parte regolare del concerto, mentre Kat Dyson ha tirato fuori anche qualche straordinaria acrobazia vocale soul da pelle d’oca.

Lo spazio più piccolo della piazza principale di Tarvisio ha presentato il conto. Zucchero ha ridotto un po’ la sua produzione scenica. In scaletta c’erano da cinque a sette brani in meno rispetto a quelli che di solito comprende ogni singolo show del tour attuale »La sesion Cubana«. Le proiezioni, poi, erano indirizzate a sinistra e a destra del palco più piccolo, direttamente sulle facciate degli edifici circostanti ai lati della struttura scenica, ottenendo uno speciale effetto visivo, soprattutto con la proiezione del diavolo che si arrampica sulla facciata verso una finestra aperta, da cui un inquilino guardava il concerto di Zucchero (il brano Diavolo In Me). 

Un concerto dall’esecuzione ineccepibile, però, stavolta ha attirato meno gente del previsto. La piazza era piena sì e no per tre quarti, ma non sold out, come invece è tipico di questo tour. Il motivo sta nel fatto che in questo periodo l’Italia è letteralmente tappezzata di concerti di Zucchero. Già il giorno dopo, infatti, Zucchero si è esibito a Codroipo, vicino a Udine, dove il prato del parco della dogale Villa Manin accoglie oltre 10.000 spettatori.

Una serata splendida, tra brillantezza musicale e un’atmosfera fuori dal comune, che, tra il professionismo rodatissimo dei musicisti, per due ore ha tenuto in pugno il temperamento di un pubblico italiano chiassoso e scatenato, carico di vibrazioni ed emozioni positive, si è ribaltata di colpo. L’effetto di ipnosi totale ha tenuto la gente in quello stato ancora per un bel po’ dopo l’esperienza di concerto con il grande Zucchero!

Scaletta

1. Nena
2. Un Kilo
3. Kuba Libre
4. Never is a Moment
5. Love is all Around
6. Bacco Perbacco
7. Indaco dagli Occhi del Cielo
8. Soldati nella Mia Citta’
9. Guantanamera
10. Baila
11. Pana
12. Ave Maria No Morro
13. Diamante
14. Il Vollo
15. Overdoe D’Amore
16. Vedo Nero
17. Il Suono della Domenica
18. Like the Sun
19. Con le Mani
20. Diavolo in Me
—bis I—
21. Senza una Donna
22. Solo una sana e consapevole libidine salva il giovane dallo stress e dall’Azione Cattolica
—bis II—
23. La Bamba
24. Per Colpa di Chi

Galleria foto

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Questo sito utilizza i cookie per offrire il servizio web, i sistemi pubblicitari e le funzionalità che senza cookie non potremmo fornire. Visitando e utilizzando il sito, accetti l’uso dei cookie. Accetta Leggi tutto

Privacy e cookie