Sinner : Santa Muerte

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Etichetta: AFM Records
Data di uscita: 13.09.2019
Durata dell’album: 57.38 min
Produzione: Mat Sinner
Genere: Hard Rock
Voto: 7.5 /10


Mattias Lasch, o meglio Mat Sinner, con la sua longeva istituzione heavy metal e hard rock chiamata Sinner è già di per sé una specie di icona della vecchia scuola del metal tedesco. Il tipo, con la sua attività, tiene in vita una bella fetta del battito di tutto ciò che è musica distorta, tra effetti e sostanze. Oltre alla band madre, con cui a breve festeggerà, tenetevi forte, 40 anni di attività,  in carriera ha dato una mano a un sacco di gruppi per sfondare, in produzione, poi nel 1998 ha co-fondato i Primal Fear, lanciato il progetto Rock Meets Classics, un successo commerciale pazzesco, e per il resto suona per i «cloni dei Whitesnake» tedeschi chiamati Voodoo Circle ed è parte della band di supporto di Jorn Lande. Per questo musicista i Sinner restano quindi una specie di ciliegina sulla torta, che si concede praticamente solo per il proprio piacere, visto che il nome Sinner non è che cresca proprio su ogni albero, quindi è chiaro che a Mat non porterà mai il tintinnio di monete che sogna. A quello pensano, come detto, i suoi altri progetti.

Negli ultimi anni, infatti, i Sinner hanno sfornato una bella sfilza di nuovi album, che però, a dirla tutta, non portano niente di nuovo. Più o meno dai tempi di «End Of Sanctuary» (2001) e «There Will Be Execution» (2003), i Sinner sul piano creativo non sono più interessanti: cavalcano il solco di una ricetta ormai fissata per fare musica sotto dettatura di un heavy rock spogliato di tutto, che si traduce in prodotti musicali monotoni.

 Nonostante i Sinner non abbiano mai puntato a un particolare successo commerciale o a una riconoscibilità di massa, Mat comunque non riesce a uscire dalla sua pelle da manager.  Il tipo  sa benissimo che una «rinfrescata» in qualche modo ci vuole. Così ha chiamato nelle file dei Sinner una cantante. Avete letto bene. Ora a occuparsi delle voci soliste sono Mat Sinner e Giorgia Colleluori, mentre come ospiti speciali con le loro voci si aggiungono sull’album Ronnie Romero (CoreLeoni, Rainbow) e Ricky Warwick (Black Star Riders), e per gli assoli di chitarra «bluesy» nel brano Death Letter ci pensa il compare di Mat nei Primal Fear, Magnus Karlsson.

Beh, questa volta i Sinner puntano su salti di stile tra un pezzo e l’altro più ampi di quanto ci si potesse aspettare. Già il brano d’apertura Shine On, con l’ottima esecuzione vocale della cantante Giorgia Colleluori, regala la speranza che l’album sia carico e incazzato in chiave metal e che, dopo tanto tempo, ci ritroviamo davanti dei Sinner con produzione e suono più vicini a «The Nature Of Evil», ma questa speranza viene distrutta ben presto dal rocker scanzonato Fiesta Y Copas (il cileno Ronnie Romero si occupa dei versi in spagnolo nel middle eight). Da qui in avanti, infatti, l’album si assesta di nuovo sui trucchi collaudati della vecchia scuola, tra influenze Thin Lizzy, la grezza energia dei Priest e riff alla AC/DC, ma anche con qualche civetteria col blues, perfino col delta blues (Death Letter) e col southern rock (Misty Mountain). Nel rocker un filo più tagliente Last Exit Hell, Giorgia, in duetto con Sinner, mette sul piatto perfino un po’ di carisma vocale paragonabile a quello di Doro Pesch. What Went Wrong, con Warwick alla voce, si può definire come un altro omaggio di Mat Sinner ai leggendari Thin Lizzy e, buffo a dirsi, nemmeno Lucky 13, Craving e The Ballad Of Jack si schiodano di un centimetro da lì. Anche se Death Letter è un coraggioso esperimento di Sinner e un tributo al blues, gli originali dei tempi dei pionieri del blues sono così forti nell’autenticità della loro eredità che si capisce bene come questa minestra riscaldata di Death Letter sia il più grande ladro di tempo di questo album (e lo stesso vale per Misty Mountain). Verso la fine, a far piacere, arriva un po’ più di furia metal con la cupa The Wolf.

Giorgia si è dimostrata una cantante eccellente e, insieme agli assoli indistruttibili di Naumann, è di fatto una delle calamite principali del nuovo album. Il disco è per lo più un rock leggero, da festa, che mette allegria e voglia di vivere. Comunque la si giri, Mat e compagnia sono troppo esperti per fare qualcosa che a livello di composizione e produzione non sia credibile e sicuro di sé. L’album è di nuovo buono, solido e ben fatto. Ma senza picchi. Insomma, niente di speciale. Nonostante le deviazioni in cui si è lanciato Mat Sinner, con l’inserimento di una voce femminile, di ospiti extra e di una stilizzazione di genere più movimentata in certi pezzi.  I fan di lunga data, sì, proprio voi che seguite i Sinner fin dagli anni Ottanta, sarete pienamente soddisfatti e appagati anche da «Santa Muerte». Quelli «contagiati»  dalla magia dell’indimenticabile «The Nature Of Evil», invece, non perdano tempo con questo. E non dimenticate: l’album è di nuovo troppo lungo (di almeno un quarto d’ora).

Tracklist:
1. Shine On
2. Fiesta Y Copas (ft. Ronnie Romero)
3. Santa Muerte
4. Last Exit Hell
5. What Went Wrong (ft. Ricky Warwick)
6. Lucky 13
7. Death Letter (ft. Magnus Karlsson)
8. Craving
9. The Wolf
10. Misty Mountain
11. The Ballad Of Jack
12. Stormy Night
13. Sorry

Formazione:
Mat Sinner – voce, basso
Giorgia Colleluori – voce
Alex Scholpp – chitarra
Tom Naumann – chitarra
Markus Kullmann – batteria

Musicisti ospiti:
Ronnie Romero – voce nel brano n. 2
Ricky Warwick – voce nel brano n. 5
Magnus Karlsson – assolo di chitarra nel brano n. 7
Neil Witchard – cori
Sascha Krebs – cori


Sinner – Fiesta Y Copas (video ufficiale)
Sinner – Last Exit Hell (video ufficiale)
Sinner – Santa Muerte
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