Sinner – vecchia scuola anche ai tempi d’oggi! (2008)

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Data dell’intervista: 20.06.2008

L’intervista ai Sinner è nata del tutto spontaneamente, al Morarock festival. Era il terzo giorno del festival, con i Primal Fear come grandi headliner della serata. RockLine ha intervistato il bassista dei Primal Fear Mat Sinner, in accordo con il management della band. Solo che Mat Sinner si è lasciato talmente andare che, tra una domanda sui Primal Fear e l’altra, il discorso è finito più e più volte anche sui Sinner, quindi per fare un po’ d’ordine ci è sembrato sensato dividere la chiacchierata con il guru del metal in due interviste separate (quella sui Primal Fear la trovi QUI). I Sinner, Mat li ha fondati quasi 20 anni prima dei Primal Fear. Quando Mat Sinner non è impegnato con i ben più redditizi Primal Fear, la sua prima priorità e passione sono proprio i Sinner. Ancora oggi sono considerati una delle più vecchie band tedesche di heavy metal o hard rock (come preferisci tu) ancora in attività. Mat Sinner, cantante e bassista dei Sinner e, insieme a Ralph Scheppers, uno dei pilastri dei Primal Fear, è conosciuto anche come produttore e manager di altre band heavy metal.

RockLine: Cosa sta succedendo ora con i Sinner?
Mat: Siamo limitati con i tempi. In questo momento tutti si aspettano che i Sinner partano per un tour mondiale. I Sinner sono sempre stati la mia band, da quando faccio musica. È un gruppo con cui mi diverto davvero. Ma visto che ho poco tempo, la band non è attiva in modo costante. Non ho assolutamente nessuna intenzione di mollare i Sinner, perché per me significano tantissimo. Quello che faccio con i Sinner è puro divertimento, puro piacere, una specie di valvola di sfogo in più.

RockLine: All’orizzonte c’è un nuovo disco dei Sinner. 
Mat: Markus, ex collega della Nuclear Blast Records e ora alla AFM Records di Amburgo, ci ha proposto un contratto per registrare un nuovo album dei Sinner. Abbiamo fatto qualche chiacchierata. Visto il bel clima nella band dopo la fine del nostro ultimo tour, abbiamo detto: “Ok, firmiamo!” Abbiamo firmato per i prossimi quattro album in studio. Il processo di scrittura dei nuovi pezzi è stato fantastico. Un brano l’abbiamo scritto insieme io e Markus, vado d’accordissimo anche con Igor (Igor Gianola, n.d.r.), il chitarrista degli U.D.O., con cui ho lavorato pure alla scrittura dei pezzi, poi c’è il nostro chitarrista Henni Wolter, e secondo me il nuovo album dei Sinner è una delle cose migliori che abbia mai fatto in vita mia. Lo trovo un disco rock molto intenso e completamente folle.

RockLine: I tuoi album dei Sinner sono molto diversi l’uno dall’altro.
Mat: I Sinner sono per me una grande valvola di sfogo personale. Qui ho la mia pace assoluta e posso creare quello che voglio. Non ci sono ostacoli. Gli album sono spesso diversi proprio per via del tuo stato d’animo del momento. Se sei incazzato, registri musica più rabbiosa, o più cupa. Se mentre scrivi sei di buon umore, anche la tua musica è più positiva. Il nuovo Sinner è un disco di rock n’ roll maledettamente caldo e cattivo. Quando ascolto il nuovo materiale mi vengono in mente due chitarristi inginocchiati a terra, ognuno con la sua Gibson, che tirano fuori il diavolo in persona dalle chitarre. Abbiamo fatto quel genuino, sporco album rock n’ roll. È stato divertentissimo registrarlo. Stavolta non abbiamo usato nemmeno le tastiere.

RockLine: Niente effetti, niente loop e così via…
Mat: È tutto fatto “a mano”. Abbiamo usato anche veri tamburelli e veri campanacci. Il suono è completamente autentico e naturale. In studio abbiamo usato solo strumenti vecchi. Abbiamo suonato chitarre Gibson Les Paul vecchissime. Io ho suonato un vecchissimo basso Thunderbird della Gibson, collegato a un vecchissimo amplificatore Marshall. Siamo tornati alla tradizione pura.

RockLine: Ci vuoi segnalare qualche pezzo nuovo dell’album?
Mat: Sì. C’è un brano con un motivo davvero interessante, di cui l’idea mi è venuta in testa del tutto spontaneamente una mattina, e poi mi sono bastati appena 10 minuti per scriverlo e finirlo. Sarà il nostro primo “singolo” del nuovo disco.

RockLine: Quando avete finito le registrazioni?
Mat: Ad aprile di quest’anno. Alla produzione ci siamo occupati io e Henni Wolter, mentre l’ingegnere del suono è stato Dennis Ward dei Pink Cream 69. Aveva collaborato anche con il nostro Magnus Karlsson su alcuni progetti. Ward si è rivelato una scelta perfetta per i Sinner. Se non altro perché è americano ed è una persona semplice, che non complica niente. La settimana scorsa abbiamo mixato il materiale insieme ad Achim Köller. L’album è pronto per uscire.

RockLine: Scusa, magari è solo una mia impressione, ma la tua voce ogni tanto mi ricorda involontariamente il compianto Phil Lynott dei Thin Lizzy.
Mat: Beh, non c’è da stupirsi. Sono un grande fan di quella band e nel nostro prossimo album c’è addirittura un pezzo scritto apposta per ricordare i Thin Lizzy.

RockLine: I vostri album dei Sinner sono difficilissimi da trovare nei negozi, no?
Mat: Eh, con la AFM Records ci siamo appena messi d’accordo per far uscire un album dal vivo con una registrazione del 1986, fatta con la nostra formazione di Comin Out Fightin’. Quindi è una registrazione vecchissima, una specie di rarità.

RockLine: Quando vi vedremo suonare dal vivo?
Mat: L’idea è di partire per un tour insieme a un ex membro dei Manowar. Il chitarrista Ross the Boss ha appena finito il suo disco solista per la AFM e siamo d’accordo con lui e con l’etichetta per un tour in comune. Mi sono preso anche il ruolo di manager di Ross. Il piano è di fare un tour di circa quattro settimane, a ottobre di quest’anno.

RockLine: Che materiale pensate di suonare dal vivo in questo tour?
Mat: In questo tour avremo il nuovo album. Il mio principio è che, se hai un disco nuovo in giro, lo suoni. E poi questo nostro nuovo album è molto importante per i Sinner, è una specie di disco della svolta, un ponte tra i vecchi e i nuovi Sinner. Questo album piacerà a tutte le generazioni di fan dei Sinner.

RockLine: Com’è andato l’ultimo tour insieme ai Vengeance, se non sbaglio a maggio dell’anno scorso, nel 2007?
Mat: Il tour è stato buono. Poteva andare meglio, ma secondo me la cosa importante per noi ragazzi dei Sinner era tornare a suonare insieme, e questo ci ha uniti. L’ultima esibizione dei Sinner prima di allora, se la memoria non mi inganna, era stata nel 2003 a Wacken. Dal punto di vista organizzativo, il tour con i Vengeance poteva essere gestito meglio, ma a noi non ha dato fastidio. Finché la band funziona come un blocco unico, non ci sono problemi né ostacoli.

RockLine: Quindi non avevate ancora dimenticato com’è stare su un palco?
Mat: Era una roba folle, ripensando a quel tour, soprattutto quando mi ricordo l’esecuzione dei vecchi pezzi dei Sinner. Lì ti rendi conto che le tue canzoni non ti hanno mai lasciato. Quando abbiamo suonato Knife In My Heart o Born To Rock, non ho pensato nemmeno per un secondo a quale accordo prendere. Non serviva. Era tutto dentro di me. I pezzi erano semplicemente lì, dentro di me, dentro di noi. Non se ne sono mai andati. Intanto osservavamo anche le reazioni del pubblico. La gente conosce il nostro vecchio materiale, gli è piaciuto. Ma la cosa fondamentale è che dopo quattro anni siamo tornati sui palchi. Sai, è importantissimo. Devi sapere, capire come una band funziona e gira sul palco prima di rimetterti a lavorare in studio. Il lavoro in studio è molto più facile ed efficace se alle spalle hai un tour fresco. Puoi entrare in studio con una formazione eccezionale, ma se non l’hai provata prima sul palco, i risultati non sono altrettanto buoni. Soprattutto in termini di autenticità.

fotografie: Aleš Podbrežnik
intervista a cura di: Aleš Podbrežnik & Jani Mihevc
tradotta e curata da: Aleš Podbrežnik

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