Sintonia croato-americana al Bluesiana (2015)

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Luogo: Velden am Wörthersee (Vrba na Koroškem) / Bluesiana Rock Cafe / Austria
Data del concerto: 18.06.2015
Numero di spettatori: 30
Prezzo del biglietto: prevendita 25 €; il giorno del concerto 30 €; studenti 15 €

Per quanti concerti ci siano da queste parti in questo periodo, una serata al Bluesiana non delude mai. Quest’anno, dopo la riapertura, ci ha già regalato parecchie delizie musicali, e anche per l’estate e l’autunno in arrivo si annuncia un programma di concerti vario. Stavolta siamo stati testimoni di un concerto esclusivo del vecchio amico del Bluesiana, Alen Brentini, insieme al suo collega americano Michael T. Ross.

Alen Brentini non ha bisogno di presentazioni per chi frequenta il Bluesiana. Il virtuoso croato della chitarra, di Rijeka, si ferma al Bluesiana ogni anno, e l’anno scorso abbiamo avuto la possibilità di vederlo addirittura due volte (il report di RockLine di febbraio 2014 lo trovi QUI, quello di novembre 2014 QUI). La chitarra è la sua fedele compagna, e sul palco ultimamente gli fanno compagnia anche i ragazzi dei Sex Tension. Anche stavolta, in assenza del secondo chitarrista Damjan Brnić, sul palco con lui ci sono stati Arsen Uran al basso e Dejan Turk alla batteria. Nel 2014 Alen ha pubblicato il suo terzo album solista, intitolato Soul’d Out, e insieme ai Sex Tension sta scrivendo anche pezzi originali in comune, che speriamo vedano la luce in qualche disco.

Alen e Michael T. Ross avevano già collaborato in passato a progetti musicali comuni. Alen aveva trovato Michael anni fa sul social network Myspace e lo aveva invitato a collaborare musicalmente. Michael T. Ross in passato ha lavorato con le band Angel e Hardline, ed è stato anche parte della squadra che ha accompagnato in tour Lita Ford. Al momento, insieme a nomi eminenti della scena musicale americana come Doug Aldrich, Hugh McDonald e Andrew Freeman, è coinvolto nel progetto Raiding The Rock Vault a Las Vegas. Per nostra grande fortuna, ha voluto passare qualche giorno di vacanza da Alen a Rijeka, ed ecco che si è presentata l’occasione per un concerto esclusivo dei due musicisti al Bluesiana. Un’occasione esclusiva che la maggior parte, purtroppo, si è lasciata sfuggire, perché stavolta al Bluesiana gli spettatori erano poco più delle dita che abbiamo. Eppure si preannunciava una serata splendida in compagnia degli habitué del Bluesiana.

La spontaneità dei due artisti si è vista già al nostro arrivo: subito dopo il soundcheck, sia Michael che Alen si sono messi a chiacchierare tranquillamente con tutti i presenti. Verso le nove e mezza di sera i musicisti si sono finalmente avviati con calma verso il palco. Nel primo round abbiamo assistito al concerto di Alen Brentini con i suoi Sex Tension, senza Michael T. Ross, che si è goduto lo show in mezzo al pubblico. Nonostante la platea sparuta, Alen ha attaccato la scaletta con coraggio. Ha presentato qualche pezzo originale dal suo ultimo album Soul’d Out e anche qualche cover, così abbiamo potuto cantare insieme a lui. E il pubblico, pur essendo pochissimo, con le sue urla ha dato ai musicisti sul palco la sensazione di essere almeno in cento. I ragazzi sul palco l’hanno sentito e si sono presto lasciati andare completamente alla loro creatività. E hanno creato da maestri. Alen è preciso in quello che fa, ma con la sua chitarra è anche delicato e sentito. Nel suo repertorio ha affrontato sia l’hard rock sia il blues puro, entrambi con lo stesso raffinato senso del suono e dell’armonia. Così una volta ha portato il pubblico in una fantasia sognante, un’altra l’ha messo in piedi e l’ha spinto a ondeggiare a ritmo. Sul palco Alen è un professionista, affronta la musica con serietà, ma senza dimenticare le sue emozioni, il dolore, la gioia: fonde tutto in melodie che catturano sempre chi ascolta. Ed è bravo non solo con la chitarra, ma anche con la voce, giusto il giusto pulita e giusto il giusto graffiante, così da calarsi in tanti generi diversi come quelli che suona.

Nella seconda parte, dopo un breve annuncio, Michael T. Ross si è unito sul palco ad Alen, Dejan e Arsen, prendendo posto dietro le tastiere. Michael ha aggiunto al resto del concerto un pizzico di brio e di giocosità, rendendo ancora più vivace quello che succedeva sul palco. Ciononostante tutti e quattro sembravano una band ben rodata e nessuno avrebbe sospettato che avessero dovuto preparare lo show in appena due giorni. Si vedeva che Michael si divertiva nel suo ruolo: mimica rilassata, suonato senza pressioni e con una gran dose di divertimento. Nessuno dei protagonisti è stato particolarmente loquace, quindi sul palco ha dominato la musica per tutto il tempo. I ragazzi hanno dedicato a Michael anche un assolo di tastiera, nel quale si è dimostrato un professionista senza difficoltà. Anche se le tastiere nel locale non erano le sue, si vedeva che tra i tasti bianchi e neri si muove alla grande. Il concerto, purtroppo, si è avvicinato a gran velocità alla fine e dopo la hit dei Whitesnake Here I Go Again il quartetto ha salutato ed è sceso dal palco. Anche se eravamo in pochi, siamo riusciti a richiamarli. È seguito un breve consulto su cosa suonare ancora e così abbiamo sentito una versione esilarante di Walking By Myself, in cui ai musicisti ci è voluto un bel po’ per trovare l’accordo sulle melodie. Ma proprio questo ha contribuito a un’atmosfera ancora più rilassata, sia sul palco che sotto.

I ragazzi hanno salutato ancora una volta, ma Michael, appena sceso dal palco, ha chiesto se poteva suonarci qualcosa anche al pianoforte appoggiato alla parete del Bluesiana. Ovviamente abbiamo tutti risposto a gran voce di sì e ci siamo spostati verso il piano. Michael ha fatto scorrere le dita sui tasti bianchi e neri con disinvoltura da veterano e per il Bluesiana è risuonata la hit dei Queen We Are The Champions. E senza un solo errore. Incantati, abbiamo ascoltato e osservato il maestro, che si era fuso completamente con la melodia che suonava. L’aria era carica di emozioni, che hanno travolto anche Michael, che con gli occhi lucidi ha portato la canzone fino in fondo, ha ringraziato Gudrun per l’occasione e ha abbracciato uno per uno tutti i presenti.

Un finale inatteso, ma bellissimo. La sintonia croato-americana ha funzionato e speriamo ovviamente che per rivederli insieme in Europa non si debbano aspettare altri 5 anni.  Un’esperienza di concerto davvero speciale e personale, di quelle che probabilmente si vivono solo al Bluesiana. Già solo per questo vale la pena passare il confine. Emozionante, ma perfetto.

 

Scaletta

1. You Give Love A Bad Name (Bon Jovi)

2. Somenone’s Love

3. Fire (Jimi Hendrix)

4. Fool For Your Loving (Whitesnake)/Final Countdown (Europe)

5. Trust

6. Shot In The Dark (Ozzy Osbourne)

7. Little Wing (Jimi Hendrix)

8. Crossroads (Cream)

9. We All Die Young (Steelheart)

10. Symphony Of Destruction (Megadeth)

11. All Along The Watchtower (Jimi Hendrix)

12. Wishing Well

13. Make You Happy

14. Smoke On The Water (Deep Purple)

15. Losing You

16. Transexpress

17. Here I Go Again (Whitesnake)

—bis

18. Walking By Myself (Gary Moore)

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