Sirens

0 6

Artista: It Dies Today
Etichetta: Trustkill Records
Uscita: 2006

Eh già, c’era da temerlo ed è successo. “The Caitiff Choir” (2004) aveva raccolto lodi e incoraggiamenti, senza nascondere il potenziale di ragazzi che hanno fondato questa band a una media di 16 anni suonati. Oggi ne hanno in media 22 e il disco suona come se ne avessero non 22, e nemmeno 16, ma più o meno “tre e mezzo”. Incredibile. Dopo le prime battute sono corso a controllare la formazione del nuovo album. Ero convinto che con “Sirens” gli It Dies Today avessero portato in squadra almeno un nuovo cantante. Macché. La formazione è identica a quella di “The Caitiff Choir”, eppure il disco è tutt’altra roba. Anche questa è un’arte, a modo suo.

Hanno “alleggerito” il loro sound dalla complessità, tolto anche quel pizzico di vitalità alla produzione acquosa del debutto e caricato tonnellate di melodie, di cui il principale artefice è il cantante Nick. Che sul nuovo disco è a malapena riconoscibile. Nei ritornelli si rifugia in un canto melodico completamente pulito, vagamente nasale, alla Bullet For My Valentine, Senses Fail o Atreyu, mentre di quello che restava del suo urlo brutale e convincente del debutto c’è ben poco da segnalare. Le sue corde vocali sono finite per caso sotto i ferri di un chirurgo maldestro? Oppure Brooks ha semplicemente perso lo smalto, pur essendo appena entrato nel suo terzo decennio di vita? Brrrrr. A soli due anni dal debutto la voce sul nuovo disco suona completamente spompata, sbiadita, senza il minimo carisma di cui avevamo goduto nell’ambizioso esordio. Il massimo che tira fuori è un rantolo melodico e roco, lontanissimo dall’estremo che impreziosiva il suo urlo, capace sul debutto di avvicinarsi perfino all’intensità di un death growl. La voce su “Sirens” non starebbe bene da nessun’altra parte se non in una punk band di terza categoria. Un disastro rispetto alle richieste e alle aspettative verso gli It Dies Today, più che giustificate dall’eccellenza di “The Caitiff Choir”.

“La commercializzazione assoluta è il mio nome”: con “Sirens” gli It Dies Today potrebbero dirlo di sé stessi. Quello a cui assistiamo ora è l’innesto di elementi emo-core (leggi: addio “scream”, benvenuta piagnucolosa patetica “clean”) e “Sirens” si potrebbe definire un album metal pop. I riff sono ovviamente costruiti in pieno stile metal, ma oltre a un abbraccio artificioso e sterilmente senz’anima attorno a una voce piazzata al centro a frignare non vanno. Anzi, la voce li soffoca proprio. Le fughe taglienti tra cambi di ritmo e attacchi di riff, che tanto entusiasmavano su “The Caitiff Choir”, sono rimaste solo in tracce (ad es. On The Road (To Redemption, Reignite The Fires), che meritano a malapena una menzione. In produzione le chitarre hanno perso quel suono grosso e sinistro che sull’esordio brillava d’intensità.

I germi di questo ammorbidimento della nuova direzione musicale si possono comunque già scorgere su “The Caitiff Choir”. Lì il flirt con la melodia epica era evidente, ma non uccideva i traguardi dell’estremo, della brutalità dello strillare “core”, e gli restava sempre subordinato. Già quella cover dei Depeche Mode ti poteva far gelare il sangue quando l’hai sentita nella versione ristampata di “The Caitiff Choir”, ma il resto del materiale era un’eccellenza assoluta, e così funzionava come un momento di puro divertimento e relax della band in studio: Enjoy Teh Silence. Tra l’altro, su “Sirens” quella cover, rifatta alla maniera degli It Dies Today, si inserirebbe senza problemi e con logica nella scaletta. Gli It Dies Today sono una band giovane che con “Sirens” ha mostrato tutti i difetti di una tattica poco furba. Hanno perso e sacrificato un suono riconoscibile, il fuoco chiaro del debutto, e sfornato una sbobba saponosa con cui volevano evidentemente farsi accettare dalla massa più larga di ascoltatori. Nel frattempo il cantante Nick Brooks li ha già lasciati. Lo scioglimento è dietro l’angolo? Del tutto possibile, visto che i ragazzi sono praticamente ancora dei bambini. Ma d’altra parte è interessante, perché sono senza dubbio musicisti eccellenti, da cui ci aspettiamo di più, e hanno sempre il potenziale per ripetere le qualità del debutto e anche superarle. Per gli It Dies Today le strade aperte sono parecchie. Per ora annaspano in una mediocrità priva di creatività, e a consolarci resta un fil di paglia modesto (per ora) ma concreto, che ci dice che restiamo fedeli a “The Caitiff Choir”.

Formazione

Nicholas Brooks – voce
Christopher Cappelli – chitarra
Mike Hatalak – chitarra
Steve Lemke – basso
Nick Mirusso – batteria

Produzione

Giggarth, Ben Kaplan, Mike Hatalak & Nick Brooks

Tracklist

1. Constant Reminder
2. Port in Any Storm
3. Bacchanal Affair
4. Sacred Heart (Sacre Coeur)
5. Sixth of June
6. Reignite the Fires
7. Black Bile, White Lies
8. Sirens
9. Through Leaves, Over Bridges
10. On the Road (To Damnation)
11. Turn Loose the Doves

Durata dell’album: 38.49

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