The Caitiff Choir
Artista: It Dies Today
Etichetta: Trustkill Records
Uscita: 2004
It Dies Today, gruppo nato nel 2001 a Buffalo (USA), ha avuto bisogno di tre anni per sfornare l’album di debutto “The Caitiff Choir”, nato sotto l’influsso della Divina Commedia di Alighieri. Per essere precisi, qui abbiamo di fronte la ristampa di questo disco, uscito per la prima volta nel 2004. Tutti i pezzi sono stati remixati e in più, come materiale bonus, c’è anche l’intero EP “Forever Scorned” (2002) e, per buon peso, una cover di Enjoy The Silence (orig. Depeche Mode). Una mossa audace e in grande stile, soprattutto considerando che per l’occasione l’EP è stato registrato di nuovo e suona fresco. Il fatto è che ci troviamo davanti a una versione un po’ spogliata dell’originale, quindi chi è abituato al suono della versione di partenza farà molta più fatica ad abituarsi al sound remixato di questa ristampa, che ha un po’ più di controllo. Il salto nel suono è pazzesco quando arrivi alle tracce extra, quelle di “Forever Scorned”. Hanno mantenuto un sound grezzo, che si sposa alla grande con la voglia della band di dare vita a una corruzione metalcore estremamente primordiale.
Questo album ha dentro una vera dose di tutto. Può essere allo stesso tempo sicuro di sé e diabolico, tagliente come una lama, rumoroso senza freni oltre ogni limite, in fiamme nella furia dell’agonia metalcore, ma anche splendidamente bilanciato da momenti di melodia che la band inserisce sia come motivo, sia con il passaggio della voce a una linea “pulita”. La combinazione di scream brutali e più bassi, spesso sorretti dal peso di valanghe di riff massicci, dimostra che gli It Dies Today non nascondono affatto l’occhiolino a death e thrash metal. Nel mettere in fila aggressività e brutalità i ragazzi sono così convincenti che i salti verso un melos più morbido e malinconico, con la tendenza a inserire un elemento epico, risultano atmosfericamente del tutto imprevedibili, mentre il tocco estremo è sottolineato in modo così sinistro e domina con tale sicurezza sui momenti melodici che non c’è il rischio che “The Caitiff Choir” si annacqui in un patetico emo e risvegli l’ascoltatore dal suo brutale torpore inebriante.
L’album si apre senza pietà con il pezzo My Promise e gli attributi estremi del metalcore appena descritti prendono vita all’istante. La band ha un ottimo senso del crescendo drammatico, che ondeggia e si alimenta attraverso strappi thrash secchi e spezzati, del tutto inaspettati ma tenuti sotto il controllo magistrale del gruppo, a dimostrazione di grande intesa, sintonia e affiatamento tra i membri. Gli strumentisti suonano compatti e rodati, uniti dalla voglia comune di sfoderare quella brutale forza di fuoco che oggi si può produrre in studio. Pezzi come Severed Ties Yield Severed Heads, The Radiance, Marigold, Our Desintegration e soprattutto Naenia (generosamente rinforzata da armonie di chitarra) hanno un tocco epico grazie al già citato doppio registro melodico, che culmina pienamente nel disegnare questa atmosfera, subordinata alla voce melodica pulita dei ritornelli. Il tutto diventa particolarmente stuzzicante e carico di tensione quando si alternano brutale e melodico, un contrasto che sull’album tocca l’estremo in Freak Gasoline Fight Accident, dove lo screaming, in un pre-ritornello avvitato su riff da capogiro, si avvicina quasi alle dimensioni del growl death metal.
I ragazzi sanno complicare parecchio le cose e, per esempio, pezzi che durano in media ben oltre tre minuti sono tutt’altro che semplici: con l’aratro metalcore arano l’ascoltatore in modo bello efficace, dritto nella corteccia cerebrale. Un esempio tipico è proprio The Caitiff Choir Revelations. Appena tre minuti di furia, ma assistiamo a continui passaggi taglienti che ci portano attraverso una tavolozza variopinta di motivi, che si riversano con gusto e logica l’uno nell’altro e non c’è tempo per tirare il fiato! Solo mazzate! La conclusiva The Caitiff Choir: Defeatism incorona l’ascoltatore con la manifestazione di quel dosaggio di complessità descritto prima: gli It Dies Today non perdono il focus nemmeno per un attimo e il filo rosso del flusso fluido dell’album resta sempre su un livello alto. Dato che questo è garantito, l’elemento sorpresa può vivere appieno e tiene l’ascoltatore incollato: per questo non solo questo pezzo, ma tutto l’album non annoia nemmeno per un secondo.
“The Caitiff Choir” è sotto ogni aspetto un lavoro riuscitissimo, che riflette un’energia di lavoro fuori dal comune, entusiasmo creativo e voglia di mettersi alla prova, una genuinità sempre più difficile da trovare oggi. Si sente che i ragazzi hanno creato i legami giusti, una chimica che funziona alla grande, con visioni musicali unitarie, e l’energia che ne esce dal materiale dimostra in modo convincente che gli It Dies Today non sono solo l’ennesimo prodotto “wanna be”, messo in piedi con il solo scopo di permettere all’etichetta di raschiare a breve termine qualche altro spicciolo dalle tasche di fan che sgobbano per il loro padrone. Tutt’altro! “The Caittiff Choir” è un ottimo album metalcore, molto vario, con transizioni e dinamiche atmosferiche eccezionali, incoronate da un approccio vocale ricco di sfumature. Gli It Dies Today sono ottimi musicisti che già con il disco di debutto raggiungono il livello qualitativo di band con una traccia simile come Shadows Fall, Killswitch Engage o Unearth, quindi è giusto aspettarsi ancora di più da loro in futuro!
Formazione
Nicholas Brooks – voce
Christopher Cappelli – chitarra
Mike Hatalak – chitarra
Steve Lemke – basso
Nick Mirusso – batteria
Produzione
Tony Gammalo
Tracklist
1. My Promise
2. Severed Ties Yield Severed Heads
3. Radiance
4. Depravity Waltz
5. Threnody for Modern Romance
6. Marigold
7. Freak Gasoline Fight Accident
8. Caitiff Choir Revelations
9. Our Disintegration
10. Naenia
11. Caitiff Choir: Defeatism
BRANI BONUS DELLA RISTAMPA (2006):
12. Sentiments Of You
13. Bridges Left Burning
14. The Requiem For Broken Hearts
15. Forever Scorned
16. Blood Stained Bed Sheet Burden
17. A Romance By The Wings Of Icarus
18. Enjoy The Silence
Durata dell’album: 73.18