Skeletons In The Closet
Autore: Aleš Podbrežnik
Artista: Gamma Ray
Etichetta: Metal-Is Records
Uscita: 2003
Voto: 4/5
Immagina un miracolo. Gli Iron Maiden, dopo un breve tour in cui suonerebbero dal vivo pezzi mai eseguiti prima o che sul palco si sentono raramente, decidono di pubblicare un nuovo live album . Questa scaletta conterrebbe leccornie come Alexander The Great, Sea Of Madness, Flash Of The Blade, The Duellists, The Prophecy, To Tame A Land, Mother Russia e si aprirebbe con una killer come Invaders. Che ne dici? Ecco, è ora di svegliarti da questo sogno scatenato, perché in qualche modo è diventato realtà. E a fare questa mossa rivoluzionaria, al posto delle leggende, sono stati i Gamma Ray!
Da quando Kai Hansen ha commesso il peccato originale nel 1985 con “Walls Of Jericho”, siamo stati spettatori di un fenomeno: il cuore dell’heavy metal classico che pian piano si spostava dalla sua culla, le isole britanniche, verso la terra di Germania. Certo, nel corso della sua evoluzione la forma dell’heavy metal ossificato è diventata “pettinata” e rifinita alla perfezione. Così non solo è sopravvissuta, ma sulle ali di Helloween, Rage, Sinner, Running Wild, Grave Digger e più tardi Blind Guardian, Primal Fear e ovviamente Gamma Ray è diventata una fortezza inespugnabile.
I Gamma Ray hanno fatto un breve tour a ottobre e novembre ’02 per sbattere in faccia al pubblico metallaro un assortimento mozzafiato di rarità. Axel Mackenrott, tastierista dei Masterplan, la grande sensazione power metal di quest’anno, ha tenuto compagnia ai Gamma Ray sul palco come ospite speciale. La scaletta dell’ultimo tour è quasi completamente diversa da quella con cui la band aveva promosso il suo ultimo album “No World Order” nell’autunno del ’01. Quella era piena di hit dei Gamma Ray (Valley Of The Kings, Man On A Mission, Land Of The Free, Somewhere Out In Space,…), con l’eccezione di New World Order, che i Gamma Ray hanno tenuto anche stavolta. Le piccole sale di Strasburgo e Barcellona sono fatte apposta per registrare live album, perché grazie alla loro splendida risonanza possono vantare un’acustica da far invidia. Il folle temperamento spagnolo ha messo la sua parte da leone nell’atmosfera generale. I Gamma Ray hanno assaltato il palco con ogni mezzo a disposizione e la battaglia, di fatto, era vinta in partenza. Acciaio fuso che irradia morte e brucia tutto intorno! Il sound che la band sprigiona sul palco quasi esplode di una potente energia eruttiva. L’album è un perfetto “blitzkrieg” metallico dalla prima battuta fino all’ultima!
Kai cambia il suo timbro vocale, inconfondibile e unico, come se ci fosse una scommessa in ballo (Heart Of The Unicorn). Il capo dei Gamma Ray, esperto e temprato, canta con l’anima e a pieni polmoni, e così i ritornelli in maggiore di Guardians Of Mankind, No Return e Gardens Of The Sinner non rischiano nemmeno per sbaglio di suonare allegri. Zero possibilità! Kai urla furioso e incazzato. Assetato di sangue, col suo stile personalissimo infila ancora una volta ghiaccio cristallino nelle strofe. Nel pre-ritornello di All Of The Damned la voce è fuori di testa, proprio. Anche Razorblade Sigh è spinta al massimo, e per atmosfera la versione originale in studio non le arriva nemmeno alle caviglie. L’equivalente chitarristico di Hansen, collegato al monitor di destra, Henjo Richter, si occupa anche di alcuni passaggi di transizione e intro di chitarra più ostici, così Kai può dedicarsi al canto ancora più a fondo.
Anche nei passaggi costruiti in modo più complesso sembra tutto suonato con una facilità incredibile. È difficile indicare i pezzi che spiccano di più. Se proprio devo, sul primo disco è senza dubbio Armageddon, con una partecipazione eccezionale del pubblico, mentre sul secondo scegliere il picco è ancora più dura. Mi dividerei tra le più elaborate Rising Star/Shine On, The Silence e ovviamente Victim Of Fate. Quest’ultima ti spacca la testa e ti strappa il midollo spinale dal corpo mentre sei ancora vivo. Una scarica a mille all’ora di riffing chitarristico nitrito, di bombardamenti napalm di batteria, piena di svolte selvagge e di voce rabbiosa, che dimostra soltanto una cosa: l’attuale formazione dei Gamma Ray ha molto più in comune con il primo disco degli Helloween che gli Helloween di oggi.
I Gamma Ray sono una band che, a contatto col pubblico, riesce a far rivivere in modo convincente qualcosa di molto vicino alla magia da palco e all’elettricità metallica degli onnipotenti Judas Priest (le registrazioni live dal periodo di “Painkiller” fino a oggi), e non è roba da poco! È difficile trovare una band che bruci con le palle che hanno ancora oggi i Judas Priest. Questo conferma l’eccezionale qualità del gamma-irraggiamento, che funziona senza sbavature, con la massima dedizione e, grazie a una chimica da palco straordinaria, in modo perfetto. Ovviamente uno dei principali colpevoli di questa magia, che non posso assolutamente tralasciare, è il “drive” assassino della sezione ritmica. Penso all’inarrestabile rullare della doppia cassa di Zimmermann! Il lavoro rinforzato della batteria, con la grossa linea di basso di Schälchter, sfrutta ogni centimetro di libertà sonora, e dal vivo il suono è così ancora più audace, profondo e pieno. Così crea davvero un’atmosfera nucleare da crollo totale, che ti farà correre la scossa lungo la schiena da non crederci!
Questo è un album dal vivo che ogni vero amante dell’heavy metal semplicemente non può non avere nella sua collezione di CD. È il documento diretto e la vera bibbia di come deve ruggire dal vivo il vero heavy metal. Tra i pezzi che non ho citato ci sono anche i dolcetti, anzi i “bomb-etti” One With The World, Last Before The Storm, Heaven Or Hell, Rich And Famous e Heavy Metal Universe. Che bestia di voce, quasi brutale al punto giusto, che voltaggio di siluramenti della doppia cassa, e che precisione e sincronia nel pizzicare delle due chitarre sopra i riff, che coi Gamma Ray proprio non possiamo farci mancare! La performance della band irradia amore sincero per la musica e “Skeletons In The Closet” è un album lontanissimo dall’essere frutto di ambizioni di profitto. Un vero headbanger non può desiderare di più!
Formazione
Kai Hansen – chitarra & voce
Henjo Richter – chitarre & tastiere
Dirk Schlächter – basso
Daniel Zimmermann – batteria
Tracklist
CD 1:
1.Welcome (01:06)
2.Gardens Of The Sinner (05:48)
3.Rich And Famous (05:13)
4.All Of The Damned (05:00)
5.No Return (04:13)
6.Armageddon (09:24)
7.Heavy Metal Universe (07:43)
8.One With The World (04:51)
9.Dan’s Solo (05:21)
CD 2:
1.Razorblade Sigh (04:59)
2.Heart Of The Unicorn (04:42)
3.Last Before The Storm (04:38)
4.Victim Of Fate (07:00)
5.Rising star/Shine On (07:53)
6.The Silence (06:43)
7.Heaven Or Hell (04:17)
8.Guardians Of Mankind (05:22)
9.New World Order (08:23)