Powerplant

0 7

Autore: Aleš Podbrežnik

Artista: Gamma Ray
Etichetta: Noise Records
Uscita: year
Voto: 5/5

Ci siamo. Quando in un disco si incastra tutto ciò che può incastrarsi. Dieci in pagella. Se “Somewhere Out In Space” era stato un fantastico predecessore, che trasudava chimica tra i membri della band, “Powerplant” si spinge ancora oltre. Produzione migliorata, Kai canta ancora meglio, la musica abbinata alla poesia è ancora più compatta e impressionante. Insomma, l’impressione generale che lascia il disco è ancora più forte di quella del predecessore. Senza mezzi termini, si merita un superlativo: “capolavoro”.

Perché è più forte del predecessore? Prima di tutto, la voce di Kai. Timbro particolare, modo di cantare particolare, stavolta più variegato che mai. Pieno di tristezza, disperazione, dolore e rabbia. Varietà del canto? Ascolta solo “Heavy Metal Universe”, “Send Me A Sign” o “Short As Hell”. E con che slancio annuncia “Armaggedon”. Il pezzo è di sicuro la creazione più affascinante del disco e contiene tutte le virtù dei Gamma Ray, oltre alla migliore versione possibile dell’equilibrio musicale che la band sviluppa. Cioè le tipiche stoccate tra il riffing di base delle chitarre, le tipiche linee di backing vocals stratificate e le tastiere impressionanti raggiungono, insieme a un continuo e armonioso cambio di ritmi e melodie, un’atmosfera altamente ambientale che resta in equilibrio dall’inizio alla fine. Kai porta il ghiaccio nella musica con la sua voce. Immagina che anche l’inferno possa gelare. La melodia musicale perfetta e il freddo glaciale del canto di Hansen insieme. La poesia prende vita. La poesia del giorno del giudizio, del giorno dell’illuminazione, in cui ci si accorge che ci aspetta la fine di una vita nella menzogna, nella paura e in una smisurata malvagità, che si riflette nella follia finale dei terrestri e porta all’inevitabile armageddon.

“Anywhere In The Galaxy” è l’incarnazione di questa perfezione e un vero opener da headbanging. Seguono due pezzi malinconici di medio tempo, “Razorblade Sigh” e “Send Me A Sign”. Una combinazione fantastica di tastiere, riffing a tratti rilassato (e lo intendo in senso positivo, visto che per il resto nel disco non c’è praticamente un punto in cui non si punzecchi qualcosa) e, naturalmente, quel senso di malinconia diffuso che lasciano dietro di sé. “Sad Wings Of Destiny” con la melodia russa nel ritornello, l’infuriata “Gardens Of The Sinner” o la cover perfetta di un pezzo delle leggende tecno Pet Shop Boys (“It’s A Sin”). Tutto questo racconta “Powerplant” come un puzzle costantemente dinamico e vario su tutta la linea. Insomma, i Gamma Ray, con quella riconoscibilità musicale perfetta che portano addosso come band, dopo appena due anni hanno superato le aspettative.

Formazione

Kai Hansen – voce, chitarra
Henjo Richter – chitarra, tastiere
Dirk Schlächter – basso
Dan Zimmermann – batteria

Produzione

Kai Hansen & Dirk Schlächter

Tracklist

1. Anywhere In The Galaxy (6:35)
2. Razorblade Sigh (5:00)
3. Send Me A Sign (4:05)
4. Strangers In The Night (6:04)
5. Gardens Of The Sinner (5:55)
6. Short As Hell (3:55)
7. It’s A Sin (4:57)
8. Heavy Metal Universe (5:23)
9. Wings Of Destiny (6:24)
10. Hand Of Fate (6:07)
11. Armageddon (8:44)

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