Snow

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Artista: Spock's Beard
Etichetta: Inside Out Records
Uscita: 2002
Voto: 4/5

Il primo concept album della band ha la classica “fissa” dei prog, che ci ricorda ancora una volta che non è mai nato l’eroe capace di inventare un supporto sonoro abbastanza capiente da contenere tutto ciò che gruppi così vogliono servirci dritto nelle orecchie. Per questo i ragazzi sono andati “a tutta”, hanno registrato un doppio disco e con quello quasi due ore di marmellata mista di prima qualità, e per giunta hanno sfornato la “cosa” come triplo CD, che oltre a un brano mai pubblicato contiene un mucchio di demo di studio grezzi, che ti fanno vivere dal vivo la nascita del disco.

Il concept racconta di un ragazzo albino che chiamano Snow. Nel suo percorso di crescita personale si trova davanti una società che fatica a tollerare, o non tollera proprio, chi si discosta dalle “regole” inventate che i “normali” seguono. Il ragazzo però scopre dentro di sé la capacità di vedere dentro le persone e trova così il suo salvagente nell’aiutare individui patetici e con la testa fusa, insegnando loro ad amare sé stessi e gli altri. Ma che diavolo, ecco che gli viene incontro la ragazza dei suoi sogni. Lui si apre con lei, ma lei lo sbatte giù dal cielo dritto per terra, dicendogli senza mezzi termini che se ne frega di lui. Lì capisce di non essere l’onnipotente “soulhealer” che si era autoproclamato. Beh, e gli americani non sarebbero americani se non drammatizzassero tutto fino al punto di ebollizione e alla fine non trovassero una luce in fondo al baratro, così la storia può chiudersi col lieto fine. Un aborto da sceneggiatori, tutto zuccheroso.

Alla storia sono cucite su misura le canzoni, che N. Morse canta con grande trasporto. Per lo più con una voce particolarmente “ossuta e secca”, a tratti proprio “rotta”. Nelle parti calme la adatta con abilità alla situazione e canta a volte quasi in modo narrativo. Negli scatti più scatenati, come la groovosa “Devil’s Got My Throat” o la geniale “I’m The Guy”, impazzisce con una voce roca alla Lennon. Suo fratello Alan ama un sacco imbracciare il flanger. Un tipo dalla presa salda e con un senso eccezionale per incastrare i propri ghirigori nella musica degli Spock’s Beard. Un altro di quelli che proprio non si lasciano incasellare. Le idee gli scorrono attraverso. Gli Spock’s Beard sono dei veri fusionisti prog. Dalle finte bluesy (l’intro di “Stranger In A Strange Land”) agli attacchi funky e groovosi in “Open The Gates Part II”, “Freak Boy” o “Welcome To NYC”. Le parti da ballata e quelle più tranquille si fondono in modo splendido con quelle più saltellanti e avvolgono la storia in un vero dramma, che raggiunge il culmine nella grandiosa “I’m Dying” con un pre-ritornello cupo. Aaaaa vivo, maledettamente vivo! Produzione compresa, che è super. Qui tutto è bilanciato, nessuno strumento sovrasta gli altri in nessun punto! Poco meno di un album “live”.

Il tocco finale l’hanno messo con improvvise sparate di fiati vari (“4th Of July” o la sballata “Snow’s Night Out”, che porta addirittura una leggera brezza di disco anni settanta) e con gli archi, in un arrangiamento perfetto, hanno aggiunto un orizzonte in più. Le tastiere picchiano in “doppio”. Neil si occupa del pianoforte classico (anche qualche scatto jazzy si trova, per esempio in “Reflection”), mentre Ryo (soprattutto nel suo assolo) nei passaggi, per il suono dell’organo hammond, o nelle sue avventure psichedeliche, ricorda K. Emerson; Ryo preme sull’organo in modo grandioso, specialmente in “All Is Vanity”.

Una spontaneità totale nel suonare, in cui i ragazzi si abbandonano al loro “feeling grezzo”, che prevale sempre sulla loro scafatezza tecnica.Brillante fusione musicale!

Formazione

Neal Morse – voce solista, piano, tutti i synth, chitarra acustica Ryo Okumoto – organo Hammond, mellotron
Dave Meros – basso, cori
Alan Morse – chitarra elettrica, cori
Nick D’Virgilio – batteria, percussioni, cori, voce solista su “Carie”

MUSICISTI OSPITI:
Chris Carmichael – violino, viola, violoncello
Jim Hoke – sassofono, clarinetto, arpa
Neil Rosengarden – trombone, tromba
Molly Pasutti – cori su ‘Open the gates part 2′

Produzione

Neal Morse & Spock’s Beard

Tracklist

CD 1.:
1. Made Alive / Overture (5:32)
2. Stranger In A Strange Land (4:29)
3. Long Time Suffering (6:04)
4. Welcome To NYC (3:33)
5. Love Beyond Words (3:24)
6. The 39th Street Blues (I’m Sick) (4:06)
7. Devil’s Got My Throat (7:17)
8. Open Wide The Flood Gates (6:14)
9. Open The Gates Part 2 (3:03)
10. Solitary Soul (7:34)
11. Wind At My Back (5:12)

CD 2.:
1. 2nd Overture (3:47)
2. 4th Of July (3:11)
3. I’m The Guy (4:48)
4. Reflection (2:49)
5. Carie (3:05)
6. Looking For Answers (5:16)
7. Freak Boy (2:12)
8. All Is Vanity (4:36)
9. I’m Dying (5:09)
10. Freak Boy Part 2 (3:01)
11. Devil’s Got My Throat Revisited (1:55)
12. Snow’s Night Out (2:05)
13. Ladies And Gentleman Mr. Ryo Okumoto On The Keyboards (2:40)
14. I Will Go (5:09)
15. Made Alive / Wind At My (8:28)

Durata album: 114:43

CD 3. – CD BONUS INCLUSO NELL’EDIZIONE SPECIALE:
1. Southside Of The Sky (9:11)
2. Good Don’t Last / Open Wide The Flood Gates (live acoustic) (11:26)
3. Working On The Devil / Fiddly / Disco (4:41)
4. Looking For Answers (live acoustic) (4:59)
5. Stranger In A Strange Land Demo (2:34)
6. 4 o’Clock (0:24)
7. Working On Ryo’s Solo (7:42)
8. Lost Bass Solo Demo (2:01)
9. The Light (live acoustic) (6:08)
10. Working On I Will Go (2:10)

Durata CD BONUS: 51:19

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