Sogni lucidi all’Orto bar (2013)
Autore: Aleš Podbrežnik
Foto: Aleš Podbrežnik
Luogo: Lubiana / Orto bar / Slovenia
Data del concerto: 08.03.2013
Numero di spettatori: 170
Prezzo del biglietto: 0,00€ (ingresso libero)
Quasi esattamente un anno dopo l’uscita del debutto in studio »Lucidream« – la recensione di RockLine la trovi QUI e poco più di 4 anni e tre mesi dopo l’ultimo concerto, gli alternativi post punk / synth pop di Domžale World::Within sono tornati sul palco. La prima, rarissima occasione di beccare la band dal vivo, testarne la forma e lo stato degli effetti chimici ci è piovuta quindi dritta in grembo. Chi conosce il debutto »Lucidream« sa che i World::Within sono un salto di qualità per la scena musicale slovena, e chi non li aveva ancora visti sul palco e di curiosità ne ha da vendere non ha esitato, quella sera, ad andare a verificare se la band è in grado di ricreare dal vivo anche quello che offre il disco.
Come »apripista« i World::Within hanno scelto gli Imset, giovani alternativi pomp e melodici, anche loro dalle parti di Domžale, con cui in un modo o nell’altro sono amici. Il quintetto di cinque giovani tosti ha fatto sicuramente una gran bella figura sul piano dell’esecuzione, il che, per una carriera così breve, è la prova di una bella dose di grinta e voglia di farsi valere. I ragazzi amano avere le cose in ordine e sotto controllo in casa propria. Hanno servito un »groove« massiccio e ricercato, basato su riff di entrambe le chitarre raddoppiati e corposi, con la parte sinfonica affidata alla cosmesi dei sintetizzatori e la voce puntata sulle tonalità medio-melodiche. Anche se è ancora un po’ »da ragazzino« e ha bisogno di qualche anno di maturazione per inseguire la virilità, che insieme alla parte strumentale gravita verso quella formula che i Siddharta hanno venduto agli sloveni un’eternità fa. Niente di nuovo, insomma. In tutti i pezzi originali che la formazione ha sparato sul palco quella sera si sente l’ossessione di seguire gli schemi musicali tracciati dai Siddharta con gli album »Rh minus« e »Nord«. Melodico, cantabile e di sicuro accattivante per chi non se ne fa un problema. Fin dove arriverà la band, in questa fase, dipende dalle conoscenze giuste. Dalla loro hanno un bell’aspetto e un’carica contagiosa, sostenuta da tanta disinvoltura sul palco, voglia e sicurezza. La formazione è decisa e a fuoco, anche se »sforna cliché« che per gli »ascoltatori illuminati« valgono meno della neve dell’anno scorso. Però, vabbè. I ragazzi sono cresciuti a suon di hit di band di casa come i Siddharta e (evidentemente) anche i Big Foot Mama, ma sarebbe bello se iniziassero a girare la manopola delle frequenze radio un po’ più a sinistra o a destra e ad ascoltare anche qualcos’altro oltre alle band rock mainstream slovene. O, per cominciare, almeno a ricordare qualcos’altro. Buona fortuna.
A differenza dei loro predecessori, sul piano dell’avventurismo musicale genuino i World::Within sul palco hanno portato un’esperienza completamente diversa. In una buona tre quarti d’ora hanno suonato tutto l’album »Lucidream« e offerto uno show eccellente. Un equilibrio ottimo tra riff di chitarra ciccioni in accordatura bassa e la retorica delle figure sonore dei sintetizzatori anni Ottanta porta sulla scena una band che è un’assoluta mosca bianca in Slovenia. Se ci aggiungi la voce virile, sicura e autoritaria di Jan Jenko, sostenuta sul palco da una performance curata e sentita fino in fondo, l’esperienza del concerto dei World::Within lascia addosso la piena tangibilità della sostanza musicale.
La formazione, che è salita sul palco di nuovo tutta insieme per la prima volta dopo ben quattro anni, passa per perfezionista della musica e del suono. Se giochi con pattern programmati e campioni ritmici aggiuntivi con cui equipaggi il motore base della batteria, serve una precisione straordinaria e un affiatamento totale tra tutti gli attori sul palco. L’uso di metronomi e monitor in-ear non stupisce quindi affatto. La pletora di pedali effetti sul pavimento del palco conferma che alla band piace semplicemente sperimentare con il suono, ma che allo stesso tempo si danna a limare i dettagli sonori.
Il concerto, sostenuto da un’illuminazione di scena extra, che probabilmente la band si è portata da sé, ha convinto su tutta la linea. Visto che la musica dei World::Within si regge su una premessa onirica e cerebrale, capace di sparare l’ascoltatore più ricettivo in un universo parallelo di »space psichedelia«, e visto che la band è riuscita a ricreare quella sensazione sul palco, il suo concerto è volato via in un battito di ciglia.
Ha fatto la sua parte anche l’Orto bar stipato, che ha raccolto sotto il suo tetto sicuramente poco meno di 200 teste calde. Lasciamo da parte il fatto che l’ingresso fosse libero. Quella sera l’Orto bar è diventato presto troppo stretto, perché a riempirlo sono stati i sostenitori della band, soprattutto dalle parti di Domžale, che si sono abbandonati liberamente ai piaceri musicali dei loro amici sul palco. Speriamo che i World::Within non si fermino qui, che continuino la promozione del debutto, che avrebbe dovuto partire a pieno ritmo già un anno fa, e che si mettano al più presto al lavoro sul suo successore. Parliamo di una band che pesca l’ispirazione dalle formazioni post punk degli anni Ottanta e sostiene in modo contagioso il suo sound con »esoterismo elettro synth«, sviluppando allo stesso tempo una storia musicale del tutto personale. La missione all’Orto bar, insomma, è riuscita a dosaggio pieno.
Scaletta
1. Intro
2. Nevermind
3. Mind Scar
4. A Void
5. Worldwithin
6. Sin
7. Repulsive Desire
8. Balsamsour
9. Dis Ease
10. Other Me
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