Sonic Motion
Autore: Aleš Podbrežnik
Artista: Matkovič, Igor
Etichetta: Celinka
Uscita: 2012
Durata: 57:31
Voto: 4/5
Volto noto del conservatorio musicale di Lubiana, professore di tromba, compositore, arrangiatore, pianista e, prima di tutto, trombettista: Igor Matkovič è uno che per la sua età ha un bel po’ da raccontare. Come trombettista, tastierista o produttore ha già partecipato a più di 30 album di artisti diversi, tra pop e jazz, e il suo nome se l’è costruito e continua a rafforzarlo con esibizioni nei festival jazz più riconoscibili, sia in patria che all’estero.
»Sonic Motion« è in pratica il naturale successore dell’album “Motion In Two Dimensions” (2010) e il passo avanti nella collaborazione di Igor Matkovič con il tastierista Marko Crnčec. Se »Motion in Two Dimensions«, album di riletture di jazz standard celebri, era stato il punto di conoscenza reciproca e di taratura, i due musicisti hanno presto superato quella cornice e si sono dati una nuova sfida. Così, dopo l’arrivo del batterista Vladimir Kostadinovič e del bassista Robert Jukič, è nato il quartetto Sonic Motion, che ha presentato la sua musica per la prima volta già all’inizio del 2011. I legami tra i musicisti si sono trasformati in un vero e proprio ingranaggio motore, e quindi, con una squadra così compatta come quella che emerge da »Sonic Motion«, la realizzazione dell’album è stata praticamente una conseguenza logica.
Il quartetto è, alla base, impostato in modo classicamente jazz. E la scuola jazz tradizionale non la nasconde a ogni passo di »Sonic Motion«. Matkovič però ha arricchito questa struttura elementare con la sua – tutta personale – acutezza di idee, che insieme agli altri tre è culminata nella succosità di un discorso condensato di pura scuola jazz, vivacizzato a ogni passo dalla dinamica con cui si susseguono i motivi guida, e in particolare dal variopinto intreccio di improvvisazioni soniche, che mettono in cima alle priorità del gioco l’espressione della singola emozione.
I brani dell’album sono stati registrati in appena due tentativi. Per intero. Quindi il disco porta con sé una calda e spiccata impronta organica nella produzione sonora. In pratica funziona come un organismo da concerto vivo. Suonato in studio. E l’esecuzione è, di fatto, irripetibile, unica. È uno di quegli incanti che solo il jazz conosce. Quanto più la sezione ritmica ha quel suono classico, di vecchia scuola, radicato nella tradizione jazzistica, cosa che vale soprattutto per la risposta della batteria, tanto più Matkovič e Crnčec ogni tanto si allontanano da quelle impalcature. L’interazione del quartetto funziona come un riuscito completarsi di elementi che al »primo ascolto« sembrano ben conosciuti ma, nonostante questo, ancora inesplorati, e per questo l’ascoltatore è preso da una curiosità che lo guida, riconoscente, dal primo all’ultimo secondo di questo lavoro.
»Sonic Motion« non è un boccone facile, anzi, è un album che cresce lentamente, e per questo chiede dedizione totale a chi lo consuma. Ci si affezionerà in fretta soprattutto i buongustai più raffinati e esigenti, e gli appassionati di avventure jazzistiche scopriranno subito che si tratta di un risultato eccellente, che per qualità può misurarsi senza problemi con i lavori di artisti riconosciuti della scena jazz mondiale. Matkovič è un musicista ambizioso, e infatti ha caricato l’album di un’enorme quantità di messaggio, che scintilla in combinazioni spesso complesse tra le idee guida e vertiginose deviazioni dell’improvvisazione jazz. La sua »piccola scuola« di tromba, in dialogo con le tastiere, crea la maggior parte della sfida progressiva, dell’imprevedibilità e, soprattutto, di quel tocco autentico di spontaneità. Lo mette subito in chiaro l’opener State Of Mind, dove il linguaggio dell’assolo di tromba può essere furioso, irritabile, indomito e un attimo dopo trattenuto, sereno e timido. Il momento intimo e morbido lo sottolinea Intuition, dove gli assoli di Matkovič veleggiano sopra un motivo di tastiere ripetuto ma ben definito e altero, mentre il trombettista in certi punti dell’assolo si defila e di fatto provoca infilando forme »tra le forme« – queste evocano uno sguardo assorto, a tratti una sensazione di assenza mentale, standard che tanto tempo fa il rivoluzionario Miles Davis introdusse nel jazz. Un tocco simile di questo modo di suonare lo offre la tromba anche in Doors To Open, la penultima. Momenti come Sonic Space e, a metà album, Approaching Chaos, con le loro sporadiche impro-escalation rafforzano il »Davis-ismo« e allo stesso tempo mostrano un lato più sperimentale e provocatorio, che speriamo i prossimi album di Igor Matkovič ereditino il più possibile. Momenti così aggiungono una nota speciale, che negli ascoltatori più esigenti accende la voglia di esplorare e di scovare il senso di questi ingredienti musicali, e intanto emozionano in positivo e stuzzicano con un’ulteriore esposizione dell’imprevisto. Quest’ultima qualità approfondisce anche il carattere riconoscibile dell’originalità dell’autore.
»Sonic Motion« è un ottimo album jazz, segnato da una dinamica straordinaria nello sviluppo dei brani e da un’espressività carnale, piena di emozioni, nel linguaggio della tromba. Con la sua vivacità e una bella dose di stuzzicante spirito sperimentale, Igor Matkovič si ritaglia sotto il sole della creatività musicale abbastanza spazio per far crescere ancora, in futuro, a partire da queste solide basi di »Sonic Motion«, il suo linguaggio trombettistico personalissimo, dandogli più profondità e un tocco artistico in più. È un album che avrà il giusto riconoscimento per la sua qualità solo quando verrà scoperto all’estero, perché, come detto, può competere subito con i lavori più essenziali e acuti degli artisti oggi più in vista della scena jazz internazionale.
Formazione
Igor Matkovič – tromba, trombone
Marko Črnčec – piano, tastiere
Robert Jukič – contrabbasso
Vladimir Kostadinovič – batteria
Produzione
Igor Matkovič
Tracklist
1. State Of Mind
2. Sonic Space
3. Intuition
4. On the Edge
5. Blue Flow
6. Approaching Chaus
7. Inner Voice
8. Mood Channel
9. Doors To Open
10. Keep It There