Spettacolo antico con Kylie

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Luogo: Olympiahalle / Monaco di Baviera / Germania
Data del concerto: 04.03.2011
Numero di spettatori: 9000
Prezzo del biglietto: 80.60 €

Nel sabato di Carnevale la ‘spedizione del drago mitologico’ (leggi: i 30 passeggeri dell’autobus dell’agenzia di concerti Koncerti.net) è partita per un pellegrinaggio pop, per assistere alla storia mitologica della dea Afrodite con Kylie Minogue nel ruolo da protagonista. Ci siamo ritrovati nella celebre mecca della musica che è la Olympiahalle München, dove sono già andati in scena un sacco di concerti eccellenti e di grande risonanza. Il bel tempo ci ha accompagnati per tutto il viaggio e già prima delle quattro del pomeriggio eravamo arrivati nell’Olimpijski park, dove una folla di gente del posto e turisti si faceva baciare dai primi raggi di sole primaverili con un caffè o un bicchiere di birra in mano. Di tempo prima del concerto ne avevamo più che abbastanza, quindi da veri aspiranti musicofili ci siamo andati a vedere il mini museo rock sulla famosa torre olimpica. Tra le altre cose c’è in mostra un’intera collezione di biglietti dei concerti tenuti in questo posto, e tra i pezzi esposti si trovano per esempio una chitarra dei Metallica, la famosa ‘ascia’ di Gene Simmons o il celebre pianoforte a specchi della popstar inglese Elton John, che, tra l’altro, quest’anno si esibirà anche da noi.
Il palazzetto si è riempito sulle note del gruppo spalla, la cantante pop tedesca Frida Gold, che fa una musica simile a quella della star della serata, Kylie Minogue. Ha sciorinato il suo repertorio di un’ora, che però non ci ha scaldati granché. In qualche modo è passato tutto senza che ce ne accorgessimo, né con gli occhi né con le orecchie.
 
Puntuale all’ora annunciata – alle 21.00 – si comincia sul serio. Sulle note di Aphrodite, dall’ultimo album omonimo, assistiamo alla rinascita della dea della bellezza e dell’amore, Afrodite. Su uno sfondo affascinante di tempio greco, con video wall ingegnosi e effetti di luce eccezionali, Afrodite emerge dalla spuma del mare dentro una conchiglia dorata aperta. Su Illusion Kylie compare in sella al mitologico cavallo alato Pegaso, che la porta sopra le teste dei suoi fan più sfegatati, che se la godevano nel cosiddetto ‘splash ring’ dentro la struttura del palco. Poi, sulle note di uno dei suoi più grandi successi, I Believe in You, Kylie viene portata su un carro da guerra greco attraverso tutta la struttura scenica.
Il blocco di brani successivo è dedicato a un tuffo nel passato, ai tempi degli album Light Years e Fever, da cui è stato inserito in scaletta il successo Spinning Around. Vestita nello stile del musical allora popolarissimo Moulin Rouge!, Kylie canta anche Get Outta My Way e What Do I Have to Do. Il pubblico, finora piuttosto freddo, finalmente si scioglie e si scalda piano piano.
Molto interessante e ben riuscita l’esecuzione del successo dall’album Body Language – Slow. L’arrangiamento è jazz in stile anni Cinquanta, e Kylie si solleva sopra il palco principale su un disco girevole inclinato. Con mia grande gioia segue Confide in Me, che per me è di gran lunga il suo pezzo più bello tra tutti quelli che abbia mai registrato. Anche dal vivo Kylie la porta a casa con sicurezza, con un’ottima coreografia e effetti grandiosi.
Dopo i successi Can’t Get You Out of My Head e In My Arms lo spettacolo lascia di nuovo il passato musicale e torna al presente dell’antica Grecia, alla ricerca degli angeli, cosa che Looking For an Angel illustra alla perfezione. Dalla nebbia sale al cielo l’angelo cercato da tanto, e su Closer Kylie vola in cielo con lui. Nella ‘parte angelica’ del concerto si inserisce molto bene anche la cover del brano del duo Eurythmics Must Be Talking To an Angel.
L’unica ballad con cui Kylie ci serve è If You Don’t Love Me, che ci permette di tirare un po’ il fiato e di calmare i battiti del cuore. Allo stesso tempo ci prepara al gran finale della serata, che si apre con il successo Better the Devil You Know. SexKylie in shorts bollenti e una magliettina parecchio scollata con piume sulle spalle è accompagnata da ballerini vestiti da carnevale, che portano la festa al culmine. Segue ancora un breve scambio con il pubblico e Put Your Hands Up. La platea finalmente e definitivamente si scatena e comincia a godersi la musica, mentre le tribune restano timidamente composte. Tranne noi, qualcuno sparso qua e là, ovviamente, che da un bel pezzo non riuscivamo più a stare seduti (faccio l’occhiolino al testo di Get Outta My Way), e che ci eravamo lasciati andare a ritmo e balli già molto prima.
Per chiudere ci vengono regalate ancora On the Night Like This e All the Lovers, con cui si conclude tutto lo spettacolo. Ed ecco anche la delusione. Non so perché, ma gli effetti d’acqua e i giochi d’acqua, tanto pubblicizzati prima dell’inizio del tour e realizzati anche nei primi concerti, purtroppo non li abbiamo visti.
Quanto sia rognoso scaldare il pubblico tedesco, esigente com’è, l’ha sperimentato anche Kylie, come tanti altri prima di lei. Un repertorio solido di successi abbastanza noti e amati, che ha cantato e interpretato in modo molto corretto e sicuro, ha faticato a svegliare un pubblico più o meno assopito, soprattutto sulle tribune. Kylie ha dato tutto quello che era in grado di dare in quel momento (e non era poco!), suono, arrangiamenti, impianto audio, produzione, tutto eseguito con eccellenza. Forse le servirebbero solo ballerini un po’ più energici, con una coreografia un po’ più viva, perché a tratti si perdevano e più che numeri di danza facevano da semplice pezzo di scenografia. Metteva tristezza anche la vista di una bella fetta di tribune vuote: il concerto era infatti pieno solo al 70 % circa. Un grosso punto nero va invece alla produzione. Secondo i dati l’intero spettacolo vale 25 milioni di dollari e bisogna ammettere che l’idea e il modo di realizzarla sono geniali. Il palco con tutti gli effetti di luce e non solo era davvero qualcosa di speciale, mai visto. Ma se hanno scelto un concetto del genere, non dovevano assolutamente permettersi una topica come l’assenza degli effetti d’acqua. Non che proprio la scenografia d’acqua fosse la cosa per cui valesse la pena farsi 400 km, ma era un elemento abbastanza importante nella storia complessiva da lasciare una sensazione di mancanza e quindi anche di essere stati un po’ defraudati.
Nel complesso, però, lo spettacolo lo definirei ottimo. Ottimo nello stile del pop, dove non basta la sola musica, ma conta il pacchetto intero, in cui musica, effetti visivi e coreografia devono incastrarsi a vicenda. In questo Kylie è ancora una maestra: mette in piedi uno spettacolo bello, sfarzoso e unico, pieno di tutto, e intanto sta attenta a non scivolare nel kitsch nonostante l’abbondanza.

Scaletta

01.Aphrodite
02.The One
03.Wow
04.Illusion
05.I Believe in You
06.Cupid Boy
07.Spinning Around
08.Get Outta My Way
09.What Do I Have to Do?
10.Everything is Beautiful
11.Slow
12.Confide in Me
13.Can’t Get You Out of My Head
14.In My Arms
15.Looking For an Angel
16.Closer
17.There Must Be an Angel
18.Love at First Sight/Can’t Beat the Feeling
19.If You Don’t Love Me
20.Better the Devil You Know
21.Put Your Hands Up (If You Feel Love)
22.On a Night Like This
23.All the Lovers

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