Starbreaker : Dysphoria

0 228

Etichetta: Frontiers Music Srl.
Data di uscita: 25.01.2019
Produzione: Magnus Karlsson
Durata dell’album: 47.19
Genere: AOR / Melodic Rock


Starbreaker è un progetto dietro cui ci sono l’ex cantante dei TNT Tony Harnell e lo svedese Magnus Karlsson, prodigio e legionario musicale a tuttotondo, rodato su ogni fronte. Nel 2005 e nel 2008 il duo ha pubblicato due album in studio, per poi sparire pian piano dalla scena. In particolare l’omonimo album di debutto era famoso per la straordinaria cura dei dettagli e, in generale, per la freschezza del suo sound.

Undici anni tra il predecessore «Love’s Dying Wish» e il nuovo album «Dysphoria» sono un’eternità, e in tutto questo tempo possono cambiare un sacco di cose. Karlsson si è buttato a capofitto nell’attività con la fortezza power metal tedesca Primal Fear, mentre Harnell nel frattempo è tornato e uscito dai TNT a più riprese. Il suo ultimo addio ai TNT è definitivo, e così il duo Starbreaker ha ritrovato abbastanza tempo per far ripartire le energie creative, che hanno portato alla nascita del nuovo album.

Qualche tempo fa Magnus ha pubblicato due album solisti con il marchio FreeFall, poi è uscito anche l’album del progetto The Ferrymen, a cui hanno partecipato anche lo straordinario Ronnie Romero (voce) e un batterista un po’ dimenticato, dal carattere difficile ma di certo magnifico: Mike Terrana. Tutti questi lavori più recenti di Magnus, uno dopo l’altro, si sono ritrovati con una produzione molto più incattivita. Vuol dire che i giri di chitarra sono nettamente in primo piano. Ecco la caratteristica principale che distingue l’approccio di Karlsson, sia negli arrangiamenti che nella produzione, rispetto ai suoi lavori prima dell’ingresso nei Primal Fear. Di certo, però, Karlsson non ha perso il suo incredibile fiuto per costruire composizioni ultra contagiose, che ti ammaliano all’istante con un ritornello melodico, ammaliante, conciliante e appiccicosissimo. Ecco quindi le due basi che definiscono anche il nuovo album «Dysphoria», che è un upgrade totale di entrambi i predecessori in studio del progetto: da una parte una produzione estremamente aggressiva, dominata da un massiccio muro di riff di chitarra, dall’altra una compiutezza musicale a prova di bomba.

Harnell, per la sua età matura, mantiene un’estensione vocale incredibile. Non solo l’altezza, ma anche una potenza fuori dal comune nei registri alti e altissimi, tanto che si avvicina senza fatica anche alla quinta ottava. L’apertura con il brano Pure Evil è particolarmente incattivita, a dimostrazione del fatto che Magnus ha portato in questo pezzo il modo di comporre che usa per i Primal Fear. Il brano ha un tipico riff power metal e suona come il più affilato e intransigente del nuovo album degli Starbreaker: considerate le aspettative, un bel colpo d’apertura per chi ascolta. Più avanti l’album si calma e si assesta su ritmiche a medio tempo, con in primo piano un muro di riff valanghesco e granitico, e con la combinazione, tipica di Magnus, di arrangiamenti di tastiera che ricalcano quelli che Magnus ha regalato agli album in studio dei suoi committenti, da Bob Catley (Magnum) a Tony O’Hora (The Sweet, Praying Mantis), fino a Russell Allen e Jorn Lande (Allen/Lande). Possiamo dire che nel 2019 Starbreaker è la cosa che toglie con gratitudine dall’impasse i fan più accaniti dei TNT, che da anni non ricevono un bel disco da Le Tekrø e soci. Il carattere unico di questo progetto, però, lo dà l’innesto di tutte le virtù compositive che definiscono l’ampiezza e la grandezza musicale di Magnus Karlsson come artista. Un’ottima miscela di entrambe le cose, con un pizzico di scapigliatura alla Primal Fear in apertura, che basta e avanza perché «Dysphoria» interessi sia agli amanti dei TNT e del rock melodico, sia a chi ama il power metal classico a colpi di «tornio».

Nell’arrangiamento si insinuano anche elementi orchestrali, grazie all’incisiva ballata Beautiful One, che a metà disco spezza l’atmosfera e in cui brillano in particolare le virtù della voce inconfondibile di Harnell e la versatilità di Karlsson. Di solito le ballad annoiano, ma questa, al contrario di tante altre generiche, regala uno dei picchi di «Dysphoria». Un vero teatro drammatico, pieno di contagiosità bombastica e di pompa. «Dysphoria» porta il progetto Starbreaker su un livello espressivo e di carattere completamente nuovo. Rinfrescato in modo evidente, sia nella produzione che nel sound. Vista la coerenza e la qualità di questo nuovo lavoro, sarebbe stupendo se prima o poi il progetto prendesse vita sui palchi, con una vera band. Harnell il tempo di certo lo troverebbe, ma purtroppo per il Magnus Karlsson iperimpegnato sarebbe maledettamente dura. Vediamo cosa porterà il futuro; a noi non resta che chiudere queste righe con la conclusione che «Dysphoria» è un prodotto di rock melodico eccezionalmente buono e rifinito, e già adesso uno dei picchi del genere per quest’anno.

Ah, già. Vale la pena ricordare che l’album si chiude in chiave heavy metal, esattamente come comincia. Era solo questione di tempo prima che il progetto Starbreaker facesse una cover dell’omonimo classico dei Judas Priest, tratto dal classico album dei Judas Priest «Sin After Sin» (1977). La versione degli Starbreaker del classico dei Judas Priest regala un finale estremamente audace e appassionato a «Dysphoria», il che significa che, come cover, è un’integrazione quanto mai sensata e un vero «prolungamento» dell’album.

di: Aleš Podbrežnik
voto: 8.5 / 10

Tracklist:
1. Pure Evil
2. Wild Butterflies
3. Last December
4. How Many More Goodbyes
5. Beautiful One
6. Dysphoria
7. My Heart Belongs to You
8. Fire Away
9. Bright Star Blind Me
10. Starbreaker

Formazione:
Tony Harnell – voce
Magnus Karlsson – chitarra, tastiere, cori
Jonni Lightfoot – basso
Anders Köllerfors – batteria

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Questo sito utilizza i cookie per offrire il servizio web, i sistemi pubblicitari e le funzionalità che senza cookie non potremmo fornire. Visitando e utilizzando il sito, accetti l’uso dei cookie. Accetta Leggi tutto

Privacy e cookie