Stay

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Artista: Simply Red
Uscita: 2007

Dove sono finiti i tempi in cui i Simply Red scalavano le classifiche senza fatica con hit come “Money’s Too Tight To Mention”, “If You Don’t Know Me By Know”, “Holding Back The Years” e, più tardi, anche con “Thrill Me” e “Stars”, tra le altre? Col passare degli anni è andato tutto un po’ diluendosi, cosa che capita, per quanto uno si sforzi di tenere indietro gli anni.

Mick Hucknall, nonostante tutto, è sempre lo stesso, e forse il problema sta proprio lì, e i Simply Red sono ancora quello che sono sempre stati: semplicemente rossi. La differenza è che oggi quel rosso è parecchio più sbiadito di una volta, anche se resta comunque più intenso che su certi album precedenti (Life (1995), Blue (1998), Home (2003)).
L’ultimo album in studio, Stay, porta avanti l’atmosfera pop sognante con le immancabili sbrodolate da ballad che si trovano in tutti i dischi della band, ma qui i pezzi hanno un filo più di polso e ci si lascia andare un po’ meno a quella patetica esagerata e spesso inutile. Certo, i Simply Red non hanno inventato niente di nuovo, tranne ciò in cui sono sempre stati più forti: semplici canzoni pop con una melodia ammaliante che si fischiettano già da sole.
A tratti l’album dà l’impressione di sapere che i momenti migliori della band sono ormai alle spalle, ma a differenza di quelli citati sopra non se ne fa più un cruccio. Si sente una certa leggerezza nel canto di Mick, che prima mancava: al suo posto c’era una tensione che faceva di tutto per restare nella piscina dei più popolari, anche a forza. Mick comunque si lamenta un po’ “I drank a lot, spent too much time, gave a lot, screwed up alot. Now good times, you’ve done me wrong…”, in “Good Times Have Done Me Wrong”, mentre in “The Death Of The Cool” sfoga perfino la sua rabbia contro falsi profeti, santi e salvatori che promettono redenzione immediata. Ovviamente la rabbia è rivolta allo stile di vita hollywoodiano, che evidentemente ha deluso parecchio Mick. Il pezzo, nonostante il titolo evocativo che richiama subito quello del primo vero album rivoluzionario di Miles Davis, “The Birth Of The Cool”, con quello non ha nessun legame, se non il nome.

Nel complesso, Stay avrebbe potuto essere sicuramente un po’ più ragionato e rifinito, magari anche un pizzico più innovativo, ma non dimentichiamo che avrebbe potuto essere anche molto, molto peggio!

Formazione

Mick Hucknall: Voce
Ian Kirkham: Tastiere e sassofono
Kenji Suzuki: Chitarra
Dave Clayton: Tastiere
Pete Lewinson: Batteria
Steve Lewinson: Basso
Chris De Margary: Flauto e sassofono
John Johnson: Trombone e percussioni
Kevin Robinson: Tromba e flauto
Sarah Brown: Cori
Dee Johnson: Cori

Produzione

Mick Hucknall e Andy Wright

Tracklist

01. The World And You Tonight
02. So Not Over You
03. Stay
04. They Don’t Know
05. Oh! What A Girl!
06. Good Times Have Done Me Wrong
07. Debris
08. Lady
09. Money TV
10. The Death Of The Cool
11. Little Englander

Durata dell’album: 44:18

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