Operation: Mindcrime
Autore: Aleš Podbrežnik
Artista: Queensrÿche
Etichetta: EMI Records
Uscita: 1988
Voto: 5/5
Alla base dell’album “Operation:Mindcrime” c’è un concept. Un thriller di prima categoria, un concept-thriller sulla strada di un armageddon personale. Racconta di un “junkie” che entra in un’organizzazione clandestina, dove, sotto ipnosi e a colpi di dosi massicce di eroina, riceve ed esegue ordini per far fuori persone corrotte ai vertici della società. Il concept è descritto più nel dettaglio in fondo alla recensione, perché “Operation:Mindcrime”, in tutta la sua magnificenza e grandezza, se lo merita senza dubbio.
Era più che evidente che “Rage for Order” (1986), nonostante le recensioni contrastanti da parte dei critici musicali, a molti dei quali non era andato giù che con quel disco i Queensryche si fossero allontanati nettamente, a livello di stile, dagli elementi dell’heavy metal classico, fosse piaciuto da matti alla band. I ragazzi hanno continuato a costruire su quell’impronta. Per il nuovo album hanno scelto un concept da brividi, che è il riflesso delle loro stesse menti. Il materiale musicale è interamente subordinato al concept!
Questi tizi ci si sono buttati a capofitto, limando l’immagine del concept fino a renderlo, attraverso la messa in musica, così riuscito che sulla sua base si potrebbe girare tranquillamente un film intero. Su tutto l’album aleggia un soffio senza via d’uscita, gelido e logico. Com’è giusto che sia per un horror. Il rintocco dell’ora del giudizio, l’attesa di orrore, violenza, piani malvagi in preparazione, e la sensazione costante di una fuga dalla verità. Tutto questo risucchia letteralmente l’ascoltatore in un abbraccio così profondo che a un certo punto ti ritrovi a guardare con gli occhi del cervello malato di Nikki, la figura centrale del concept. Una follia! Per atmosfera, “Operation: Mindcrime” è pericolosamente vicino a “The Wall” dei Pink Floyd. I pezzi più lunghi, i rocker “pieni” con testa e coda, sono spezzati da brani intermedi più brevi. Il tutto è intriso in modo magistrale di effetti speciali. Sullo sfondo si sentono di continuo notiziari della TV e della radio, e poi porte che sbattono, spari, cori di folla, alzacristalli elettrici dell’auto, vetri che vanno in frantumi, pioggia, dialoghi gelidi tra i protagonisti,…
I Queensryche riescono, grazie all’imprevedibilità e all’ottima dinamica che segnano il disco, a creare in un attimo un’atmosfera drammatica attraverso il dialogo interiore di Nikki con se stesso (I Remember Now…), che di colpo si trasforma nella marcia cupa ma solenne di Anarchy X. Siamo al primo vero rocker con testa e coda, Revolution Calling. Il ritornello da inno risucchia l’ascoltatore senza sforzo. Benvenuti nel grembo della manipolazione totale! Da qui in poi l’album è carico e scorre liscio e leggero nella prima metà, con il picco “metal” in The Mission! Subito dopo arriva il momento art rock più forte del disco! L’epica Suite Sister Mary, quasi 11 minuti. Il momento più tenebroso del disco, dove un sacco di emozioni e stati d’animo, fatti vivere da Tate con il suo canto, ribollono a più non posso. Un fascino particolare, e un salto di livello non solo per questo brano ma per il concept e per l’album nel suo insieme, lo porta la voce di Pamela Moore, che dà vita a Sister Mary. Tanta nostalgia accumulata in un unico punto, nel duetto tra Tate e la Moore, non la trovi facilmente. L’atmosfera da brividi è ulteriormente accentuata dal coro che compare praticamente lungo tutto il brano. Suite Sister Mary è anche il momento più forte del disco, per imprevedibilità, e potenzia in modo eccellente il senso di dramma! Il pezzo ha anche una crescita magistrale di questa atmosfera da brividi nel corso dei minuti, con il culmine proprio sul finale. Il sangue gelato nelle vene si scongela in un attimo con il rocker più duro del disco, The Needle Lies, con un uso AOR delle armonie vocali nel ritornello, che fanno un ottimo contrasto con l’atteggiamento aggressivo del riff e con l’assalto furioso della batteria. Dopo la schizoide Electric Requiem, la parte cupa dell’album, con il culmine in Suite Sister Mary e The Needle Lies, si scioglie di colpo nel beat glam metal di un rocker dal riff aperto nel pre-ritornello di Breaking The Silence e, a seguire, con un approccio simile, in I Don’t Believe In Love. Queste due, insieme alla conclusiva Eyes Of A Stranger, nei ritornelli sono materiale AOR di altissimo livello, con un’esecuzione incredibile della melodia, a cui è incollato un tocco intenso e di prima qualità di malinconia e dramma. Sono i momenti di massima perfezione melodica del disco. La conclusiva Eyes Of A Stranger, in apertura, evoca l’atmosfera del celebre album “The Wall” dei Pink Floyd ed è una specie di equivalente di Comfortably Numb di quell’album dei Pink Floyd. Anche dal punto di vista artistico. Il brano è una perfezione che spicca non solo nel disco ma in tutta la discografia dei Queensryche. Cambi di tema straordinari, l’intensità cresce fino al culmine nel ritornello, il riff è marcato e ne puoi diventare dipendente anche tu. A questo punto mi sto ripetendo da morire, ma l’impeccabile Tate spicca anche in questo pezzo. La magia è completa.
Oltre a tutto questo, i Queensryche hanno confezionato anche un disco dalla produzione impeccabile. Da questo punto di vista l’album respira a pieni polmoni e non potrebbe essere migliore di com’è. Se uno volesse migliorarlo, lo peggiorerebbe e basta. La batteria è un cannone che distrugge, con passaggi dagli echi profondi che a tratti ricordano le mosse di Neil Peart (Rush). Tutti gli strumenti sono nettamente distinti tra loro e insieme costruiscono, in modo magnifico, un suono maestoso e unico, che ha solo “Operation: Mindcrime”, un album dal tocco fuori dal comune. Riff ingegnosi e ben fatti, sullo sfondo arrangiamenti orchestrali che tengono alta la tensione drammatica, un’altra dimostrazione impeccabile della voce di Tate lungo tutto il disco, che ancora una volta prova che si tratta di uno dei più grandi cantanti del rock! Un basso grosso e corposo che squarcia l’aria. Un album di dinamica straordinaria, con la magia catturata di una chimica di lavoro tra ragazzi che in studio respiravano all’unisono per la stessa causa!
Sì. È proprio quel disco che risponde alla domanda sul perché ci sono (solo) delle band e perché ci sono le grandi band. Le grandi band hanno nella carriera un grande album, un disco che di solito è importante nella storia del rock, una specie di precursore, di annunciatore del nuovo, un fattore che cambia il corso dell’evoluzione della musica rock. Di solito un album così non arriva subito all’inizio, ma attraverso la maturazione del gruppo. Ed è proprio “Operation: Mindcrime”, e con lui i Queensryche sono una grande band. È un monumento del rock e uno dei documenti musicali più importanti mai capitati su questo pianeta. Nonostante questo album non c’entri niente con la parola metal progressivo, ha indicato la direzione dello sviluppo dell’heavy metal nel futuro. “Operation: Mindcrime” è progressivo nel senso più puro del termine. Soprattutto per concept, poesia e per quella riconoscibilità unica e irripetibile che i Queensryche sono riusciti a sviluppare a questo punto della loro evoluzione. Per l’incomparabile. Così posso definirlo di nuovo un album art rock. Altro non mi azzardo a dire. Il suono Queensryche e un rock che trovi solo qui! L’irripetibile fascino dell’arte alta e dell’intelligenza!
“Operation: Mindcrime” ha dimostrato che anche il rock da classifica può possedere “intelletto”. Insomma, “metal con l’intelletto”. Perché metal? “The Warning” è un disco metal e i metallari, dopo quello, hanno preso i Queensryche come i più loro! Anche in seguito i Queensryche hanno incassato, come se niente fosse, i loro riff divini, che hanno sempre convinto in un attimo gli amanti dei suoni pesanti. Ed ecco che dopo “Operation: Mindcrime” una valanga di band si è ispirata artisticamente a lui, tra cui per esempio anche Dream Theater o Shadow Gallery. È un caso di combinazione ideale tra concept e musica. Per dare vita a un concept attraverso la musica, devi saperti sottomettere a esso. Vale anche per la necessità di adattarsi su più livelli. E la musica di “Operation: Mindcrime” accompagna in modo del tutto magistrale il concept scelto. “Operation: Mindcrime” lascia l’ascoltatore sotto la forte impressione della realtà, e le sensazioni possono tenerti addosso per qualche ora dopo l’ascolto. È infatti un’opera d’arte senza tempo nella sua forma più bella possibile e un album che merita di stare in ogni programma scolastico e tra i beni obbligatori di base di ogni famiglia.
LA STORIA DELL’ALBUM “OPERATION: MINDCRIME”:
La figura principale del concept è Nikki. La storia comincia in ospedale. Il ragazzo giace in uno stato quasi catatonico, immobile sul letto, la sua memoria non funziona normalmente, e nel campo del ricordo ogni tanto affiorano schegge e frammenti di esperienze del suo passato. Dopo che l’infermiera lo visita e gli regala per la buonanotte un’altra dose concreta di calmanti, Nikki ha all’improvviso un “flashback” in cui si compone in modo sensato il quadro della sequenza di eventi e azioni che ha compiuto e che lo portano nel passato (I Remember Now, Anarchy X)… In questa “illuminazione” torna ai tempi in cui era un eroinomane e, da ribelle contro la società, si unì a un’organizzazione segreta votata alla rivoluzione (Revolution Calling). A capo di questa cricca c’è il demagogo religioso e politico Dr. X, che manipola Nikki con una combinazione di dosi di eroina e ipnosi e lo sfrutta per uccidere. Ogni volta che il Dr. X usa la parola “mindcrime”, Nikki si trasforma in un istante in un burattino obbediente, che esegue ciecamente gli ordini del dottore. Così Nikki accetta qualsiasi incarico di omicidio (Operation: Mindcrime, Speak), per uccidere chiunque si trovi sulla strada del malvagio Dr. X. Succede che Nikki, tramite uno degli alleati del Dr. X, nonché membro di questa organizzazione segreta, il prete corrotto Padre William, conosca suor Mary, che da ragazza facile, un tempo venduta per strada, è diventata suora. Lei offre a Nikki dei favori. Nel concept non è del tutto chiaro se questi favori siano di natura sessuale o se si tratti solo di un sentimento platonico (Spreading The Disease). Ed è così che, con l’amicizia crescente con suor Mary, Nikki comincia a interrogarsi sulla natura di ciò che fa (The Mission). Il Dr. X, che tiene sempre tutto sotto stretto controllo, ovviamente nota anche questo dettaglio importante, nel quale vede in suor Mary una minaccia diretta! Perciò ordina a Nikki di far fuori suor Mary e, già che c’è, anche il prete. Padre William si prende una pallottola in mezzo agli occhi, ma quando Nikki si ritrova davanti a suor Mary per compiere lo stesso atto, cede e non esegue l’ordine del Dr. X (Suite Sister Mary). Insieme a suor Mary decide di lasciare l’organizzazione segreta. Il Dr. X ricorda a Nikki che è un tossicodipendente e che solo il Dr. X può garantirgli le dosi giornaliere per il suo normale funzionamento (The Needle Lies). Dopo lo scontro con il dottore, Nikki torna da Mary e la trova uccisa (Electric Requiem). Non riesce proprio a reggere questa scoperta, e comincia anche a chiedersi se per caso non l’abbia uccisa proprio lui, in stato ipnotico, senza accorgersene. Questo shock lo porta alla follia (Breaking The Silence, I Don’t Believe In Love). Così sulla scena del crimine arriva anche il braccio della legge, che arresta Nikki con il sospetto dell’omicidio di Mary e di conseguenza di tutti gli omicidi che ha commesso per il Dr. X (Waiting For 22). Dato che Nikki si trova mentalmente quasi in stato di catatonia, lo portano in ospedale, dove comincia a ricordare (My Empty Room, Eyes Of A Stranger). Il cerchio è chiuso.
Formazione
Geoff Tate – voce
Chris DeGarmo – chitarra, cori
Michael Wilton – chitarra, cori
Eddie Jackson – basso, cori
Scott Rockenfield – batteria, percussioni, tastiere
RUOLI:
Pamela Moore – Sister Mary
Anthony Valentine – Dr. X
Debbie Wheeler – Nurse
Mike Snyder – Anchorman
Scott Mateer – Preacher
The Moronic Monks of Morin Heights – coro
Produzione
Peter Collins
Tracklist
1. I Remember Now (1:17)
2. Anarchy-X (1:27)
3. Revolution Calling (4:42)
4. Operation: Mindcrime (4:43)
5. Speak (3:42)
6. Spreading The Disease (4:07)
7. The Mission (5:46)
8. Suite Sister Mary (10:41)
9. The Needle Lies (3:08)
10. Electric Requiem (1:22)
11. Breaking The Silence (4:34)
12. I Don’t Believe In Love (4:23)
13. Waiting For 22 (1:05)
14. My Empty Room (1:28)
15. Eyes Of A Stranger (6:39)
Durata dell’album: 59:16
BONUS TRACK DELLA RISTAMPA (2003):
16. The Mission* (6:11)
17. My Empty Room* (2:43)
(*)- versioni live
Durata totale: 68:10