Steeleye Span: Please to See the King

0 135

Data di uscita: marzo 1971
Etichetta: B&C Records
Produzione: Sandy Roberton
Durata: 41:39
Genere: folk rock
Voto: 9/10

Dopo l’addio dei coniugi Woods, i pionieri del folk rock inglese Steeleye Span si sono rimessi in piedi con una band nuova di zecca costruita attorno al bassista Ashley Hutchings, alla cantante Maddy Prior e al chitarrista/cantante Tim Hart, più due nuovi innesti, veterani della scena folk: il violinista Peter Knight e il chitarrista Martin Carthy. Hanno rifatto il look al proprio sound e nel 1971 hanno partorito l’album »Please to See the King«. Con l’uscita dell’altra voce femminile, Gay Woods, a dare man alla Prior ai cori ci pensavano Hart e Carthy, e questa è stata la prima grossa svolta sonora rispetto al debutto »Hark! The Village Wait« (1970): »Please to See the King« ora puntava su armonie vocali maschio-femmina. Altra particolarità enorme: niente batteria, proprio zero, e sorprendentemente non ne ha risentito per niente. Gli Steeleye Span erano ormai maestri del melos celtico e anglosassone e fuoriclasse nel costruire arrangiamenti nostalgici, spesso pastorali o sacrali.

Anzi, il loro sound, soprattutto grazie agli arrangiamenti d’archi, si è fatto un po’ più pieno e più elettrico, e lo si sente chiaramente nella nuova versione di »The Blacksmith«, che con gli arrangiamenti nuovi suona tutta un’altra cosa rispetto al debutto. Sul disco dominavano le versioni riarrangiate di canti folk tradizionali, la regola d’oro dell’era del grande tradizionalista Hutchings al timone, prima che cominciassero a scrivere anche pezzi propri. Le doti strumentali di questa incarnazione degli Steeleye Span sbocciano alla grande nel tradizionale saltarello irlandese »Jigs: Bryan O’Lynn/The Hag with the Money«, dove a stare sotto i riflettori sono soprattutto i guizzi scintillanti del violino di Knight.

La ballata tradizionale scozzese »Prince Charlie Stuart« era un’ode all’ultimo pretendente al trono inglese della casata nobiliare scozzese degli Stuart, che nel Settecento era molto amato dalla popolazione scozzese, perché per un breve periodo aveva letteralmente preso a schiaffi gli inglesi, prima che questi riuscissero comunque a batterlo. »False Knight on the Road« era la versione riarrangiata di una tradizionale ninna nanna per bambini. In »Boys of Bedlam«, dove la band si fa ispirare da un manicomio, fanno colpo le ottime armonie vocali maschio-femmina sopra i suoni del banjo e lo sviluppo graduale di melodie intrise di fascino celtico. »The Lark in the Morning« è diventato in un lampo uno degli evergreen degli Steeleye Span. A dimostrare che gli Steeleye Span di allora erano un collettivo ambizioso come pochi ci pensa l’avventura di diciotto minuti »The King«, versione riarrangiata di un canto natalizio tradizionale.

Con »Please to See the King« gli Steeleye Span hanno firmato il loro primo classico folk rock e uno degli album più vari di una carriera ricchissima, dimostrando che per farlo non serviva neanche un batterista. Questo risultato, con cui gli Steeleye Span hanno sfidato sul serio per la prima volta i Fairport Convention per la corona di miglior gruppo folk rock britannico, resta ancora oggi, a ragione, uno dei traguardi più amati dai fan. Per il disco successivo gli Steeleye Span sono riusciti a mantenere la stessa formazione, ma non è durata granché e nuovi cambi di sound erano già dietro l’angolo.

Autore della recensione: Peter Podbrežnik

Tracklist:
1. The Blacksmith
2. Cold Haily, Windy Night
3. Jigs: Bryan O’Lynn / The Hag With The Money
4. Prince Charlie Stuart
5. Boys of Bedlam
6. False Knight On The Road
7. The Lark In The Morning
8. Female Drummer
9. The King
10. Lovely on the Water

Steeleye Span:
Maddy Prior – voce principale, percussioni, tamburello
Ashley Hutchings – basso, cori
Tim Hart – voce principale, chitarra, dulcimer
Peter Knight – violino, mandolino, cori, organo, basso
Martin Carthy – voce principale, chitarra, banjo, organo

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Questo sito utilizza i cookie per offrire il servizio web, i sistemi pubblicitari e le funzionalità che senza cookie non potremmo fornire. Visitando e utilizzando il sito, accetti l’uso dei cookie. Accetta Leggi tutto

Privacy e cookie