Steve Hackett: Under a Mediterranean Sky

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Etichetta: Insideout Music
Data di uscita: 22. 1. 2021
Produzione: Steve Hackett & Roger King
Durata dell’album: 51.15 min
Genere: Progressive Rock
Voto: 9.5/10


Il leggendario chitarrista inglese Steve Hackett, che tanti anni fa ha contribuito a scrivere la storia del progressive rock come membro degli indimenticabili Genesis, a metà marzo 2020 si trovava in tour in Nord America quando gli è arrivata la doccia fredda: tutte le date successive annullate a causa della pandemia di COVID-19. Il rientro a casa, in Inghilterra, è stato così frenetico e stressante che nella fretta Hackett si è scordato di portarsi dietro tutti gli strumenti elettrici e, una volta a casa, si è ritrovato di colpo con solo strumenti acustici a disposizione. Fu allora che gli maturò l’idea di realizzare il suo primo album acustico dopo «Tribute» del 2008. Ha proposto il progetto all’etichetta Inside Out Music chiedendo cosa preferissero per il 2021: un disco acustico o uno rock. I rappresentanti dell’etichetta hanno detto che avrebbero voluto vedere realizzati entrambi i progetti, e anche il signor Hackett è stato più che contento.

Così Steve, insieme al tastierista di lunga data Roger King, si è buttato nella registrazione di un nuovo progetto acustico-orchestrale intitolato «Under a Mediterranean Sky», una dedica ad alcuni luoghi amatissimi dell’area mediterranea e un omaggio a certi compositori di musica classica, come il barocco italiano Domenico Scarlatti. Durante la lavorazione dell’album Steve ha viaggiato con la moglie Jo tra le località mediterranee che gli sono particolarmente care, quelle raccontate nei singoli brani di «Under a Mediterranean Sky», e ha accompagnato il tutto con video promozionali, mentre Roger King nel frattempo sperimentava con impegno con nuovi campioni orchestrali.

Tutte le composizioni dell’album, a parte il dramma barocco «Scarlatti Sonata», che è un riarrangiamento di una sonata classica del già citato Scarlatti, sono firmate da Steve e Roger, mentre i testi sono opera di Jo. In «Casa del Fauno» il flauto è suonato dal fratello di Steve, John, che negli ultimi quindici anni sta a sua volta conquistando il pubblico con album progrock niente male. La maggior parte dei brani si distingue per un’atmosfera nostalgica e romantica, tipica di buona parte della produzione di Steve e della sua tecnica alla chitarra (acustica). L’iniziale «Mdina (The Walled City)», una composizione ambient dal fascino misterioso con cui Steve ci invita a passeggiare per l’omonima città maltese, intreccia alla perfezione la riconoscibile tecnica acustica di Hackett e splendide distese sinfoniche.

«Adriatic Blue» farà impazzire tutti i romanticoni, mentre «Sirocco», dedicata all’omonimo vento mediterraneo, suona come un’elegia dai toni misteriosi con venature di flamenco. «Joie de Vivre», espressione francese molto usata anche nel mondo anglosassone per indicare una vita allegra, spensierata e piena di gioia, offre un’intelligente crescita del clima romantico. «The Memory of Myth», a livello di atmosfera, ricorda un po’ certi momenti acustici dei tempi in cui Steve era ancora nei Genesis. Il seguito ideale della traccia precedente, per stile e ambientazione, è «Casa Del Fauno», un viaggio idealistico e romantico tra i boschi dell’antica Roma popolati da fauni mitologici.

«The Dervish And The Djin», la storia di un derviscio danzante e di un djinn, ha un’atmosfera orientale come da titolo e usa scale pentatoniche ‘arabeggianti’. «Lorato» è un’incarnazione entusiasmante di raffinatezza e bellezza ambient, mentre «Andalusian Heart», in mezzo a una maestosa orchestrazione, piazza alla chitarra acustica elementi di flamenco dosati con intelligenza. «The Call of the Sea» chiude l’album in modo romantico, positivo e quasi idealistico.

L’avventura acustico-orchestrale «Under a Mediterranean Sky», un viaggio musicale nei colori del Mediterraneo, è un balsamo per l’anima di tutti i fan di Hackett, che nell’ultimo decennio sentivano parecchio la mancanza di un album acustico dal maestro della chitarra. Steve è da tempo considerato un maestro della chitarra acustica e un artista con un ricco catalogo di musica a impronta orchestrale, quindi non sorprende affatto che abbia sfornato di nuovo un ottimo album acustico-orchestrale di cui si può parlare solo in termini eccellenti. Entro la fine dell’anno Steve dovrebbe pubblicare anche un album rock, così gli appassionati della sua musica, che soffrono molto l’assenza di nuove date dal vivo, nel 2021 avranno sicuramente un sacco di motivi per essere contenti.

Autore: Peter “Dr. ProgRock” Podbrežnik

Tracklist:
1. Mdina (The Walled City) (8:45)
2. Adriatic Blue (4:51)
3. Sirocco (5:13)
4. Joie de Vivre (3:42)
5. The Memory of Myth (3:29)
6. Scarlatti Sonata (3:40)
7. Casa del Fauno (3:51)
8. The Dervish and the Djin (4:57)
9. Lorato (2:29)
10. Andalusian Heart (5:34)
11. The Call of the Sea (4:44)

Formazione:
Steve Hackett – chitarra classica (Steve usa corde in nylon e in metallo), chitarra a 12 corde, oud, charango, sitar, armonica, voce

Musicisti ospiti:
Roger King – tastiere, programmazione, arrangiamenti orchestrali
Jo Hackett – voce
Christine Townsend – violino nel brano n. 5
John Hackett – flauto
Rob Townsend – flauto nel brano n. 7 e sassofono nel brano n. 8
Malik Mansurov – tar
Arsen Petrosyan – duduk


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