Steve Hackett: Selling England By The Pound & Spectral Mornings – Live At Hammersmith
Etichetta: Inideout Music
Data di uscita: 25. 9. 2020
Durata dell’album: 127.13 min
Genere: Progressive Rock
Voto: 9.5/10
«Selling England By The Pound & Spectral Mornings – Live At Hammersmith» è il nuovo album dal vivo del leggendario chitarrista Steve Hackett, che da otto anni, insieme a una band di accompagnamento strepitosa, a modo suo fa rivivere la magia delle indimenticabili icone del prog (e poi del pop rock) Genesis. I fan di Steve ormai ci hanno fatto l’abitudine: negli ultimi anni esce almeno un live nuovo all’anno, e anche nel 2020 non sono rimasti delusi. Questo doppio live documenta l’esibizione della band di Steve alla prestigiosa Hammersmith Apollo di Londra (ancora oggi più nota con il vecchio nome Hammersmith Odeon), andata in scena nel 2019.
Nel frattempo nella band di Steve c’è stato un cambio importante. Lo storico batterista e occasionale cantante Gary O’Toole è stato sostituito da Craig Blundell, che al momento, insieme a Gavin Harrison e Marco Minnemann, è senza dubbio uno dei batteristi prog più strepitosi e ricercati in circolazione. Il cambio dietro le pelli non ha stravolto il sound della band dal vivo di Steve, ma ha portato energia nuova e ha dato una bella rinfrescata all’intesa sul palco.
Questa eccellente registrazione dal vivo è divisa in due parti. La prima contiene ottime esecuzioni di brani scelti dai vari capitoli della carriera solista di Hackett, con un occhio di riguardo per il classico «Spectral Mornings» (1979). A quello la ciurma di Steve si è dedicata anima e corpo, e oltre ai pezzi più noti come «Every Day», «Clocks-The Angels of Mons» e la title track, che di solito non mancano a nessun concerto di Hackett, ha suonato anche qualche composizione dell’album che raramente finisce in scaletta: «Tigermoth», «The Red Flower Of Tai Chi Blooms Everywhere» e «The Virgin and the Gypsy». Mancano solo «The Ballad of the Decomposing Man» e «Lost Time in Cordoba», e «Spectral Mornings» sarebbe stato eseguito per intero.
La seconda parte del concerto propone l’esecuzione integrale e praticamente impeccabile del capolavoro dei Genesis «Selling England By The Pound» (1973), che per tanti amanti del progressive rock è il loro album migliore. L’intesa tra i membri della band è a livelli eccezionali, soprattutto dopo l’arrivo di Blundell e del suo approccio alla batteria, tradizionalmente temperamentale. Grazie al sempre ottimo cantante Nad Sylvan, che in un attimo suona come la reincarnazione del giovane Peter Gabriel e subito dopo come quella del giovane Phil Collins, e a strumentisti di prim’ordine capitanati dal maestro Hackett e dalle sue opere d’arte chitarristiche, la vera magia dei Genesis è presente dall’inizio alla fine.
Il finale prevede il bis atteso con un’esecuzione inattesa del brano ‘dimenticato’, ovvero mai uscito, dei Genesis «Deja-Vu», che in versione studio si trova su «Genesis Revisited» (1996), e le esecuzioni, queste sì attese, degli standard dei Genesis «Dance On a Volcano» e «Los Endos», che di solito non mancano mai a un concerto di Steve. Chi segue la carriera solista di Hackett e i Genesis sarà d’accordo che «Deja-Vu» è un’aggiunta in qualche modo logica, perché questo pezzo, frutto della collaborazione tra Hackett e Peter Gabriel, nacque all’epoca di «Selling England By the Pound» ma non è mai finito su quel capolavoro.
L’ultimo live di Steve, registrato in una location a dir poco celebre, è un altro splendido viaggio per le pianure nostalgiche della sua carriera solista e dei ‘bei vecchi tempi’ in cui era ancora membro dei leggendari Genesis. Intanto, in sottofondo, si sente già la brutta voce di un troll prealpino roco e musicalmente smarrito, che si chiede se serva davvero che Steve pubblichi un live ogni anno e se non sia ora di unirsi alla maggior parte dei suoi coetanei, da anni musicalmente inattivi o diventati completamente ottusi nel processo creativo. La risposta è un deciso sì, perché tutti i musicisti di Steve si danno anima e corpo a ogni esecuzione dei pezzi solisti di Hackett e degli standard dei Genesis. E non va dimenticato che il signor Hackett, che continua a fare album in studio più o meno ottimi, è l’unico (ex) membro dei Genesis che suona ancora con regolarità la musica del periodo migliore della loro carriera, tenendola così in vita anche per le nuove generazioni di amanti del prog.
Autore: Peter “Dr. ProgRock” Podbrežnik
Tracklist:
CD 1 (63:18)
1. Intro (1:25)
2. Every Day (6:40)
3. Under the Eye of the Sun (5:39)
4. Fallen Walls and Pedestals (2:16)
5. Beasts in Our Time (6:26)
6. The Virgin and the Gypsy (4:42)
7. Tigermoth (3:15)
8. Spectral Mornings (6:25)
9. The Red Flower of Tai Chi Blooms Everywhere (2:17)
10. Clocks – The Angel of Mons (6:56)
11. Dancing with the Moonlit Knight (7:29)
12. I Know What I Like (9:48)
CD 2 (63:55)
13. Firth of Fifth (10:06)
14. More Fool Me (3:27)
15. The Battle of Epping Forest (11:44)
16. After the Ordeal (5:00)
17. The Cinema Show (11:02)
18. Aisle of Plenty (1:39)
19. Déja Vu (6:25)
20. Dance on a Volcano (6:08)
21. Los Endos (8:24)
Formazione:
Steve Hackett – chitarra
Roger King – tastiere
Jonas Reingold – basso
Rob Townsend – sax, flauto
Craig Blundell – batteria, percussioni
Nad Sylvan – voce
Musicisti ospiti:
John Hackett – flauto
Amanda Lehmann – chitarra, cori
