Steven Wilson : Transcience
Etichetta: K-Scope
Anno di uscita: 2015
Produzione: Steven Wilson
Durata dell’album: 62.33
Genere: Progressive Rock / Art Rock
Steven Wilson, cantante, compositore, polistrumentista, produttore e fonico inglese, è da quindici anni il nome di punta del movimento progressive rock contemporaneo, per il quale ha fatto più di quasi tutti gli altri artisti prog dello stesso periodo messi insieme. »Transcience« è un raro doppio LP che raccoglie alcuni dei momenti più evocativi della carriera di Steven tra il 2002 e il 2015. A farla da padrone sono i brani scelti dalla carriera solista di Wilson, con una sola canzone nata in seno alla band di culto Porcupine Tree, per di più suonata di nuovo e non certo meglio dell’originale.
La versione single di »Transcience«, »Hand Cannot Erase« e una versione accorciata di »Happy Returns« sono state pescate dall’attuale album solista di Steven, »Hand. Cannot. Erase.« (2015). Gli amatissimi »Harmony Korine«, »Significant Other« e »Insurgentes« arrivano dall’esordio solista »Insurgentes« (2008). Il secondo album solista di Wilson, »Grace For Drowning« (2011), è rappresentato da »Postcard«, »Index« e da una versione accorciata di »Deform to Form a Star«. »The Pin Drop« e »Drive Home« ricreano con successo l’atmosfera cupa tipica del terzo lavoro solista di Steven, »The Raven That Refused to Sing« (2013). Tra l’altro, accorciare qualsiasi brano di Wilson è praticamente un crimine, e non fa che accentuare la sgradevole sensazione di ‘accessibilità al grande pubblico a ogni costo’ di questa raccolta di capolavori solisti di Steven, tutto sommato superflua.
Curioso che nella compilation sia finita anche la cover di »Thank You« firmata Wilson, il cui originale appartiene ad Alanis Morrisette. È uscita nel 2014 sull’album di cover di Steven, »Cover Version«. Perché proprio una cover, tra tanti brani originali molto migliori, resta un bel mistero. Un vero unicum su »Transcience« è invece la versione risuonata di »Lazarus«, evergreen tra le ballad dei Porcupine Tree. Somiglia parecchio all’originale, solo che non ha lo stesso slancio emotivo, nonostante a suonarla siano stati i musicisti tecnicamente più preparati con cui Steven abbia mai lavorato. Quanto al contenuto musicale in sé, »Transcience« è ovviamente impeccabile, e mette in luce con efficacia lo straordinario talento di Steven nello scrivere evergreen prog rock con motivi indimenticabili e senza tempo.
»Transcience« è un doppio LP piuttosto inutile, interessante solo per i fan più fedeli di Wilson, visto che a parte la versione risuonata di »Lazarus« non porta niente di nuovo. In sostanza è un ‘best of’ della carriera solista di Steven, iniziata davvero nel 2008, quando con i Porcupine Tree era già un nome affermato da un pezzo, anche se tra il 2003 e il 2010 aveva pubblicato qualche singolo solista con cover di altri artisti. Fare uscire un ‘best of’ dopo tre soli album in studio è senza dubbio una mossa piuttosto insolita, per non dire dubbia. Del resto, proprio per la natura della sua musica, Steven è uno degli ultimi musicisti al mondo che dovrebbe sporcarsi le mani con il mondo ormai stravisto delle compilation ‘best of’. Un bel voto, quindi, »Transcience« se lo merita solo per i contenuti musicali e non per la sua natura da ‘best of’.
autore: Peter Podbrežnik
voto: 8.5 / 10
Tracklist:
1. Transience (Single Version) (3.10)
2. Harmony Korine (5.07)
3. Postcard (4.27)
4. Significant Other (4.31)
5. Insurgentes (3.54)
6. The Pin Drop (5.01)
7. Happy Returns (Edit) (5.11)
8. Deform to Form a Star (Edit) (5.53)
9. Thank You (4.39)
10. Index (4.47)
11 Hand. Cannot. Erase. (4.13)
12. Lazarus (2015 Recording) (3.57)
13. Drive Home (7.33)
Formazione:
Steven Wilson – voce, chitarra acustica, tastiere
Nick Beggs – chapman stick
Guthrie Govan – slide guitar
Adam Holzman – piano, organo hammond
Marco Minnemann – batteria