Transcience
Autore: Peter Podbrežnik
Artista: Wilson, Steven
Etichetta: Kscope
Uscita: 2015
Durata: 62:23
Voto: 4/5
Steven Wilson, cantante, compositore, polistrumentista, produttore e ingegnere del suono inglese, è da quindici anni il nome di punta del movimento progressive rock contemporaneo, per il quale ha fatto più di quasi tutti gli altri artisti prog nello stesso periodo messi insieme. »Transcience« è un raro doppio LP che raccoglie alcuni dei momenti più evocativi della carriera di Steven tra il 2002 e il 2015. A farla da padrone sono brani scelti dalla carriera solista di Wilson, con una sola canzone uscita dalla band di culto Porcupine Tree, e pure quella è stata risuonata da capo e non proprio in meglio rispetto all’originale.
La versione single di »Transcience«, »Hand Cannot Erase« e la versione accorciata di »Happy Returns« arrivano dall’ultimo album solista di Steven »Hand. Cannot. Erase.« (2015). I ben amati »Harmony Korine«, »Significant Other« e »Insurgentes« vengono dal debutto solista »Insurgentes« (2008). Il secondo album solista di Wilson, »Grace For Drowning« (2011), è rappresentato da »Postcard«, »Index« e dalla versione accorciata di »Deform to Form a Star«. »The Pin Drop« e »Drive Home« riescono a ricreare alla perfezione l’atmosfera cupa tipica del terzo lavoro solista di Steven, »The Raven That Refused to Sing« (2013). Tra l’altro, accorciare un qualsiasi pezzo di Wilson è praticamente un crimine, e non fa che aumentare la spiacevole sensazione di ‘rendiamoci accessibili al grande pubblico a ogni costo’ che aleggia su questa raccolta tutto sommato superflua di capolavori solisti di Steven.
Curioso che nella compilation sia finita anche la cover di Wilson di »Thank You«, che nella versione originale è di Alanis Morrisette. È uscita nel 2014 sull’album di cover di Steven »Cover Version«. Perché proprio una cover, quando ci sono tanti pezzi originali molto migliori, è una bella domanda. Un vero e proprio inedito su »Transcience« è invece la nuova versione risuonata dell’evergreen di Porcupine Tree, la ballad »Lazarus«. È piuttosto simile all’originale, solo che non ha lo stesso slancio emotivo, anche se a suonarla sono stati i musicisti tecnicamente più preparati con cui Steven abbia mai collaborato. Per quanto riguarda il puro contenuto musicale, »Transcience« è ovviamente impeccabile, e allo stesso tempo mette bene in risalto lo straordinario talento di Steven nello scrivere evergreen prog rock con motivi indimenticabili e senza tempo.
»Transcience« è un doppio LP piuttosto superfluo, interessante solo per i fan più fedeli di Wilson, visto che a parte la nuova versione di »Lazarus« non porta niente di nuovo. In sostanza è un ‘best of’ della carriera solista di Steven, partita davvero nel 2008, quando con i Porcupine Tree era già un nome affermato da un pezzo, anche se tra il 2003 e il 2010 aveva pubblicato qualche singolo solista con cover di altri artisti. Sfornare un ‘best of’ dopo tre album in studio è una mossa decisamente insolita, se non dubbia. Allo stesso tempo, vista la natura stessa della sua musica, Steven è uno degli ultimi musicisti al mondo che dovrebbe sporcarsi le mani con il mondo ormai stravisto delle compilation ‘best of’. Un bel voto, quindi, »Transcience« se lo merita solo per il contenuto musicale e non per la sua natura da ‘best of’.
Formazione
Steven Wilson – voce, chitarra acustica, tastiere
Nick Beggs – chapman stick
Guthrie Govan – slide guitar
Adam Holzman – piano, organo hammond
Marco Minnemann – batteria
Produzione
Steven Wilson
Tracklist
1. Transience (Single Version) (3.10)
2. Harmony Korine (5.07)
3. Postcard (4.27)
4. Significant Other (4.31)
5. Insurgentes (3.54)
6. The Pin Drop (5.01)
7. Happy Returns (Edit) (5.11)
8. Deform to Form a Star (Edit) (5.53)
9. Thank You (4.39)
10. Index (4.47)
11 Hand. Cannot. Erase. (4.13)
12. Lazarus (2015 Recording) (3.57)
13. Drive Home (7.33)