Stevie Salas ha portato l’estate alla Bluesiana (2015)

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Luogo: Bluesiana/ Velden am Wörthersee (Vrba na Koroškem)/Austria
Data del concerto: 19.07.2015
Numero di spettatori: 40
Prezzo del biglietto: 35,00€ (prenotazione) / 39,00€ (la sera del concerto) / 25,00€ (studenti)

Ancora un po’ ammaccati da tre giorni di bagordi al Pivo in cvetje, ci siamo svegliati in una succosa domenica pomeriggio e ci siamo messi in marcia verso nord in un attimo. Dove, se non alla Bluesiana? Il club, che nonostante i problemi finanziari è riuscito a rimettersi almeno un po’ in carreggiata, quest’estate ha offerto parecchie prelibatezze musicali, e per il prossimo autunno ne annuncia ancora di più. Stavolta nel club si era piazzato un vecchio conoscente della serata di sabato al Pivo in cvetje, Stevie Salas con la sua squadra.

Stevie è un altro di quelli che, nei suoi giri per l’Europa, si ferma alla Bluesiana almeno una volta all’anno. Stavolta i clienti abituali di questo simpaticissimo club di Velden hanno avuto la possibilità di vedere e ascoltare il maestro della chitarra dalle radici native americane addirittura due volte nello stesso weekend. E chi si è dato la pena di presentarsi sabato sera a Laško, l’ha potuto vedere perfino tre volte. Per questo weekend di luglio Stevie Salas ha deciso di fare un sandwich di concerti tra la Bluesiana e Laško. Così alla Bluesiana ha suonato la prima volta già venerdì sera, il sabato era riservato a Pivo in Cvetje, e la domenica Stevie è tornato alla Bluesiana.

Da Laško alla Bluesiana, però, Stevie non si è portato dietro solo il suo straordinario talento musicale, ma purtroppo anche un caldo insopportabile. Già all’ingresso nel club ci colavano gocce di sudore lungo la schiena, e non serviva a niente che il locale si trovi nel seminterrato della casa. Il caldo nell’aria non voleva saperne di mollare. Ma i più tenaci di noi sono in grado di battere anche questo ostacolo.

Il concerto di venerdì di Salas, a detta dei frequentatori fissi, è stato abbastanza ben frequentato, mentre domenica si sono raccolte forse 35 persone. Per il caldo il concerto è iniziato un po’ più tardi, cosa che non ha dato fastidio a nessuno, visto che stavamo tutti fuori a caccia di una leggera brezza fresca, che però è arrivata solo di rado.

Verso le nove e mezza di sera lo stesso identico trio del giorno prima a Laško è salito sul palco. Senza troppi preamboli hanno attaccato a suonare. Stevie Salas ha detto più volte di adorare suonare sui grandi palchi e ai festival, ma si trova benissimo anche su palchi più piccoli davanti a meno pubblico. L’atmosfera alla Bluesiana, con poca gente, è davvero molto intima, e regala sia ai musicisti sul palco sia a chi ascolta un’esperienza di concerto tutta speciale. Dopo l’iniziale Tell Your Story Walkin’, Stevie ha salutato quasi ogni spettatore uno per uno, ha fatto due chiacchiere su chi era già venuto venerdì e chi sabato a Laško, e ha anticipato un po’ cosa sarebbe successo nel concerto di oggi. Per i clienti fissi Stevie si è dato da fare e ha cambiato parte della scaletta sia di venerdì sia di sabato, così anche quelli che nel giro di una settimana lo vedevano per la seconda volta non hanno assistito a due concerti identici. L’atmosfera intima da club, stavolta, andava a genio anche a Stevie, che sul palco si è sciolto completamente, e a questo hanno contribuito anche i sempre sorridenti Jara Harris al basso e Matt Sherrod alla batteria. Ogni volta che Stevie aveva la sensazione che il pubblico non partecipasse abbastanza, ci rimetteva in piedi con battute e incitamenti tra i membri della band e ci faceva dondolare a tempo nonostante il caldo insopportabile. A Stevie e alla sua squadra l’energia non è mai mancata. Nel suo show ha infilato sia cover sia pezzi originali, e il tutto, a prescindere dal genere di partenza, l’ha frullato in un miscuglio funky soul che traboccava di ritmi da ballo con un tocco di latin. Al gruppo il sudore colava da ogni parte, nemmeno gli asciugamani servivano più – alla fine Stevie se n’è tirato uno direttamente sulla testa e ha continuato a suonare. Abbiamo sentito i pezzi originali Stand Up e Blind, e i sempreverdi Nishi Girl e Indian Chief. Stevie ha navigato con abilità tra i suoni forti e distorti della sua chitarra e il clean più delicato, tenendo il pubblico in tensione costante e con la curiosità di sapere cosa sarebbe arrivato dopo. La sezione ritmica seguiva senza problemi il linguaggio del corpo e la mimica facciale di Salas, tanto che di errori non se ne sono sentiti. Dal palco arrivavano calore e dedizione al suonare, che hanno toccato il culmine con la cover di Sex Machine, che ha messo in movimento e a cantare tutto il pubblico.

Con due cover Stevie si è ricordato anche del suo grande modello  – l’imprescindibile Jimi Hendrix. Dopo una buona ora ha chiuso piano piano il suo concerto in una Bluesiana fradicia di sudore, perché caldo e sudore non hanno risparmiato nemmeno gli strumenti. Anche se forse il concerto è stato un po’ più breve, noi del pubblico siamo rimasti entusiasti di quello che abbiamo visto e di sicuro torneremo a vedere Stevie Salas – l’anno prossimo.

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