Pivo in cvetje – Terza giornata (2015)
Luogo: Laško / Slovenia
Data del concerto: 18.07.2015
Prezzo del biglietto: 0,00€ (ingresso gratuito!)
Il sabato è stata l’ultima serata del festival Pivo in cvetje. La domenica c’è stata sì ancora la chiusura ufficiale con sfilata e festival di musica per fiati, ma quella non ha più smosso più di tanto gli appassionati di musica.
Il programma del sabato è stato vario e ricco, proprio come nei due giorni precedenti. Quando siamo arrivati sotto il già ben noto palco Zlatorog, a scaldare il pubblico, ancora poco numeroso, c’era una giovane band di Celje che si chiama Jackson. Nome forse un po’ sfortunato, visto che Jackson in una forma o nell’altra torna parecchio spesso nella musica. Il trio si era messo insieme per qualche jam già ai tempi del liceo, mentre ufficialmente suonano come band dal 2013. Hanno già un po’ di materiale originale, che hanno portato anche sul palco del festival, e l’uscita dell’album d’esordio in studio è prevista verso la fine di quest’anno. In ogni caso i Jackson sono una band che in futuro incontreremo ancora sui palchi di tutta la Slovenia.
Poco dopo le otto di sera i Jackson hanno salutato e sono partiti i preparativi del palco per i croati Hladno Pivo. Nome piuttosto profetico per un festival così. Beh, la birra a Laško era bella fredda, ma si scaldava altrettanto in fretta se non la scolavi subito, perché al festival si boccheggiava dal caldo. Ma alla punk band croata la cosa non ha dato il minimo fastidio. Sui palchi dell’ex Jugoslavia li incontriamo dalla fine degli anni Ottanta del secolo scorso e sono ancora attuali sia tra i giovani sia tra i giovani dentro. Il loro show, nonostante il caldo, è stato energico e sotto il palco si ammassava un numero sempre maggiore di fan. A noi della crew di rockline.si questo genere non ha mai preso più di tanto, quindi abbiamo seguito quello che succedeva sul palco più da lontano, con una birra fresca in mano. La folla sempre più fitta sotto il palco, invece, si stava divertendo un mondo: cantava i ritornelli a squarciagola e saltava a ritmo di quei pezzi veloci.
Pochi minuti prima delle dieci di sera hanno chiuso il loro set anche gli Hladno Pivo e sulla riva della Savinja sono iniziati i preparativi per i fuochi d’artificio. Per chi, come noi, dei fuochi non era così interessato, era il momento di trovare una posizione decente prima del concerto degli Šank Rock. Alle dieci e mezza, appena spenti i fuochi, i reduci dell’anno scorso, gli Šank Rock, sono saliti sul palco. Questa volta si sono mostrati in gran forma. Allegri, scatenati, con una voglia matta di far divertire il pubblico. E il pubblico ha accolto la cosa restituendo tutta quella carica con un entusiasmo enorme. All’inizio del concerto, nelle prime file, abbiamo di nuovo sofferto per la sezione ritmica troppo alta, che a due passi dalle casse ci rimescolava letteralmente gli organi interni. Siamo tutti d’accordo che i concerti rock devono essere forti, ma sarebbe bello che tutti gli strumenti e la voce sul palco avessero un volume bilanciato. Il suono, comunque, a metà del pezzo Rockerji l’hanno sistemato un po’, e così anche davanti abbiamo potuto goderci il concerto e basta. L’area, piena zeppa, cantava a squarciagola i vecchi successi, e la cosa ovviamente non ha lasciato freddi quelli sul palco. La cavalcata tra Maček, Tih’ bod’ in igraj, TV, Hvala za vse,… ha fatto impazzire vecchi e giovani, e i ragazzi sul palco hanno mostrato di trovarsi benissimo a Laško. Poi è arrivata la parte acustica, con Želim, da si tu e Jaz in ti, dopodiché gli Šank Rock hanno ricollegato gli strumenti e sono ripartiti a tutta energia con i loro più grandi successi. Naturalmente durante il concerto non sono mancati gli assolo di tutti gli strumentisti, e proprio durante l’assolo di Cveto e Roman alla sezione ritmica l’impianto ci ha rimescolato di nuovo un po’ le interiora. Ma il sound si è poi riassestato nel prosieguo del concerto e così ci siamo divertiti senza problemi fino alla fine. Ovviamente siamo riusciti a richiamare gli Šank Rock per il bis, in cui, sotto e sopra il palco, abbiamo spremuto anche gli ultimi atomi di energia e lasciato gli ultimi residui di corde vocali stremate, mentre i ragazzi, qualche minuto dopo mezzanotte, per quest’anno salutavano l’arena Zlatorog.
Durante una pausa un po’ più lunga è successo quello che forse tutti temevamo in cuor nostro: l’area sotto il palco si è svuotata in modo drastico e rapidissimo. Alla transenna siamo rimasti solo noi pochi appassionati, incuranti dell’ora tarda e di quello che sarebbe venuto, mentre qualche timido, a una discreta distanza dal palco, aspettava e osservava con curiosità cosa sarebbe successo. Poco dopo mezzanotte e mezza è salito sul palco Stevie Salas. Il chitarrista e cantante americano con il suo stile tocca blues, funk, rock e soul, e nel suo modo di suonare, naturalmente, non nasconde mai le sue radici native americane. Nella carriera ha suonato e collaborato con tantissimi musicisti famosi, da George Clinton a TM Stevens, Jeff Healey e Glenn Hughes. In più ha pubblicato 11 album solisti.
Quando Stevie Salas è arrivato, accompagnato dal bassista Jaro Harris e dal batterista Matt Sherrod, l’area sotto il palco era piuttosto vuota, ma la paura era del tutto fuori luogo. Appena Stevie è entrato nel suo elemento, suonando e cantando, lo spazio sotto il palco Zlatorog ha cominciato a riempirsi in fretta. La chimica e la comunicazione sul palco funzionavano alla grande, anche se mi azzardo a dire che Stevie si aspettava un po’ più di reazione dal pubblico sloveno, notoriamente piuttosto composto. Ma Stevie non si è fatto scomporre. Il suo modo di suonare la chitarra e il carisma da palcoscenico hanno conquistato tutti sotto il palco, e il pubblico, sempre più numeroso, ha ripagato Stevie con urla di entusiasmo e applausi. Alla fine ha invitato sul palco anche le ragazze da dietro le quinte, perché ballassero sui suoi ritmi scatenati. E l’entusiasmo non è riuscito a nasconderlo.
Con la fine del concerto di Stevie Salas, alle due di notte si è chiusa anche la parte musicale del festival Pivo in cvetje. Sul fronte dell’affluenza gli organizzatori possono probabilmente dirsi più che soddisfatti, e per la scelta delle band possiamo esserlo anche noi del pubblico. Sicuramente uno dei festival sloveni che regala belle soddisfazioni musicali a un pubblico molto ampio, ma per i prossimi anni gli organizzatori farebbero bene a ripensare a un biglietto d’ingresso per il palco principale. È giusto che anche i musicisti sul palco abbiano davanti per la maggior parte veri amanti della musica, e non veri amanti della birra. Anche se il festival ha la parola »pivo« nel nome.
Setlist
ŠANK ROCK:
- Restart
- Rockerji
- Puščava sna
- Ni sreče brez Rock’n’Rolla
- Maček
- Tih’ bod’ in igraj
- Ker te ljubim
- TV
- You Smear My Innocent Name
- Lahka dama
- Želim, da si tu
- Jaz in ti
- Hvala za vse
- Le 17
- Laški pir
- Metulj
- Dej bolj na glas
- Hočeš nočeš
- Delam, kar paše mi
- Jaz nimam noč za spanje
- Pravljica o mavričnih ljudeh
- Pridite na žur
Galleria fotografica












































































