Stranger Times all’Orto bar (2017)
Autore: Rok Klemše
Foto: Nina Grad
Luogo: Orto bar, Lubiana
Data del concerto: 23.11.2017
Il circo è in città! Potremmo annunciarlo così il concerto che giovedì scorso è andato in scena al piano di sopra dell’Orto bar. Dopo qualche anno a Lubiana sono tornati gli eccentrici avanguardisti norvegesi Vulture Industries, che stavolta sono scesi dalla loro The Tower sull’amaro suolo di Stranger Times. Se tre anni fa ai Metaldays i Vulture Industries avevano conquistato un secondo palco bello pieno con il bizzarro progetto Turning Golem, stavolta con Stranger Times, davanti a un Orto pieno a metà o giù di lì, sono sembrati un po’ meno teatrali, ma sempre fedelissimi al proprio stile.
A scaldare l’atmosfera ci hanno pensato i death metaller progressivi lubianesi Morost, che dopo qualche mese di pausa tornano finalmente sui palchi. E che bello risentirli! Anche se a livello di genere i Morost e i Vulture Industries hanno poco in comune, non è stato difficile trovare dei punti di contatto in certe linee di chitarra storte e sghembe, che nei Morost ovviamente sono condite in modo molto più estremo. La band ha salutato l’Orto con un pezzo nuovo, lunghissimo e dal suono epico, che fa capire come la ragazza e i ragazzi, col materiale più recente, si stiano spostando ancora di più verso l’aggettivo progressivo. Ritmi spezzati, passaggi melodici e svolte e colpi di scena inattesi sono la specialità dei Morost, e a ricordarlo ci hanno pensato anche i pezzi dell’album d’esordio Solace in Solitude, come Mitos e Human Debris. Ha convinto il nuovo batterista, che ha pestato sui tamburi senza pietà, ha convinto di nuovo il duo di chitarre insieme alla voce brutale di Jonas, un po’ meno il fatto che le tastiere si sentissero di nuovo decisamente male. Nonostante questo, un altro concerto costantemente ottimo dei Morost. Ormai è davvero ora del nuovo album!
I Vulture Industries, che vengono dalla culla del black metal norvegese, la seconda città più grande del paese, Bergen, sono vecchie conoscenze dei palchi sloveni, visto che negli ultimi anni ci onorano delle loro visite più o meno regolarmente. Nel frattempo si sono costruiti una base di fan piccola ma fedele, che ha accolto i norvegesi con un’attesa spasmodica e un entusiasmo rumoroso. Quando il cantante Bjørnar Nilsen ha raggiunto sul palco il trio di chitarristi scalzi, hanno aperto per il pubblico di Lubiana con Tales of Woe, il pezzo d’apertura del nuovo album, e hanno subito fatto capire che Stranger Times è davvero una strana bestia. Ancora meno »metal« di The Tower, ma è proprio in questa »non metallicità« che spicca dalla massa come un rinoceronte funambolo, e l’esperienza dal vivo dei Vulture Industries è davvero fuori dal comune. Soprattutto grazie al carismatico Bjørnar, che è senza dubbio uno dei frontman più fuori di testa in circolazione. Anche stavolta non ha mancato di fissare il pubblico con sguardo psicotico, di esibirsi in movenze da epilettico senza un attimo di tregua e, durante la conclusiva Blood Don’t Eliogabalus, di sfondare come da copione, e come suo solito, la quarta parete: è saltato giù dal palco e si è piazzato a un palmo di naso da qualche spettatore scelto a caso. Il duo di chitarre mi è sembrato ancora meglio del solito, e ha dato il meglio di sé grazie a un suono eccellente; solo un pizzico di delusione perché stavolta i norvegesi si sono concentrati esclusivamente sugli ultimi due album, dimenticandosi del tutto dei primi due. Ma è stato più facile farsene una ragione davanti all’esecuzione superba dei pezzi nuovi, che dal vivo funzionano alla grande (con l’eccezione forse della morbosa e opprimente My Body, My Blood), e delle indimenticabili The Tower, The Pulse of Bliss, dell’epica The Hound (stavolta ribattezzata The Skunk in onore degli organizzatori) e della bomba di energia Blood on the Trail, gioiello dimenticato dell’album precedente fino a questo tour. Un altro grande concerto sotto la bacchetta di questi norvegesi fuori dagli schemi è volato via fin troppo in fretta, ma questi strani tempi sono stati davvero meravigliosi.
Scaletta
VULTURE INDUSTRIES:
1. Tales of Woe
2. Strangers
3. The Pulse of Bliss
4. Blood on the Trail
5. My Body, My Blood
6. The Hound
7. As the World Burns
8. Something Vile
9. Lost Among Liars
10. The Tower
11. Blood Don’t Eliogabalus
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