Strychnine.213

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Autore: Rok Klemše

Artista: Aborted
Etichetta: Century Media
Uscita: 2008

Non sono ancora passati due anni pieni dall’album Slaughter & Apparatus: A Methodical Overture (2007) e i belgi Aborted tornano già con un nuovo lavoro fresco di stampa, stavolta intitolato Strychnine.213. Se il disco dell’anno scorso offriva un buon mix di vecchie e brutali sfuriate death metal alla Aborted e di soluzioni melodiche più moderne, che a tratti ricordavano i mitici Carcass (nell’album ha fatto un salto anche il leggendario frontman della band, Jeff Walker), Strychnine.213 non è altro che l’aborto di un figlio non voluto.

Quando il dischetto gira per una buona mezz’ora è difficile credere che sia la stessa band che ha sfornato due album eccellenti come Goremageddon e Engineering the Dead. Strychnine.213 è un tentativo davvero scadente di mischiare brutalità e melodia, e se i ragazzi si ispirano a Carcass, dovrebbero sapere che una roba del genere è riuscita alla perfezione solo ai padri del gore/grind metal e del death metal melodico, sul mitico Heartwork. Il nuovo album dei belgi, invece, è solo un ammasso di riff death metal generici, niente più che un copia-incolla di riff già masticati e sentiti mille volte. Peggio ancora: quando gli Aborted si sbattono per mischiare aggressività, brutalità e melodia, il risultato sembra un insieme di pezzi messi insieme a caso da parti diverse. Dagli accordi death metal spuntano fin troppo spesso, ben visibili, linee di chitarra armoniche e melodiche scopiazzate dal death metal melodico di Gothenburg. Piacevoli all’orecchio lo sono, per carità, ma dagli Aborted ci aspettavamo di più. Del resto, cosa ti aspetti da una band in cui l’unico membro originale rimasto è il cantante? Proprio Sven de Caluwe è di nuovo quello che si salva meglio sull’album, perché anche stavolta sciorina growl profondi, brutali e bestiali, che però sono al tempo stesso piuttosto chiari e comprensibili. Un altro grosso punto debole che affligge Strychnine.213 è la produzione, incomprensibilmente scadente per gli Aborted. Il suono delle chitarre è completamente slavato, un suono di casse triggerate più schifoso di questo non lo sentivamo da un pezzo, per non parlare dei rullanti, che non suonano meglio di clic a caso.

Nel death metal di oggi è già dura aspettarsi qualcosa di fresco, visto che la formula è ormai più o meno spremuta fino all’osso. Ma con Strychnine.213 gli Aborted hanno toccato il fondo e hanno sfornato il peggior album della loro carriera. Il disco finisce spesso per suonare come un puzzle montato al contrario e, se i Cryptopsy non ne hanno fatto uscire uno ancora peggiore, Strychnine.213 potrebbe essere il candidato al titolo di peggior disco death metal di quest’anno.

Formazione

Sven de Caluwe – voce
Sebastian “Seb Purulator” Tuvi – chitarra, voce
Dan Wilding – batteria
Sven Janssens – basso

Tracklist

1. Carrion 01:46
2. Ophiolatry On A Hemocite Platter 04:52
3. I35 03:45
4. Pestiferous Subterfuge 04:24
5. The Chyme Congeries 03:46
6. A Murmur In Decrepit Wits 04:43
7. Enterrement Of An Idol 03:24
8. Hereditary Bane 02:49
9. Avarice Of Vilification 03:35
10. The Obfuscate 04:09

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