Stu Hamm – il mago del basso (2008)
Autore: Aleš Podbrežnik
Foto: Aleš Podbrežnik
Luogo: Orto bar / Lubiana / Slovenia
Data del concerto: 16.03.2008
Numero di spettatori: 110
Prezzo del biglietto: 10,00€
Il tempo è volato, è tornato marzo ed è ora di accogliere un virtuoso della musica che si guadagna da vivere in giro per il mondo con le clinic musicali. L’anno scorso, sotto l’egida della scuola di musica Muzikaviva, l’Orto Bar aveva ospitato il chitarrista dei brasiliani Angra (progressive metal) Kiko Loureiro (report di RockLine QUI), mentre quest’anno la tradizione continua con i bassisti. In Slovenia, con la sua clinic di basso, si è esibito Stuart Hamm.
Nella sua carriera Stuart Hamm non poteva certo saltare la celebre Berklee College Of Music di Boston. Lì ha conosciuto, e chi se no, Steve Vai e Joe Satriani, e con i suoi ottimi contributi sui loro dischi si è fatto un nome. In passato il tipo ha collaborato anche con Michael Schenker Group, Frank Gambale e Richie Kotzen, che avevamo visto live una settimana prima a Vrba, in Carinzia (report di RockLine QUI).
Per una serata variegata gli organizzatori hanno messo in piedi un programma ben condito. La clinic di Stu Hamm, da programma, non sarebbe durata più di un’ora. Così hanno invitato sul palco i musicisti usciti dalla scuola Muzikaviva, dando loro la possibilità di temprarsi dal vivo. Il primo massaggio alle orecchie è arrivato con una versione riarrangiata di Stairway To Heaven dei Led Zeppelin, suonata sul palco da quattro giovani flautiste con accompagnamento di chitarra. Poi un breve seguito con una band con un duo femminile, dove l’ansia da palco ha battuto di parecchie lunghezze l’esecuzione dei due pezzi scelti. La prima vera detonazione rock, invece, l’abbiamo vissuta con l’esibizione strumentale di Tadej Košir (chitarra), Marko Menart (chitarra) e Žiga Kožar alla batteria (Neisha, Traja Imer Brizani), che hanno sfoderato il loro ricco repertorio rifacendo pezzi di Miles Davis (Tutu), Toto (Dave’s Gone Skiing) e Joe Satriani (Satch’s Boogie).
Verso le dieci è finalmente salito sul palco il maestoso bassista Stu Hamm! Non si è guardato troppo intorno: ha imbracciato il suo celebre basso Fender, ha buttato lì un “Dober vecher” e ha cominciato ad accarezzare lo strumento lungo il manico. Parliamo ovviamente della tecnica del tapping sul basso con entrambe le mani contemporaneamente, che Stu Hamm, bassista a parte tra i bassisti, ha portato, nella sua ricerca di armonie, a uno dei punti più alti della sua evoluzione.
L’Orto bar era bello pieno di buongustai della musica. Molti curiosi sono venuti a vedere il proprio idolo anche dalle fila delle band slovene. Insomma, una novantina di persone… anzi, una ottantina, che hanno riempito la sala in modo moderato e confortevole, perché l’anno scorso alla clinic di Kiko Loureiro nella saletta non si respirava letteralmente, tanti erano i curiosi accorsi.
My Boss Drives a Mercedes While I Get Paid Minimum Wage è stata l’ouverture di Stu alla clinic. Poi si sono susseguiti, uno dietro l’altro, il classico dei The Beatles rielaborato Lucy In The Sky With The Diamonds, Te Extraño, Count Zero, Flow My Tears e soprattutto il medley The Beatles – Beethoven Abbey Road / Moonlight Sonata, con la morbidezza del suo modo di suonare e il fluttuare di armonie delicate che ha fatto rizzare i peli perfino sulla pelle. Stu Hamm ha condito il concerto con una bella dose di umorismo, una vera vittoria per il signore, visto che era arrivato all’Orto Bar direttamente da Francoforte, a quanto pare stremato e morto di stanchezza. Evidentemente è riuscito a rigenerarsi in tempo.
Segue la classica pausa e Stu risponde ad alcune domande. Poi il concerto riprende con appena dieci minuti di repertorio, in cui ci godiamo ancora un medley dove Stu ha infilato il brano Nostalgia trasformandolo in una versione interessantissima del classico dei Led Zeppelin Going To California. Con Lone Star si è chiuso il set solista, di un’ora buona, del signor Hamm, e sul palco si sono uniti a lui per una “jam” collettiva Tadej Košir (chitarra), Marko Menart (chitarra), Žiga Kožar (batteria) e Franci Zabukovec, chitarrista dei Magnifico. La figura centrale di questa parte della serata è stato però il boss di Muzikaviva Janez Hostnik con la sua Fender telecaster nera, che ha preso posto sul palco con modestia dicendo che ultimamente non tocca proprio la chitarra. Stu Hamm lo ha “tranquillizzato”: scegli pure il pezzo che vuoi. Ovviamente Janez ha chiesto del sano blues, non per niente ha suonato nella band di Don Mentoni, e così questa variopinta vetrina musicale di bravura ha trovato nel finale il suo giusto “accento” e il puntino sulla “i”.
Un’occasione unica per vedere Stu Hamm e godersi la sua tecnica sul basso, scoprire quanto possa essere potente e importante uno strumento come il basso, quante grandi melodie e armonie a più voci si possano tirare fuori da sole quattro corde: difficile che ricapiti ancora servita così, su un piatto d’argento. Un grazie enorme va all’ottima e premurosa organizzazione di Janez Hostnik e a tutti quelli di Muzikaviva, che ci hanno regalato una serata musicale pittoresca, rilassata e spiritosa, di quelle che speriamo di poter vivere da noi ancora molte volte in futuro.
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