Styx: Circling From Above

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Etichetta: Alpha Dog 2T/UMe
Data di uscita: 18 luglio 2025
Produzione: Will Evankovich
Durata dell’album:
Genere: Arena Rock / Art Rock
Voto: 8.5/10


“Circling From Above” è il titolo del diciottesimo album in studio degli Styx, istituzione americana del prog rock/arena rock che negli anni Settanta si è fatta un nome con il suo mix di hard rock melodico, ricche armonie vocali tipiche dell’arena rock e qualche arrangiamento sinfonico di taglio progressive, tanto che certi appassionati li chiamavano i Queen americani. Gli Styx, ovviamente, non hanno mai raggiunto la fama mondiale dei Queen, ma nella seconda metà dei Settanta e all’inizio degli Ottanta erano comunque tra le band rock americane più amate, soprattutto in patria, con quattro album multiplatino di fila, un’impresa pionieristica per quei tempi. Il sempreverde degli Styx “Boat On The River” è stato rifatto dai Chateau nel 1994 con il titolo “Mlinar na Muri”, mentre “Mr. Roboto” è entrato nella cultura pop subito dopo l’uscita e ha ispirato la creazione di uno degli eroici personaggi dei Dominatori dell’universo.

Poco dopo il picco di popolarità, con l’uscita del fortunato ma, per molti, controverso “Kilroy Was Here” (1983)  gli Styx si sono ‘inceppati’ e la serie di album multiplatino è finita lì. Sono arrivate le incomprensioni tra i membri della band, l’interesse del pubblico è calato e verso la fine degli Ottanta i palchi hanno cominciato a farsi sempre più piccoli. Sembrava che per gli Styx fosse arrivata l’ora dell’addio, invece alla fine dei Novanta sono riusciti a far pace e a riunirsi in una formazione quasi classica. Non è durata a lungo e la conseguenza è stata l’addio del carismatico tastierista/cantante e membro fondatore Dennis DeYoung, autore di alcuni dei loro più grandi successi, e l’inizio di una nuova fase per gli Styx, che (da circa un quarto di secolo) dura ancora oggi. 

Sul fatto che gli Styx di oggi siano ancora paragonabili alla formazione classica con DeYoung i fan si dividono da sempre. Anche se negli ultimi venticinque anni non sono riusciti a sfornare un nuovo capolavoro, in questo periodo non hanno registrato nemmeno un album in studio brutto. Dopo l’addio di DeYoung hanno inciso solo tre ‘veri’ album in studio e un disco di cover (“Big Bang Theory”, 2005), ma sono tutti almeno discreti, se non proprio molto buoni. Quello che ha convinto meno è il leggermente noioso “Crash of the Crown” del 2021, che ha fatto da apripista al più interessante “Circling From Above”. Sembra che Tommy Shaw, John Young, Chuck Panozzo e il resto della combriccola degli Styx stavolta abbiano trovato più ispirazione nel comporre pezzi nuovi, visto che sono parecchio vari dal punto di vista stilistico e a tratti ricordano i ‘bei vecchi tempi’. 

La fluidità stilistica tra rock melodico, hard rock, prog rock e pop rock li ha sempre ripagati alla grande. A dare una leggera spinta in più al suono ha sicuramente contribuito l’arrivo di un nuovo membro, il polistrumentista e produttore dalle radici balcaniche Will Evankovich, già musicista di supporto e produttore sui due album precedenti. Stavolta si presenta (con successo) per la prima volta come membro a pieno titolo della band. Grazie a lui arrangiamenti sinfonici e soundscape sono un po’ più ricchi e colorati di come eravamo abituati sul disco precedente.

Gli Styx di oggi continuano a puntare su brani brevi: nessuno su “Circling From Above” supera i quattro minuti, il che a modo suo è una buona scelta, perché, a differenza dei ben più proggoni connazionali Kansas, non sono mai stati dei maestri nel costruire composizioni lunghe, eclettiche ed epiche. “Circling From Above” è meglio ascoltarlo come un tutt’uno. Anche se non è un concept album, la maggior parte dei testi ha un filo in comune: la critica al progresso tecnologico sfrenato, che è ben lontano dall’andare di pari passo con l’evoluzione rallentata della struttura mentale, sociale ed emotiva dell’essere umano rispetto ai secoli passati (oggi, a dirla tutta, sembra che l’umanità regredisca più che progredire).

La title track è un’introduzione delicata, eterea ma breve all’album, seguita dall’ottima “Build and Destroy”, un pezzo molto caratteristico degli Styx, con una ricca tavolozza di tastiere e corpose armonie vocali, che restano la loro qualità principale. L’alternarsi di cantanti di talento da un brano all’altro ha sempre dato ai dischi degli Styx un fascino particolare, e anche stavolta è così. Gli Styx vengono dalla città più popolosa e più grande dello stato dell’Illinois, cioè da Chicago, ma questo non ha impedito loro di intitolare un nuovo brano “Michigan”, come lo stato confinante, famoso soprattutto per la città di Detroit. È un pezzo leggermente melodrammatico, soprattutto grazie alla voce malinconica e inconfondibile di Shaw, che piacerà a tanti fan di lunga data. “King Of Love” è un po’ più lenta ma comunque dinamica, cucita addosso al canto tradizionalmente ruvido di Young, che qui, nel ruolo di voce solista, si completa benissimo con Shaw. Chiunque voglia capire perché gli Styx ancora oggi, ogni tanto, vengano paragonati ai Queen (anche dopo l’uscita di DeYoung, quando questa parentela, soprattutto a livello vocale, è molto meno evidente) dovrebbe ascoltarsi “It’s Clear”. Nonostante la brevità, è un gustoso minestrone di generi. “Forgive” è la classica power ballad degli Styx, a impronta acustica, che con i soundscape guadagna ulteriore respiro.

“Everybody Raise a Glass” ricorderà a parecchi quei brevi pezzi scherzosi dei Queen tipici dei loro album anni Settanta, con la differenza importante che gli Styx, nel loro look sonoro e testuale più rilassato e burlone, non suonano nemmeno lontanamente così britannici. A fornire un altro paragone con i Queen ci pensano i passaggi di chitarra malinconici, che per suono sembrano usciti dalle mani di Brian May, i nostalgici arrangiamenti di pianoforte e le armonie corali in chiusura. È proprio divertente come su “Circling From Above” gli Styx riescano a trasformare in imprese divertenti e movimentate tante composizioni che dopo i primi secondi non promettono granché. Così è anche su “Blue Eyed Raven”, che nell’intro non sembra ambiziosa, ma poi si trasforma in un divertentissimo incrocio di country, tango, folk e rock sinfonico. Il mandolino di Evankovich, che qui ha un ruolo importante, è un’aggiunta graditissima su alcuni dei nuovi pezzi. 
“She Knows” si apre come un teatrale rock sinfonico, ma finisce come una ballata malinconica. “Ease Your Mind” è una breve introduzione al pianoforte alla drammatica e un po’ cupa “The Things That You Said”, che contiene elementi di dramma vittoriano e teatro dell’assurdo, sorvegliati da fantastiche armonie vocali corali. “We Lost The Wheel” in apertura sembra uno strano esperimento blues, ma si trasforma in fretta in un ibrido divertente con scintillanti arrangiamenti sinfonici. Il pezzo di chiusura, “Only You Can Decide”, è la classica power ballad degli Styx, che si ‘accende’ con l’irruzione di armonie sinfoniche dal sapore nostalgico, passaggi di chitarra ‘piangenti’ e splendide voci a più livelli.

“Circling From Above” è un album costruito secondo i desideri della maggior parte dei fan di lunga data delle leggende del rock americano. Come detto, stavolta ci sono più motivi per essere contenti rispetto all’uscita del predecessore. Una delle poche critiche che si possono muovere a “Circling From Above” è forse che gli elementi ‘queeniani’ sono (di nuovo) diventati parecchio evidenti, ma con la morte discografica totale dei ‘veri’ Queen la cosa non dà poi così fastidio, visto che gli Styx ci aggiungono comunque abbastanza elementi musicali tutti loro da non poter essere accusati di copiatura sfacciata. In ogni caso è uno dei loro migliori risultati dopo l’addio di DeYoung, anche se i paragoni con gli anni Settanta e Ottanta sono sempre ingrati e fanno abbassare un po’ il voto finale di “Circling From Above”.

Autore: Peter “Dr. ProgRock” Podbrežnik

Tracklist:
1. Circling from Above
2. Build and Destroy
3. Michigan
4. King of Love
5. It’s Clear
6. Forgive
7. Everyone Raise A Glass
8. Blue Eyed Raven
9. She Knows
10. Ease Your Mind
11. The Things that You Said
12. We Lost the Wheel Again
13. Only You Can Decide

Formazione:
James “JY” Young – voce solista, chitarra
Tommy Shaw – voce solista, chitarra
Chuck Panozzo – basso, cori
Todd Sucherman – batteria, percussioni
Lawrence Gowan – voce solista, tastiere
Will Evankovich – chitarre acustiche ed elettriche, cori
Terry Gowan – basso, cori


Styx – “Circling From Above” (2025, Alpha Dog 2T/UMe)
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