Sulle orme della carriera musicale di Andi Deris (2011)
Autore: Urban Bolta
Foto: Aleš Podbrežnik
Luogo: All Kart Halle / Kaufbeuren / Germania
Data del concerto: 10.02.2011
Spettatori: 3000
Prezzo del biglietto: 37,00€
Il giorno dopo il concerto degli Accept a Monaco di Baviera (report qui), a Kaufbeuren, a soli novanta chilometri di distanza, andava in scena un altro grande evento heavy metal: nella Allkarten Halle del posto suonavano gli Helloween, con un tour bello potente. Motivo più che valido per allungare la gita tedesca, con mattinata a zonzo per il centro della capitale bavarese e, ovviamente, assalto a tutti i negozi di dischi. L’arrivo a Kaufbeuren nel pomeriggio ci ha rivelato che questa cittadina grande quanto Kranj, a sud-ovest di Monaco di Baviera sulla mappa, ha un centro storico davvero piacevole, dove ricaricare anima e corpo è un gioco da ragazzi.
Nella parte europea del tour gli Helloween avevano con sé Stratovarius e Avatar, mentre per la tappa tedesca hanno scelto un “support” molto più sfizioso. Ad aprire le danze i Pink Cream 69, heavy rocker di Karlsruhe, dove ha iniziato la carriera nientemeno che Andi Deris, da più di quindici anni voce degli Helloween. Si prospettava quindi qualcosa di grosso: Deris sul palco con i vecchi compagni a cantare qualche classico dei primi tre album, quelli incisi con i Pink Cream 69 prima di andarsene. Altrettanto esclusivo era stato il tour “Gambling with the Devil” del 2007, quando le Zucche girovagavano con i Gamma Ray e sul palco si univa a loro regolarmente il leggendario Kai Hansen, ex anima e motore principale della band.
Già i Pink Cream 69, giocando in casa, hanno richiamato sotto il palco della Allkarten Halle, ridotta a metà, un sacco di gente e alle otto in punto hanno attaccato il loro show. La serata si è aperta con il nuovo pezzo Children Of The Dawn e fin dall’inizio si sono presentati come un collettivo solido e ben rodato, anche se sul palco mancava il chitarrista fisso degli ultimi anni Uwe Reutenaure, costretto a saltare l’intero mini tour per impegni personali; al suo posto è saltato su Marco Wreidt, chitarrista degli Axxxis. Con Do You Like It Like That i tedeschi hanno iniziato a virare verso il materiale più vecchio, con David Readman sempre saldo al posto di frontman. Tra scatti energici e un’esecuzione letale, a ogni mossa dimostrava che la carriera da frontman ce l’aveva scritta nella culla, e per ora anche la voce lo assiste in tutta la sua briosità. Aggiungici una base strumentale affidabile e le tipiche armonie a più voci in pezzi come Talk To The Moon o Shame, e hai la conferma che i Pink Cream 69 anche nel 2011 sono ancora un’attrazione live di tutto rispetto. Il ritmo è salito, toccando il picco con un altro classico, Keep Your Eye On The Twisted, e anche se non abbiamo assistito al tanto atteso ritorno di Deris come ospite dai vecchi colleghi, l’apertura della serata si può giudicare molto positiva.
Secondi in scaletta gli Stratovarius, che a Lubiana due settimane fa avevano lasciato un’impressione scialba, soprattutto per colpa del cantante Timo Kotipelto, che suonava completamente stonato. I giganti finlandesi del power metal hanno sfoderato il solito repertorio, da anni l’ossatura dei loro live, puntando alla grande su un pubblico numeroso e di buon umore: con cori a squarciagola e consensi i tedeschi hanno fatto subito loro i finlandesi e dato una mano al già citato Kotipelto, che così non ha dovuto esagerare con gli sforzi vocali. Il frontman si è mostrato sotto una luce migliore rispetto a qualche giorno fa, il raffreddore è evidentemente un ricordo, anche se la sua potenza e intensità vocale non sono più quelle dei tempi d’oro degli Stratovarius. L’esibizione è filata via all’insegna dei tipici assoli di Jens Johansson alle tastiere e dell’infallibile tecnica chitarristica di Matias Kupianinen, nel quale persino i più pignoli non saprebbero scovare una nota sbagliata. Speed of Light, Forever e Black Diamond hanno raccolto salve di entusiasmo e hanno consolidato ancora una volta i protagonisti del power metal finlandese come credibili eredi della ricca eredità di Tolkki.
Mentre si preparava il palco per l’atto finale, l’enorme telone con la copertina dell’ultimo disco degli Stratovarius, “Polaris”, era ancora lì appeso, e solo la sua rimozione, poco prima dell’inizio dello show degli Helloween, ha rivelato le dimensioni del palco, che si allungava a perdita d’occhio in profondità. Come già a Lubiana, la scenografia era completata splendidamente da una struttura rotante con il motivo dell’ultimo disco degli Helloween, “7 Sinners”, sopra la batteria, che con le dimensioni enormi del palco ne ha reso l’aspetto ancora più bello.
Siccome avevo già visto gli Helloween in questo tour per la terza volta e il repertorio non cambia da un concerto all’altro, l’unica vera incognita era come avrebbe reagito il pubblico di casa e come avrebbe accolto la band in questa nuova visita a Kaufbeuren. Già i primi accordi di Are You Metal? e la risposta fragorosa della folla annunciavano una serata infernale! Dai più giovani a chi segue le Zucche fin dalla metà degli anni Ottanta (nei paesi di lingua tedesca l’età media di chi va ai concerti è molto più alta che da noi) sono tutti caduti in trance da concerto e hanno partecipato da veri fan, respirando insieme alla band, incitandola, caricandola. Il capannone non acustico, pensato soprattutto per le corse di go kart, è diventato in un attimo assordante, e da ambiente relativamente freddo la temperatura è salita a un punto tale che per sopravvivere dovevamo respirare con le branchie! I pezzi noti si sono susseguiti uno dopo l’altro, e il trio di chitarre Weikath / Gerstner / Grosskopf insieme ad Andi Deris dettava lo show e si divertiva con le sue acrobazie. Musicisti scafati, veri professionisti in questo, che sanno mettersi i fan in tasca in un attimo, anche con il minutaggio che si assottigliava in fretta. Hanno conquistato all’istante le dimensioni sopra la media del palco, se lo sono sottomesso scambiandosi di posizione in modo acrobatico, superando un altro test su cui parecchi musicisti cadono come birilli. Eagle Fly Free, March Of Time e I’m Alive hanno appiccato un vero incendio, mentre l’accoglienza calorosa dei pezzi più recenti come Where The Sinners Go e World Of Fantasy ha dimostrato nero su bianco che la folla ha adottato anche l’album “7 Sinners”.
L’affiatamento non è un problema per le Zucche: la sua eminenza Michael Weikath e Sascha Gerstner hanno tenuto saldamente in mano ogni insidia del concerto senza fatica, e la sezione ritmica con Markus Grosskopf al basso e Dani Löble alla batteria è già considerata una delle migliori della scuola heavy metal tedesca. Come già a Lubiana e a Zagabria, avvicinandosi alla fine del concerto aumentavano gli interventi parlati e, quindi, le pause ben camuffate, in cui a prendere fiato era soprattutto la voce di Deris. Suonava relativamente fresca e sicura, mentre l’elemento sentimentale, sostenuto dai movimenti di Deris, ha fatto come sempre il suo dovere nel tenere ben inumidito il pubblico femminile presente. Le melodie sempreverdi del primo e del secondo Keeper hanno chiuso in modo dominante un’ora e mezza abbondante insieme, mentre a lasciare un retrogusto amaro è stato il mancato ripescaggio del classico old school Ride The Sky. Il perché lo sanno solo gli Helloween, e purtroppo proprio stavolta ci siamo imbattuti in una situazione rarissima, in cui il pubblico tedesco è stato defraudato rispetto alla maggior parte delle altre date del tour.
Tirando le somme, il concerto ha dato le stesse conclusioni di Lubiana. Chi è venuto per rilassarsi e godersi la serata si è beccato una dose più che onesta di circo Helloween, mentre chi era venuto a cercare il pelo nell’uovo l’ha sicuramente trovato. Ma una cosa è certa. Un pubblico numeroso e tosto, con un ritmo infernale, ha contribuito all’esperienza del concerto in modo molto più sentito di quanto riesca a quello sloveno o croato. Per questo vale la pena andare ai concerti in Germania. E per questo la seconda parte dell’odissea tedesca di Rockline è stata dichiarata vincente!
foto: Aleš Podbrežnik
Scaletta
HELLOWEEN: 1. Intro(AC/DC – For Those About to Rock/Happy Happy Halloween/Who is Mr.Madman?) 2. Are You Metal? 3. Eagle Fly Free 4. March Of Time 5. Guitar intro (Sascha) 6. Where The Sinners Go 7. World Of Fantasy 8. Drum solo 9. I’m Alive 10. Forever And One 11. Handfull Of Pain 12. MEDLEY: – Keeper Of The Seven Keys – King Of A Thousand Years – Halloween 13. I Want Out —bis I.— 14. Future World —bis II.— 15. Dr. Stein STRATOVARIUS: 1. Hunting High and Low 2. Speed of Light 3. The Kiss of Judas 4. Winter Skies 5. Darkest Hours 6. Deep Unknown 7. Phoenix 8. Move The Mountain 9. Paradise 10. Black Diamond PINK CREAM 69: 1. Children of the Dawn 2. Do You Like It Like That 3. No Way Out 4. Talk To The Moon 5. Shame 6. Lost In Illusion 7. Seas Of Madness 8. Keep Your Eye On The Twisted
Galleria fotografica








































