Swallow the Sun presentano le canzoni del nord (2015)

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Autore: Primož Novak
Video: Primož Novak

Luogo: Orto Bar / Lubiana / Slovenia
Data del concerto: 14.12.2015
Prezzo del biglietto: 16€/20€

Il dicembre in allegria si fa sentire anche nel mondo del metal. Per tutto il mese si susseguono un bel po’ di concerti locali, e con i tour di chiusura ci vengono a trovare anche parecchi nomi stranieri. Questo venerdì era riservato agli amanti della malinconia e delle melodie finlandesi. La sala inferiore dell’Orto Bar era decisamente più adatta di quella superiore. Il palco è più grande e lascia di conseguenza più margine di manovra, così chi suonava non aveva la sensazione di stare stretto. Gli Swallow the Sun hanno suonato qualche volta negli ultimi dieci anni, quindi c’era da aspettarsi una buona affluenza.

Ma in tour non erano soli. Ad aprire sono saliti sul palco gli italiani Adimiron, e si è capito subito che non sapevano bene cosa suonare. La band vuole di sicuro suonare moderna, e lo si nota dal mix di tanti generi. Ci siamo beccati quindi approcci thrash/death moderni con spruzzate di black metal e strani passaggi pacchiani che non hanno un gran significato. Il tutto non stava molto in piedi. A rendere l’esibizione guardabile ci ha pensato soprattutto la bassista vestita in modo alquanto succinto, altrimenti la parte maschile del pubblico avrebbe mollato il concerto dopo un paio di pezzi.

Con i Wolfheart per fortuna le cose sono andate meglio. Il suono non era un granché, ma si riusciva a capire cosa stesse suonando la band. Si tratta infatti della prosecuzione dei Before the Dawn, guidati dal workaholic Tuomas Saukkonen. L’ultimo album dei Before the Dawn, Rise of the Phoenix, mostrava caratteristiche molto forti del death metal melodico, e con i Wolfheart Saukkonen ha semplicemente alzato l’asticella, come si vede anche dal secondo album Shadow World (recensione QUI). La musica è ancora veloce e melodica, ma emergono anche parti più lente che rendono il tutto più epico. Sull’affiatamento della band non c’è nulla da dire, e il pubblico era entusiasta e l’ha sostenuta a colpi di headbanging. I Wolfheart hanno presentato più che bene il materiale di entrambi gli album. Peccato che non ci sia stato nulla dei Before the Dawn, ma in fondo non ce n’era nemmeno bisogno, perché i Wolfheart sono più convincenti.

Gli Swallow the Sun si sono lanciati in questo tour con un compito bello grosso. Poco tempo fa hanno infatti pubblicato un triplo album intitolato Songs From The North I,II & III (recensione QUI), il che voleva dire che c’era da aspettarsi un concerto lungo. E in effetti la band ha puntato soprattutto sul materiale del nuovo album. All’inizio è stata messa in primo piano la prima parte del disco, quella del tipico sound Swallow the Sun, che si regge su una combinazione di black/death e doom metal. Ovviamente i pezzi erano per buona parte venati di melodia. Per fortuna il suono si è sistemato, così ci si poteva godere senza problemi i ritmi lenti della band. Oltre alle novità d’obbligo, senza esagerare, la band ha riassunto in breve anche i dischi precedenti, servendo New Moon, Hate, Lead the Way!, Cathedral Walls. Prima di fare una pausa ha suonato ancora Abandoned by the Light, con cui ha mostrato il suo lato più oscuro, soprattutto lentissimo. Insomma, in pieno stile funeral doom metal.

Dopo l’intervallo la band è tornata e ha mostrato il suo lato luminoso e bello. Ha infatti suonato un set acustico, includendo i brani della seconda parte del nuovo album e dando così alla sua esibizione una dimensione in più. A tratti, però, il set acustico suonava sdolcinato e meno malinconico dei pezzi dell’inizio. In compenso la voce melodica di Mikko Kotamäki è venuta fuori meglio, cosa che prima non era successa perché le chitarre la sovrastavano.

Per la chiusura la band ha lasciato in realtà il meglio. Sono stati suonati due pezzi più vecchi, che hanno colpito dritto al cuore soprattutto i fan di lunga data. Il primo è stato Descending Winters dall’album Ghosts of Loss, il secondo Swallow (Horror Pt. 1) dal debutto. Anche se la band aveva a disposizione 90 minuti, è stato difficile sentire i propri preferiti personali, vista l’enfasi sull’ultimo, enorme album. Da quello che si è visto, si può confermare che la band ha portato a casa in modo solido la sua esibizione cupa e malinconica. Il picco di energia non c’è stato, ma niente del genere sarebbe stato in linea con la musica della band.

Con il concerto di Swallow the Sun e Wolfheart, l’Orto Bar si è beccato una bella dose di vera malinconia finlandese, impatto e melodia. Insomma, un altro concerto che conferma che la stagione live di quest’anno è stata ricca e varia.

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