Sweet Oblivion: Relentless

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Etichetta: Frontiers Music Srl.
Data di uscita: 9/4/2021
Produzione: Aldo Lonobile
Durata: 42.45 min
Genere: Progressive Metal / Heavy Metal
Voto: 8.5/10


Sweet Oblivion è un progetto musicale messo in piedi dai pezzi grossi di Frontiers Music Srl. Lo scopo? Giocare con i sentimenti dei fan dei Queensryche che proprio non riescono a «farsene una ragione» del fatto che l’età dell’oro della band, quella degli anni Ottanta più o meno chiusa da «Promised Land» e ovviamente con Geoff Tate al microfono, non tornerà mai più.

Il debutto di Sweet Oblivion, uscito nel giugno 2019, ha portato un prodotto musicale ben riuscito, che da una parte funzionava perché i brani offrivano alla voce di Geoff Tate un supporto eccellente per innestare quelle caratteristiche vocali che ti danno di continuo la sensazione di riascoltare i Queensryche classici, e dall’altra, cosa indispensabile, aggiungeva all’album melodie compositive che dovevano per forza allontanare il progetto, artisticamente, quel tanto che basta a non farlo passare per una copia più o meno riuscita dell’originalità dei Queensryche.

Sul primo album ci è riuscito alla grande il protagonista scelto per il progetto dai capi dell’etichetta, cioè il brillante chitarrista dei DGM Simone Mularoni. Uno penserebbe che possa bastare, ma da Frontiers Music Srl. la pensano diversamente. Volevano un seguito. E l’hanno ottenuto. Si chiama «Relentless».

Sull’omonimo debutto il ruolo di produttore era toccato al già citato fuoriclasse italiano della chitarra Simone Mularoni, dei progsters DGM, mentre stavolta tocca al suo connazionale, musicista non meno talentuoso e rifinito a 360 gradi, Aldo Lonobile (Secret Sphere, Timo Tolkki’s Avalon, Archon Angel). Serviva, perché il nuovo lavoro potesse di nuovo sfuggire a qualsiasi paragone, a ogni sospetto di limitarsi a ricopiare il catalogo dei Queensryche anni Ottanta. Come Mularoni, anche Lonobile fa parte di una band progressive metal e la sua filosofia musicale, da questo punto di vista, è piuttosto simile. Gli arrangiamenti seguono lo stampo del progetto, ma stavolta il disco è più che altro melodic metal, con qualche trucchetto progressive ogni tanto, appena percepibile. Insomma, tutto è di nuovo costruito su un paesaggio compositivo che lascia alla voce di Geoff abbastanza spazio per sviluppare melodie vocali che stuzzicano il giusto, alla Queensryche. Gli arrangiamenti, poi, sono fatti apposta per far sentire a casa gli amanti dell’approccio italiano al metal melodico, il che significa, in concreto, anche un bel supporto di elementi neoclassici. Inoltre il tutto può piacere a chi conosce le opere dei compositori di tante arie e opere metal, come Magnus Karlsson e Timo Tolkki. Soprattutto per quanto riguarda gli arrangiamenti di tastiera. La produzione è decisamente metal. Le parti di chitarra si prendono la fetta più grossa del paesaggio sonoro.

Geoff Tate, dal canto suo, canta come un usignolo. Brilla in una condizione vocale eccellente. Ascoltando questo disco capisci che i Queensryche e Tate stanno insieme come chiave e serratura. L’uno senza l’altro non riesce più a ricreare quella magia. Lo dimostrano i nuovi album dei Queensryche senza Tate e lo dimostrano i nuovi album di Geoff Tate usciti con il marchio Operation Mindcrime. I momenti più affascinanti del disco sono Strong Pressure, Wake Up Call e il finale con I’ll Be the One e Fly Angel Fy. Sono i brani che all’incrocio mettono insieme il meglio dei due mondi musicali, che poi era l’obiettivo di Frontiers Music Srl. Detto questo, consiglierei a Geoff di lasciar perdere il canto in italiano, perché è «ridicolo». Aria ha infatti un potenziale enorme. Doveva cantarla un vocalist italiano, oppure Geoff in persona, ma in inglese.

Anche «Relentless» ha qualche punto di forza davvero potente e qualche melodia che ti si attacca addosso, ma di sicuro non affascina più come il debutto «Sweet Oblivion», anche se il cambio di musicisti sul nuovo album è totale. Eppure devono assolutamente dargli una controllata tutti gli inconsolabili che sentono la mancanza dei tempi d’oro dei Queensryche. Geoff Tate e la compagnia di eccellenti funamboli musicali italiani, con il nuovo album dei Sweet Oblivion «Relentless», si sono infatti fatti perdonare, almeno in parte. E l’hanno fatto in modo più che convincente.

Autore: Aleš Podbrežnik  


Tracklist:
1. Once Again One Sin (4:56)
2. Strong Pressure (3:57)
3. Let It Be (3:46)
4. Another Change (4:06)
5. Wake Up Call (4:18)
6. Remember Me (3:55)
7. Anybody Out There (4:12)
8. Aria (4:48)
9. I’ll Be The One (4:48)
10. Fly Angel Fly (3:58)

Formazione:
Geoff Tate – voce
Aldo Lonobile – chitarra
Luigi Andreone – basso
Antonio Agate – tastiere
Michele Sanna – batteria

1 commento
  1. Matija dice

    Uh, tole je pa boleča točka zame. Sem prvoborski die-hard fan Queensryche vse od dne, ko sem na nekdanji TV Zagreb prvič slišal Queen Of The Reich. Njihovi prvi štirje albumi so preprosto fenomenalni, pa tudi Empire je še zelo dober, čeprav je že nakazoval znake pešanja. In v prvi vrsti sem fan petja velikega Geoffa, denimo živi posnetek Take Hold Of The Flame z njihove prve japonske turneje je prav mogoče najbolje odpet rock komad v zgodovini.

    Ampak prav zato je zame vse, kar je sledilo po Empire, toliko večje razočaranje. Po Hear In The Now Frontier sem jih preprosto nehal kupovati, ker je bilo preboleče. Ampak ker človek gre 2x na led, sem nabavil še Operation Mindcrime II, in se še enkrat opekel.

    In kolikor mi je znano, gre čudaštvo vseh teh albumov v veliki meri pripisati prav Geoffovim idejam. Zato nisem zmogel poslušati niti enega od njegovih “solo” albumov. Tu in tam sem poslušal kakšen komad, pa me ni nič navdušilo.

    Za povrhu pa tudi nisem ljubitelj produkcijskih prijemov Magnusa Karlssona. Predvidljiv je bolj kot Axel Rudi Pell, že vnaprej veš, da bo zvok sproduciran v nezgrešjivi švedsko-italijanski kuhinji, kar pogosto močno omeji vokalni pečat pevcev prvokategornikov, s katerimi dela. Še posebej, ko dela s pevci, ki potrebujejo kreativni prostor.

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