Symphonic

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Autore: Aleš Podbrežnik

Artista: Jorn
Etichetta: Frontiers Records
Uscita: 2013
Durata: 73:35
Voto: 4/5

L’iperattivo Jorn Lande, il cantante che ogni musicista vorrebbe nella propria squadra quando si parla di eredità musicale della scuola hard rock classica, ma anche dell’heavy metal. Con la sua band Jorn, Jorn Lande ha pubblicato finora sette album in studio. Il tipo è attivo in più ambiti musicali contemporaneamente. Per questo ha dovuto lasciare di nuovo, di recente, i power metaller tedeschi Masterplan. Semplicemente non ce la fa a fare tutto. C’è il progetto Allen/Lande, ci sono le ospitate, come quella recente nel nuovo album di Arjen Anthony Lucassen, c’è la carriera con la band Jorn, eccetera…

Stavolta il workaholic ci vizia con quasi 74 minuti di musica vestita di arrangiamenti orchestrali. Scorrendo la tracklist di »Symphonic« ti accorgi subito che il grosso della scaletta è puntato sull’ultimo album in studio »Bring Heavy Rock To The Land«, con solo tre cover e qualche pezzo sparso dei vecchi album di Jorn »Lonely Are The Brave«, »Spirit Black« e »Out To Every Nation«.

Una mossa gradita, una sorta di sfida artistica logica nel percorso di maturazione musicale di questo artista. Il lavoro nel progetto Allen / Lande e la collaborazione con l’eccellente polistrumentista, arrangiatore e produttore Magnus Karlsson hanno sicuramente influito su questa idea. Per l’occasione Jorn Lande ha perfino riarrangiato alcune strutture di riff di base in certi suoi pezzi, liberando così spazio extra per le orchestrazioni. E naturalmente ha messo in primo piano una scelta ponderata dei brani più adatti, quelli che in combinazione con l’orchestra avrebbero acceso di più e in modo più convincente.

L’opener I Came To Rock è una scelta ideale e sicuramente il culmine di questo album. È la traccia di chiusura dell’ultimo album »Bring Heavy Rock To The Land« e ha un equilibrio ottimo tra la crescita dell’atmosfera da teatro drammatico, dalla strofa al pre-ritornello, e uno sfruttamento perfetto della melodia nel ritornello, dove gli arrangiamenti orchestrali si innestano con gusto ed efficacia. Collisione riuscita. Jorn in versione »Broadway«. Scherzi a parte. Gli amanti dei lavori di Jorn resteranno entusiasti, soprattutto chi conosce il progetto Allen/Lande, dove tastiere e contagiosità sinfonica degli arrangiamenti hanno un ruolo di primo piano.

Il disco non ha evitato l’inclusione di tre cover, cosa ormai pratica consolidata nelle uscite di Jorn. La scelta di Rock N’ Roll Children, che trovi nell’originale sull’album di Ronnie James Dio »Sacred Herart« (1985), è probabilmente una delle poche canzoni che Jorn non aveva ancora trasformato nella sua versione, tra i suoi omaggi a questo grande, purtroppo scomparso, autore della Bibbia del rock vocale! Con Dio, infatti, resta »ossessionato«. La nuova versione, eccellente, ha la chiave del successo di nuovo nascosta nella crescita graduale del momento drammatico, dalla strofa a un ritornello melodico e rapace. A metà disco trovi la versione orchestrale del pezzo dei Masterplan Time To Be King (già inclusa nell’album »Bring Heavy Rock To The Land« ) e, come ci si poteva aspettare, in coda a »Symphonic« la nuova ossessione di Jorn per Dio, nel classico dei Black Sabbath Mob Rules, uscito come bonus track dell’album »Bring Heavy Rock To The Land« solo per il mercato giapponese! Un vero gioiellino perso (e ritrovato) è anche l’inclusione dell’ottima Like Stone In Water, in origine bonus track giapponese di Jorn dall’album »Lonely Are The Brave« (2008).

Nella prima parte il disco si rafforza, dopo Rock N’ Roll Children, con il brano di Jorn dal taglio tardo romantico alla Sabbath  The World I See, che mantiene un alto tasso di bombast e di contagiosità pomposa nell’audace collisione di Jorn tra rock ed elementi classici.

Nella parte centrale dell’album sentirai qualche altalena. Burn You Flame (»Spirit Black«, 2009) non regge così bene la ristrutturazione in versione »Broadway« come i primi tre pezzi. Dopo di lei, più riuscita su questo fronte, c’è Man Of The Dark (»Lonely Are The Brave«, 2008). Interessante anche Black Morning, che nel nuovo vestito di arrangiamenti prende perfino vaghi echi degli arrangiamenti di Hendrix firmati Michael Kamen per l’album »In From the Storm« (Spanish Castle Magic, Little Wing).

Curioso come Jorn abbia sempre attinto ispirazione, per scrivere i suoi pezzi, dalle band pioniere che hanno fondato e consolidato la tradizione della scuola hard rock, come Deep Purple, Rainbow, Whitesnake e le versioni successive dei Black Sabbath degli anni Ottanta e, di conseguenza, dei Dio! Anche queste band sono così penetranti nello sviluppo della melodia che spesso è facilissimo collegare la loro eredità rock ai punti di partenza dell’arrangiamento orchestrale.

Un’ottima variazione sul tema in »Symphonic« arriva con Behind The Clown (»Out To Every Nation«, 2004), dove colpisce l’ottimo melos malinconico delle melodie dal sapore celtico: le orchestrazioni passano in primo piano, davanti alla vibrazione rock, e dominano il brano in modo deciso. Fa un gran bene soprattutto la sensibilità vocale di Jorn, con cui ti si infila sotto la pelle, trionfante, ogni volta  di nuovo. Lande è un grande fan della figura e dell’opera di Kate Bush. In questo punto il legame si sente. Un finale solidamente vibrante porta l’album verso un nuovo apice con l’ottima versione di The Thousand Cuts, più recente, dall’attuale »Bring Heavy Rock To The Land« (2012), che chiude il cerchio con l’inizio di questa raccolta. Senza Mob Rules, ovviamente, non si va da nessuna parte!

Come prevedibile, questa scaletta oscilla nell’efficacia della reazione chimica tra classica e rock! Ma non c’è un momento debole, non c’è un momento che non sia convincente e credibile nella sua regia. Jorn ipnotizza di nuovo con la sua fantastica voce, colorata, dinamica e flessibile, capace di evocare in un breve lasso di tempo tanti volti, tanta sensibilità, tanti stati emotivi variopinti. Jorn Lande resta dunque un cantante che con la forza della sua espressione vocale, semplicemente, ti toglierà di nuovo il fiato! E resta nella serie A dei vocalist esperti della scuola rock classica!

Questo album ha per Jorn Lande una grande importanza, perché influenzerà l’arrangiamento delle idee per il prossimo album in studio della band Jorn. Quanto alla melodicità, che alla musica dei Jorn peraltro non manca, dopo l’ottima collisione di rock ed elementi classici questo disco dimostra che il principio melodico nelle prossime uscite di Jorn può essere approfondito e ampliato ancora. Per questo non sarebbe male che il cantante flirtasse ancora più a fondo con l’uso delle tastiere nei prossimi lavori in studio dei Jorn, perché le figure orchestrali su »Symphonic« creano un’atmosfera, una vibrazione energetica, uno stato d’animo del tutto particolari, magici, attraenti e, nell’equilibrio raggiunto tra potenza rock e ascoltabilità, ipnoticamente contagiosi! Il frutto è un dialogo ben intessuto tra il linguaggio della musica classica e quello della musica rock.

Questo disco è un obbligo non solo per tutti gli amanti della band Jorn, ma soprattutto per tutti gli amanti di Jorn Lande come cantante. L’arsenale musicale di Jorn, ridimensionato in »Symphonic«, è un’esperienza musicale a sé, e una sfida musicale del genere aveva in fondo anche lo scopo primario di Jorn Lande: portare ai fan una nuova espressione, un po’ diversa, vocale e musicale.

Formazione

Jorn Lande – voce
Jimmy Iversen – chitarra
Tore Moren – chitarra
Nic Angileri – basso
Willy Bendiksen – batteria

 Lasse Jensen – arrangiamenti orchestrali

Produzione

Jorn Lande

Tracklist

1. I Came To Rock
2. Rock And Roll Children
3. The World I See
4. Burn Your Flame
5. Man Of The Dark
6. My Road
7. Time To Be King
8. Black Morning
9. Like Stone In Water
10. Vision Eyes
11. War Of The World
12. Behind The Clown
13. A Thousand Cuts
14. The Mob Rules

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