Tedeschi Trucks Band e una serata indimenticabile a Trieste (2019)

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Località: Trieste / Teatro Politeama Rossetti / Italia
Data: giovedì, 18.04.2019


Non capita tutti i giorni che i Tedeschi Trucks Band sbarchino in Europa. Parliamo di una formazione a 12 elementi guidata dai coniugi  Trucks: da una parte il gran maestro della slide guitar Derek Trucks, padrone assoluto del bottleneck, dall’altra la sua compagna di vita Susan Tedeschi, cantante sopraffina e chitarrista altrettanto navigata.

La carriera musicale di Derek Trucks è legata a doppio filo, fin dall’infanzia, al nome degli The Allman Brothers Band. La band scoprì il giovanissimo e incredibilmente talentuoso Derek quando era ancora un ragazzino e saliva sul palco con loro come ospite speciale, finché nel 1999 non entrò a far parte del gruppo in pianta stabile. Ci è rimasto fino al ritiro ufficiale della band nel 2014. Derek Trucks ha iniziato a suonare la chitarra prestissimo e, siccome in quel periodo le sue manine erano ancora minuscole, il piccoletto si è aiutato con la slide fin da bambino. Negli anni ha sviluppato una tecnica chitarristica tutta sua, tanto che non c’è praticamente brano in cui la slide non gli tenga compagnia sulla mano sinistra.

I Tedeschi Trucks Band sono nati dall’unione di due gruppi. Il primo era guidato da Susan, il secondo da Derek. Visto che nel frattempo entrambi si erano costruiti una bella reputazione, era quasi logico che mettersi insieme avrebbe portato a entrambi ancora più successo e gloria. I premi, in varie categorie, Grammy compresi, sono piovuti a pioggia, e dalla formazione nel 2010 a oggi la band ha messo in fila cinque album in studio e uno dal vivo. Quest’anno è uscito il quinto album in studio, intitolato «Signs», ed è proprio lui ad aver portato la band in Europa.

I concerti di questa band sono sempre qualcosa di speciale. Unici e irripetibili. In generale ogni concerto è unico, certo, eppure… I Tedeschi Trucks Band cambiano la scaletta ogni sera, fino a renderla irriconoscibile, ed è uno dei loro fascini più grandi, che garantisce anche il tutto esaurito. Pure il concerto di Trieste era praticamente sold out. Di solito i Tedeschi Trucks Band aprono i concerti in versione ridotta, senza fiati e coristi, cioè come sestetto. Il repertorio è un mix di cover e brani originali e ogni sera è un vero rebus, il che regala una vera e propria prelibatezza.

Quello che ha colpito è stata la sensualità, l’affiatamento e gli arrangiamenti ristrutturati in modo incredibilmente azzeccato di alcuni originali che non sono di proprietà della band. La chitarra di Derek Trucks da una parte e la forza vocale e la grinta di Susan Tedeschi dall’altra sono i due protagonisti, sempre al centro dell’attenzione. Trucks è un gentiluomo raffinato, un po’ timido e riservato sul palco, che solo di rado alza lo sguardo verso il pubblico. Nei panni del direttore d’orchestra e comandante, ha vegliato per tutto il tempo su ciò che facevano gli altri membri della formazione a dodici elementi. La sua inseparabile Gibson SG rossa, una bellezza, lo ha servito fedelmente mentre il nostro fondeva uno straordinario paesaggio stratificato di finissima meccanica sensuale fatta di abilità manuali alla chitarra. La sua chitarra è blues, ma è anche southern rock e jazz. Gli arrangiamenti vocali civettano di sicuro con gli spunti blues, ma nelle melodie c’è un mucchio di influenze, dal gospel al soul, dall’R&B all’americana fino a una rigorosa melodicità pop, rinforzata da incursioni country e dalle acrobazie soul rivissute dell’incredibile Susan Tedeschi, che ha piazzato anche un paio di assoli di chitarra succosissimi e vibranti.  La band ha flirtato perfino con passaggi che si sviluppavano in chiave psichedelica e, naturalmente, sul modello della world music. Possiamo dire in modo sbrigativo blues progressivo del Sud, anche se l’etichetta blues va presa con le pinze, perché a tratti, grazie a confini di genere sfumati con furbizia incredibile, si nota a malapena, se non addirittura si intuisce soltanto. E come se non bastasse, due batteristi, con due approcci diversi alle tecniche percussive, che riempivano ancora di più il paesaggio musicale disponibile.

Di parole se ne sono spese poche, se non nessuna. Qualche gesto di cortesia. La band passava da un brano all’altro e lasciava a bocca aperta per un affiatamento eccezionale e un suono gigantesco. Sembrava un’orchestra con un coro che riempiva teatralmente di gospel lo sfondo dei brani, mentre cornetta, sax tenore e trombone mettevano il puntino sulla «i» nell’ottimizzare il paesaggio sonoro. A parte qualche assolo un filo troppo lungo, è stato uno spettacolo che non ha lasciato indifferente nemmeno per un attimo il Politeama Rossetti. Ovazioni fragorose, applausi e reazioni deliranti di ritorno da parte del temperamentale pubblico italiano non sono mancati. Davanti a tutta questa giostra magica di perfezione sonora ed esecutiva, non ci si poteva aspettare altro. Una serata live unica e indimenticabile, dunque, a Trieste, con gli eccezionali Derek Trucks, Susan Tedeschi e la loro «famiglia» di musicisti incredibilmente affiatati e rifiniti. Uno spettacolo che ti arriva dritto dentro, ti incanta e ti porta via.   

autore: Aleš Podbrežnik
foto: Aleš Podbrežnik

Scaletta:
1. Don’t Drift Away
2. Keep On Growing (Derek And The Dominoes)
3. Within You Without You (The Beatles)
4. Just As Strange
5. Bird On A Wire (Leonard Cohen)
6. Laugh About It
7. Sticks & Stones (Titus Turner)
8. Idle Wind
9. Hard Case
10. Sky Is Crying (Albert King)
11. Don’t Know What
12. Shame
13. Sweet Inspiration
14. Part Of Me
15. Let Me Get By
—bis—
16. Statesboro Blues (Blind Willie McTell)
17. Made Up Mind


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