Tempesta heavy metal sul lago (2014)

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Luogo: Unterpremstätten (Graz) / Schwarzlsee / Austria
Data: 02.08.2014


Dopo un venerdì rock rovente, che a parecchi dei presenti ha lasciato la pelle color rosa gambero, si prospettava un sabato metal ancora più caldo. Già il viaggio dal capoluogo stiriano verso l’Austria lasciava intendere che, in linea con il programma più pesante della giornata, anche Madre Natura avrebbe voluto dire la sua: i cumuli che si alzavano a vista d’occhio si fondevano in fretta in minacciose masse temporalesche.

Con ben nove band in cartellone, il sabato, almeno sul fronte musicale, è partito prestissimo, alle dodici e un quarto. Noi due abbiamo beccato i padroni di casa di Graz, i Norikum, proprio verso la fine. I ragazzi, in un set breve, hanno spinto soprattutto i pezzi del loro debutto uscito quest’anno, Regress In Progress. Col loro mix di melodic death e thrash metal, in qualche modo sono riusciti a divertire il pubblico, piuttosto scarso, raccolto sotto il palco.

I Belphegor sono stati i successivi conquistatori del palco. La band di Salisburgo, in oltre vent’anni di attività, si è presa un posto bello solido nella scena black metal. Un set black metal in pieno giorno perde sempre un po’ dell’atmosfera tipica del genere, e il sole cocente non risparmia nemmeno i trucchi di scena d’ordinanza. Sui corpse paint vale la pena citare soprattutto il chitarrista Sigurd, con un fantastico disegno tridimensionale sulle mani: sembrava che sulle corde strusciasse uno scheletro mezzo decomposto. E non si può nemmeno passare sotto silenzio che tutto il sangue che si vede sul palco (e nei videoclip) è vero! Il sangue finto è roba da pussy, dice il capobanda Helmuth. I Belphegor pubblicano l’8 agosto il nuovo album Conjuring The Death, e la scena, così come la scaletta, era tutta tarata sulla promozione. Helmuth ha ringhiato le sue parti nel microfono mascherato da maschera antigas (Gasmask Terror).

A quanto pare tutto quel evocare Satana, zombie e simili creature e divinità ha fatto proprio incavolare la Natura: a ovest del festival ha cominciato a salire una massa grigio scuro che ha coperto il sole in un attimo, e sembrava già che si ripetesse lo scenario dell’anno scorso, con il sole a picco il primo giorno e, il secondo, i concerti del pomeriggio spezzati da un temporale violento con grandine. Con le nuvole nere sul sole, il calo improvviso della temperatura ha portato sotto il palco un po’ più di gente, proprio mentre attaccavano gli americani Hellyeah. La band è in pratica una di quelle cosiddette superband, formate da musicisti di più nomi grossi del rock: in questo caso gente di Mudvayne, Bloodsimple, Knives Out! e, probabilmente la più nota da noi, i Pantera. Vinnie Paul, batterista di questi ultimi e fratello del compianto Dimebag Darrell, dopo una lunga assenza seguita alla morte del fratello ha ricominciato a suonare proprio con gli Hellyeah. Il carismatico frontman Chad non ha avuto grossi problemi a scaldare la folla con un mix di vecchi successi e di materiale nuovo dal recente Blood for Blood. Un sound che ricorda un po’ i già citati Pantera e un’esibizione piena di energia fanno degli Hellyeah un’ottima live band. Dopo il concerto i membri si potevano vedere anche in mezzo al pubblico, e Vinnie indossava una maglietta con la scritta We Remember Dimebag!

Sono seguiti i festaioli folk tedeschi In  Extremo. Una folla di musicisti vestiti di pelle, con una pletora di strumenti, da quelli più noti a quelli i cui nomi conoscono solo i veri intenditori. Evidentemente nei paesi di lingua tedesca vanno fortissimo: tra tutte le band della giornata, è stato proprio durante il loro set che l’area si è riempita di più, e le loro cornamuse hanno messo a ballare e a far festa la maggior parte dei presenti. Un duo di cornamuse, percussioni varie, strumenti a pizzico, ghironda e compagnia, in simbiosi con una classica formazione rock e testi in tedesco: ecco la ricetta del successo oltre il nostro confine settentrionale.

Il grosso temporale si spostava verso nord, a un tiro di schioppo da Graz, quando altre leggende del black metal, i Dimmu Borgir, hanno preso le loro posizioni di battaglia con l’aiuto della pirotecnica. Il nucleo della band, formato dal cantante Shagrath e dal chitarrista Silenoz, da 21 anni solca la sua strada nel sottosuolo black metal. Nonostante le accuse di aver perso, tra sinfonismo e sperimentazione musicale, il contatto con il vero black metal, mantengono comunque uno status simbolico venerato da torme di fan. Dall’ultimo disco Abrahadabra sono passati già quattro anni, e il nuovo album è atteso solo l’anno prossimo. Con pochi concerti, tra cui quello di sabato, i Dimmu Borgir tornano sui palchi dopo un buon anno di pausa. Col loro suono di chitarre più progressivo, a tratti persino thrash, un ricco tappeto orchestrale sintetizzato e impressionanti effetti pirotecnici, i norvegesi hanno messo in piedi un vero show e, come prima di loro i Belphegor, purtroppo l’orario non li ha aiutati. Però sono riusciti ad attirare sotto il palco ancora più gente, che, a differenza del venerdì, è arrivata col contagocce.

I Saxon, che hanno dato il cambio sul palco ai tenebrosi norvegesi, non hanno bisogno di presentazioni. Sono una delle poche band che nella loro lunga storia non hanno avuto grossi alti e bassi di qualità, né dal vivo né in studio, e che, come dimostra l’ultimo album Sacrifice, sono ben lontani dalla pensione. Scarratt e Quinn creano con sicurezza il tappeto sonoro distorto per l’ottima voce di Biff che, nonostante i 63 anni, non li dimostra affatto. Con venti album sulle spalle, di successi per comporre una scaletta non ce ne sono certo pochi. Ai classici come Heavy Metal Thunder, 747 (Stranger in the Night) e Wheels of Steel hanno affiancato anche qualche pezzo dall’attuale Sacrifice. Purtroppo però si vede sempre più che i Saxon non sono più in grado di divertire le generazioni più giovani: dopo la presenza catastrofica dell’anno scorso al Kino Šiška, si è notato un calo di pubblico anche a questo festival. Un vero peccato, perché i Saxon sono una di quelle band NWOBHM che hanno contribuito a spianare la strada a tutta la scena heavy metal.

Con il loro set i Saxon hanno aperto il gran finale della serata di sabato, perché subito dopo sono saliti sul palco gli super popolari Blind Guardian. L’esibizione al Seerock è stata appena la terza dopo una pausa di quasi due anni, che i membri hanno sfruttato per riposarsi, per i progetti paralleli, per lavorare al disco in arrivo e anche all’album orchestrale The Dwarves, in lavorazione da parecchio. Il concerto di sabato ha dimostrato che sia Hansi e compagni sia la fedele combriccola metal avevano una gran fame gli uni degli altri. Nonostante un Hansi forse un filino spento come frontman, la band ha creato un’atmosfera fantastica, degna del nome Blind Guardian. La passeggiata attesa attraverso la storia dei più grandi successi del gruppo ha legato il pubblico con un filo magico, trascinando tutti in un coro generale, soprattutto sulle ballate come Bard’s Song, e il concerto si è chiuso con i classici Mirror, Mirror e Valhalla. Segnatevi sul calendario il 21.5.2015: il concerto a Lubiana è da vedere assolutamente!   

Saxon e Blind Guardian hanno scaldato per bene il pubblico per quelle che sono probabilmente le star più grosse, o almeno la ciliegina della serata: i Twisted Sister! Dei tipi che non ti porteresti a casa a cena hanno fatto alzare in piedi tutta l’area, e perfino quelli seduti nella tribuna VIP li ha strapazzati ben bene Dee Snider. Quest’anno i TS festeggiano i 30 anni dell’album della svolta Stay Hungry, che coincidono con i 30 anni dal loro ultimo concerto in Austria. La band si è scusata sinceramente per un’assenza così lunga, sia a parole sia, soprattutto, con un’esibizione ottima e piena di energia. Che siano rocker veri nell’anima lo dimostra anche il fatto che il loro più grande successo, We’re Not Gonna Take It, l’hanno suonato già poco dopo l’inizio. Dee Snider ha accompagnato la scelta dicendo che chi era venuto a vederli solo per quel pezzo poteva anche andarsene, mentre chi era venuto a vedere i Twisted Sister doveva restare. I ragazzi sono pure posati e pieni di sé, com’è giusto per la loro immagine, e hanno persino lasciato che i fotografi scattassero per tutto il concerto dal pit. In effetti ce n’erano un sacco, di roba, sul palco, soprattutto Snider, che nel corso del concerto si è spogliato pian piano, mentre la pirotecnica faceva il suo durante The Fire Still Burns e soprattutto in Burn in Hell, con Snider illuminato da un faro rosso. Il chitarrista Jay Jay French ha avuto anche qualcosa da dire sui ragazzini che sfilano negli Idol, X Factor e simili: i mocciosi tremano e ringraziano le folle perché hanno dovuto sgobbare ben 15 settimane per diventare famosi, mentre le band rock e metal famose hanno dovuto sgobbare per decenni. I TS hanno fatto un concerto davvero eccellente e sono stati salutati giù dal palco da ovazioni fragorose.

L’atto conclusivo della serata, dieci minuti dopo mezzanotte, è toccato ai giganti del thrash americano Slayer. Sono tornati al Seerock e hanno brutalizzato gli ultimi atomi di forza di un pubblico per lo più più giovane rispetto al giorno prima. Gli Slayer sono una macchina ben oliata, che ha attraversato con precisione i tessuti molli che aveva davanti, dimostrando ancora una volta che sono tra le band più amate al mondo per una ragione. Hanno beccato il Seerock più o meno a metà del tour estivo dei festival europei. Kerry King, sul lato destro, ha dimostrato di essere ancora il re dello shredding, e l’unico neo va alla voce di Araya, che a tratti perde profondità e finisce per limitarsi a grattare nel microfono.

A quanto pare il Seerock sta diventando un festival molto amato proprio qui dietro l’angolo. Un bel posto dove riposare e campeggiare in riva al lago, il palco a due passi da tutte le attività collaterali (zipline, wakeboarding, paintball,…) e un’organizzazione dell’evento che migliora: tutto promette una crescita per questo festival. Certo, il biglietto di due giorni per il cosiddetto wavebreaker – fan pit costa quanto quello di una settimana al Metaldays, ma in due giorni ti ritrovi un mucchio di grandi nomi del rock e del metal, e puoi anche scegliere di rilassarti con la tua musica preferita mentre te ne stai steso sulla riva o ammolli il sedere nel lago caldo.

testo: Sebastijan Videc
foto: Jerneja Jerak
video: Sebastijan Videc

Blind Guardian

1. Sacred Worlds
2. Welcome to Dying
3. Nightfall
4. The Script for my Requiem
5. Mordred’s Song
6. Bright Eyes
7. Tanelorn (Into the Void)
8. Imaginations From the Other Side
9. The Bard’s Song – Into the Forest
10. Mirror Mirror
11. Valhalla

Twisted Sister

1. Stay Hungry
2. The Kids Are Back
3. You Can’t Stop Rock’n’Roll
4. Captain Howdy
5. Street Justice
6. We’re Not Gonna Take It
7. I Believe In Rock’n’roll
8. Shoot ‘Em Down
9. Under the Blade
10. The Fire Still Burns
11. The Price
12. Burn In Hell
13. I Wanna Rock
—
14. Come Out And Play (intro)
15. S.M.F.

Slayer

1. Hell Awaits
2. The Antichrist
3. Necrophiliac
4. Hate Worldwide
5. Postmortem
6. Mandatory Suicide
7. Captor of Sin
8. War Ensemble
9. Born of Fire
10. Disciple
11. Seasons in the Abyss
12. Dead Skin Mask
13. Raining Blood
14. Black Magic
15. South of Heaven
16. Angel of Death

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